Aldo Patriciello
| Aldo Patriciello | |
|---|---|
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| Vicepresidente della Regione Molise | |
| Durata mandato | 20 novembre 1998 – 11 maggio 1999 |
| Presidente | Michele Iorio |
| Predecessore | Giovanni Cannata |
| Successore | Antonio Incollingo |
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| Durata mandato | 21 novembre 2001 – 7 novembre 2006 |
| Predecessore | Roberto Ruta |
| Successore | Ida Pasquale |
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| Dati generali | |
| Partito politico | Unione di Centro (2001-2008) Il Popolo della Libertà (2008) |
| Aldo Patriciello | |
|---|---|
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Unione europea Parlamento europeo |
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| Partito | Il Popolo della Libertà |
| Legislatura | VI, VII |
| Gruppo | PPE |
| Circoscrizione | Italia meridionale |
| Pagina istituzionale | |
Aldo Patriciello (Venafro, 27 settembre 1957) è un politico italiano.
Indice |
Biografia [modifica]
Si diploma all'Istituto tecnico per geometri nel 1976 e si impegna nell'azienda paterna[1]. All'attività imprenditoriale affianca presto l'impegno in politica.
Ha ricoperto le cariche pubbliche di amministratore di Venafro, consigliere regionale, assessore e vicepresidente della Giunta del Molise. Nel maggio del 2006 diventa deputato e nel 2009 deputato al Parlamento europeo.
Nato politicamente con la Democrazia Cristiana, in passato esponente del Partito Popolare Italiano (1995), passa successivamente a Democrazia Europea e quindi all'UDC dove ricopre le cariche di membro della segreteria regionale e di componente della direzione nazionale. Nel giugno 2008 lascia l'UDC per il Popolo della Libertà.
La sua famiglia è proprietaria di una ventina di aziende con circa 900 dipendenti, attive nella sanità, nell'edilizia e nell'editoria (la sua azienda ha rilevato TVI Molise portando la sede da Isernia a Venafro)[2][3][4]. Tra le varie aziende del gruppo vi sono l'IRCCS Neuromed di Pozzilli[5], che è uno dei maggiori complessi sanitari del Molise e che ha avuto come amministratore delegato Mario Pietracupa, attuale presidente del Consiglio Regionale e cognato di Patriciello, la Prometal attiva anche nell'alta velocità ferroviaria, aziende edili come la Precal srl e la Mc Group; di quest'ultima era titolare la madre[6].
Un altro cognato dei Patriciello, Vincenzo Cotugno, è stato eletto nel 2008 consigliere comunale di Venafro ed è a capo della Finmolise. Dopo le elezioni comunali del 2005 Vincenzo Cotugno era stato eletto sindaco ma era poi stato rimosso per incompatibilità, stante i rapporti di lavoro tra il comune e i fratelli Patriciello[7].
La famiglia Patriciello ha diversi interessi nel calcio locale. Uno dei fratelli, Nicandro, è presidente dell'US Venafro Calcio, squadra di Serie D[8][9][10].
Carriera politica [modifica]
Nel 1979 Aldo Patriciello inizia l'attività politica nella Democrazia Cristiana nella quale diventa responsabile del Movimento Giovanile regionale. Dal 1983 al 1992 ricopre la carica di assessore ai lavori pubblici e di vicesindaco di Venafro. Dal 1993 al 1995 è consigliere comunale, sempre nella sua città. Nel 1995 viene eletto con i Popolari al consiglio regionale dove ricopre la carica di presidente della II commissione permanente. Dall'8 agosto 1997 al 24 febbraio 1999 è assessore con varie deleghe: bilancio, patrimonio, gestione urbanistica, informatica e programmazione. Torna poi tra i banchi del consiglio regionale come componente della III commissione permanente.
Nel febbraio del 1998 i consiglieri regionali del Partito Popolare Italiano molisano, guidati da Michele Iorio, sfiduciano la giunta regionale, sostenuta da due anni dalla coalizione de L'Ulivo, provocando l'immediata reazione del segretario nazionale Franco Marini che espelle dal partito vari esponenti, tra i quali Iorio e Patriciello.[11]. Successivamente Iorio, Patriciello e altri lasciano il gruppo consiliare del PPI per entrare nel gruppo misto[12].
Dopo la sfiducia alla Giunta Veneziale Michele Iorio è nominato nuovo Presidente della Regione Molise mentre Patriciello diventa Vice Presidente della Regione Molise.
Nel 2000 Patriciello viene eletto nuovamente al consiglio regionale dove ricopre la carica di vicepresidente del Consiglio Regionale, oltre ad essere componente della I Commissione permanente: ordinamento e organizzazione amministrativa.
Nel 2001 Patriciello diventa segretario regionale di Democrazia Europea in Molise, e nel novembre dello stesso anno il partito ottiene il 13,7% di voti alle elezioni regionali[13][14][15]. La nuova giunta regionale è presieduta da Michele Iorio, di Forza Italia, mentre Patriciello ne è il vicepresidente e assessore regionale con delega alle attività produttive ed alle politiche agricole. Secondo una successiva affermazione di Paolo Cirino Pomicino, in occasione di queste elezioni regionali Patriciello aiuta Italia dei Valori a raccogliere le firme per la presentazione delle liste elettorali[16].
Avendo anche la delega all'assetto del territorio, Patriciello appena entrato in carica (nel febbraio del 2002) firma una lettera indirizzata al Servizio Sismico Nazionale della Dipartimento della Protezione Civile per portare a termine la riclassificazione sismologica di tutti i comuni della regione, già avviata dalla giunta precedente e nel luglio successivo partecipa a una riunione a Roma sull'argomento; qualche mese più tardi, quando il terremoto del 31 ottobre colpisce il Molise, non sono ancora stati presi provvedimenti e sorge una polemica tra il dipartimento e la regione[17][18][19].
Nel dicembre del 2002 Democrazia europea si scioglie per partecipare alla fondazione dell'UDC, insieme al CCD e al CDU e Patriciello diventa membro della Segreteria regionale del nuovo partito.
Nel luglio del 2003 la giunta regionale si sciolgie ma la crisi viene superata dopo alcuni giorni e Patriciello continua a far parte dell'esecutivo della Casa delle Libertà presieduto da Michele Iorio[20].
Nel settembre del 2004 Patriciello e altri assessori dell'UDC lasciano la giunta regionale, a seguito di una riforma sanitaria voluta da Forza Italia[21]. In tale periodo Patriciello è capogruppo dell'UDC nel consiglio regionale del Molise, ed entra nella Direzione nazionale come Responsabile del Dipartimento Politiche per il Mezzogiorno. Inoltre, Clemente Mastella dell'UDEUR cerca di convincerlo a passare a L'Unione[22].
Nel giugno del 2008 Patriciello lascia l'UDC per aderire al Popolo della Libertà[23][24].
Parlamentare europeo [modifica]
Diventa deputato al Parlamento europeo nel maggio 2006 per la lista dell'UDC nella circoscrizione Italia meridionale, dopo la rinuncia del segretario Lorenzo Cesa, nel frattempo eletto deputato nazionale (anche Patriciello si era candidato alla Camera): si iscrive al gruppo del Partito Popolare Europeo. Alle elezioni del 2004, Patriciello aveva ottenuto quasi 68 000 preferenze.
Durante questo primo mandato Patriciello è Vicepresidente della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia e membro sia della Commissione per il controllo dei bilanci che della Delegazione alla commissione parlamentare mista UE-Bulgaria; inoltre è membro sostituto della Commissione per i trasporti e il turismo e della Delegazione per le relazioni con i paesi del Maghreb e l'Unione del Maghreb arabo (compresa la Libia)[25].
Nell'ottobre del 2007 Patriciello è tra i parlamentari europei che approvano il rapporto di Marco Cappato per l'uso a fini terapeutici dell'oppio prodotto in Afghanistan[26].
La percentuale di presenze in plenaria di Patriciello nel corso del suo primo mandato è del 58%[27], non è mai intervenuto in plenaria, ha presentato 25 interrogazioni, molte sul natio Molise, ed è uno dei pochi a cui hanno tolto l'immunità parlamentare[28].
Nell'aprile del 2009 viene inserito nella lista elettorale del PdL per la circoscrizione dell'Italia meridionale[29] e alle elezioni del 6-7 giugno viene eletto con 113924 preferenze[30].
All'inizio della nuova legislatura, il 16 luglio, Patriciello viene eletto membro sia della Commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (ITRE) che della Commissione per il controllo dei bilanci (CONT) e membro sostituto della Commissione per lo sviluppo regionale (REGI). Inoltre viene nominato tesoriere della delegazione italiana del gruppo del Partito Popolare Europeo[31].
Procedimenti giudiziari [modifica]
Condannato definitivamente in Cassazione a quattro mesi per un finanziamento illecito: all'inizio degli anni novanta diede 16 milioni di lire a un politico amico[32][33][34][35].
Inchiesta Piedi d'argilla [modifica]
Nel dicembre del 2004 Patriciello riceve un avviso di garanzia e suo fratello Gaetano (detto Saddamm), costruttore edile, viene arrestato insieme ad altre tre persone nell'ambito una inchiesta sulla costruzione della Variante di Venafro della Autostrada A14-A1 Termoli-San Vittore del Lazio, la cosiddetta Autostrada del Molise, un'opera di nove chilometri a quattro corsie appaltata per 55.669.471,69 di euro. L'inchiesta viene denominata «Piedi d'argilla» in quanto i piloni dei viadotti della variante sono stati costruiti con materiale scadente. Secondo l'ordinanza del gip di Campobasso, Giovanni Fiorilli, che ha accolto le quattro richieste d'arresto avanzate dal pm della Direzione Distrettuale Antimafia Nicola D'Angelo, nei cantieri di Gaetano Patriciello viene aggiunto materiale vario come fango e legno al calcestruzzo e suo fratello utilizza la sua influenza per evitare che i controlli rivelino tale truffa. Inoltre, dalle indagini (condotte dal tenente dei Carabinieri Antonio Bandelli, comandante della compagnia di Venafro) e dalle intercettazioni telefoniche, risulta che i Patriciello hanno dei legami con alcuni esponenti della 'ndrangheta, appartenenti alla 'ndrina Comberiati-Garofalo di Petilia Policastro, che imperversano nella zona di Venafro e hanno sostenuto Patriciello in occasione della campagna elettorale per le elezioni del Parlamento europeo, facendogli ottenere circa seimila preferenze in Calabria. In particolare, uno di questi, Antonio Curcio, è stato messo dai Patriciello alla direzione di una loro azienda[36][37][38]. Patriciello si dimette dalla giunta regionale[39]. Successivamente viene rinviato a giudizio[40].
Nel luglio del 2006 la Direzione Investigativa Antimafia, su ordine della procura distrettuale di Campobasso, perquisisce il Comando generale dei Carabinieri nell'ambito di una indagine sulle manovre per screditare e far trasferire il tenente Bandelli e il collega capitano Fabio Moscatelli, comandante della compagnia di Termoli. Il capitano Moscatelli ha condotto l'inchiesta «Black Hole», disposta dalla Procura di Larino, sul deputato locale Remo Di Giandomenico (UDC) e la moglie di questi Patrizia De Palma, gravemente coinvolti nella gestione illecita dell'Azienda sanitaria locale e successivamente arrestati insieme ai vertici dell'ASL, ed è stato inviato in Kosovo e a Nasiriya pur non conoscendo l'inglese e infine allontanato da Termoli. La perquisizione effettuata dalla DIA vuole accertare quali «alte autorità istituzionali» sono intervenute presso il Comando generale dei Carabinieri sollecitando il trasferimento dei due ufficiali che hanno indagato sui due deputati molisani del partito di Pier Ferdinando Casini, allora presidente della Camera dei deputati[41].
Dopo un primo conflitto territoriale, la Cassazione assegna l'inchiesta «Piedi d'argilla» alla Procura di Isernia che nel maggio del 2008 invia gli avvisi di conclusione indagini e l'11 settembre 2008 la richiesta di rinvio a giudizio. La variante, per conto suo, viene inaugurata nell'ottobre del 2008. Nel febbraio del 2009 l'inchiesta «Piedi d'argilla» giunge in udienza preliminare al Tribunale di Isernia e il Gup Andrea Penta decide il trasferimento dell'inchiesta alla Procura di Cassino in quanto il reato di falso ideologico sarebbe stato commesso nella certificazione del calcestruzzo utilizzato nei piloni da parte della Geolab, società che ha sede a San Vittore del Lazio. Allo stato attuale gli indagati sono otto: Aldo Patriciello (che non aveva potuto partecipare alla precedente udienza del 15 gennaio per impegni istituzionali), suo fratello Gaetano, Francesco Furner, Anna Maria Pirollo, Francesco Pirollo, Cesare Di Bucci, Orlando Pallotta e Massimo Zullo. L'avvocato Arturo Messere rappresenta l'ANAS che si era costituita parte civile nella precedente udienza, lamentando un danno di sette milioni di euro. Dopo l'archiviazione di alcune accuse, i reati contestati sono: frode in pubbliche forniture, truffa e falso ideologico[42].
Il 18 febbraio 2011, con Sentenza n. 259/11 depositata il 21/4/2011 n.23807/10 R.G., il Tribunale di Bari ha assolto l'ex Procuratore della Repubblica di Isernia La Venuta e tre sottufficiali nell´ambito di un filone dell´inchiesta “Piedi d´argilla”. Il teorema accusatorio iniziato da una denuncia del capitano Bandinelli costituitosi parte civile nell´ambito del procedimento, è stato smontato dal Tribunale di Bari che ha sancito la totale correttezza istituzionale tenuta da La Venuta nel suo periodo di permanenza a Isernia decretandone la piena e totale assoluzione per non sussistenza dei fatti indebitamente contestatigli.
Il 24 febbraio 2011 il gup del Tribunale di Isernia Maria Luisa Messa ha rinviato a giudizio per frode in pubbliche forniture, falsità ideologica e truffa sei persone: Aldo Patriciello, suo fratello Gaetano, Francesco Paolo Furner, Orlando Pallotta, Massimo Zullo e Francesco Paolo Pirollo. Vengono invece prosciolti dalle accuse Cesare Di Bucci e Annamaria Pirollo[43][44]. La prima udienza del processo si è celebrata il 3 marzo dinanzi al giudice monocratico Roberta D'Onofrio e si è conclusa con un rinvio al 17 giugno per un difetto di notifica. Il termine previsto per la prescrizione dei reati contestati è maggio 2012[45].
Il 23 dicembre 2011, in primo grado, Aldo Patriciello viene assolto con formula piena per "non aver commesso il fatto" dal giudice monocratico D'Onofrio del tribunale di Isernia.[46]
Calunnia all'agente Stefania Di Clemente [modifica]
Nell'agosto del 2007 Patriciello si fa notare per la sua insofferenza alle multe alle auto in divieto di sosta e la sua diffidenza verso i carabinieri[47]. Nel corso di una discussione verificatesi alla presenza di alcuni carabinieri, intervenuti in relazione ad alcune multe per accertata violazione del codice della strada emesse dall’agente della polizia municipale del comune di Pozzilli, Stefania Di Clemente, nei confronti di automobilisti che avevano parcheggiato i propri veicoli nelle vicinanze dell'Istituto neurologico Mediterraneo "Neuromed", Patriciello afferma che l'agente ha falsificato gli orari riportati sulle multe incolpandola del reato di falso materiale in atto pubblico, mentre per i carabinieri non risultano contraffazioni penalmente rilevanti. Il pm del Tribunale di Isernia ipotizza il delitto cui all’articolo 61, n. 10 e 368 del codice penale italiano (calunnia ad un pubblico ufficiale) ma Patriciello oppone la sua immunità di parlamentare. Il 5 maggio 2009 il Parlamento europeo approvando a larghissima maggioranza la relazione della Commissione giuridica (relatore Aloyzas Sakalas) riconosce che Patriciello non ha agito per proprio interesse, non intendeva insultare l'agente e ha espresso la propria opinione sul diritto dei cittadini di accedere agli ospedali e alle cure sanitarie, svolgendo il proprio dovere di deputato[48][49]. Successivamente, il Tribunale si Isernia si rivolge alla Corte di giustizia dell'Unione europea per opporsi all'immunità. Nel giugno del 2011 l'avvocato generale della Corte di giustizia Niilo Jaaskinen ha espresso il parere che l'immunità faccia riferimento allo svolgimento della missione dell'Unione europea e che quindi non sussista in questo caso[50]. Con sentenza depositata in data 06.09.2011 (C-163/2010) la CGUE [1] ha stabilito che l'immunità deve essere concessa dal Parlamento «soltanto qualora il nesso tra l'opinione espressa e le funzioni parlamentari sia diretto ed evidente e precisato che "viste le descrizioni delle circostanze e del contenuto delle dichiarazioni del deputato europeo imputato nella causa principale, questi appaiono relativamente lontani dalle funzioni di un membro del Parlamento europeo e, di conseguenza, difficilmente possono presentare un nesso diretto con un interesse generale coinvolgente i cittadini". In punto di diritto è stato evidenziato che "qualora, come nella causa principale, il Parlamento europeo abbia adottato, a seguito della richiesta del deputato europeo interessato, una decisione di difesa dell’immunità di quest’ultimo, tale decisione, assunta a norma del regolamento interno dell’Istituzione, costituisce unicamente un parere sprovvisto di qualsiasi effetto vincolante nei confronti dei giudici nazionali, dal momento che il Protocollo non contiene alcuna disposizione che obblighi tali giudici a rimettere al Parlamento europeo la decisione sull’esistenza dei presupposti stabiliti dall’art. 8 del Protocollo stesso".
Processo per la Fondazione Paola Pavone [modifica]
Nel gennaio del 2008 Patriciello è stato rinviato a giudizio per truffa aggravata in concorso, abuso d'ufficio e malversazione ai danni dello Stato[51][52][53], insieme al cognato Mario Pietracupa e ad altre quattro persone: il prof. Erberto Melaragno, presidente della Neuromed, don Orlando di Tella, presidente della Fondazione Paola Pavone, Giovanni Di Renzo ex Direttore generale della Direzione Politiche sanitarie e sicurezza sociale della Regione Molise e Sergio Di Vico ex Direttore generale dell'ASL 3 di Campobasso.
Secondo l'ipotesi del pm del Tribunale di Campobasso, sotto la regia di Patriciello il prof. Melaragno e don Orlando di Tella hanno stipulato un contratto di comodato d'uso tra Neuromed e la Fondazione Pavone l'11 settembre del 2000 per consentire a Neuromed di gestire la casa di riposo della Fondazione, sita nel comune di Salcito, per farla diventare un centro di alta riabilitazione privato ed accreditato con la Regione, godendo di fatto di un finanziamento regionale di un miliardo e 400 milioni di lire che la Fondazione aveva ottenuto nel 1993 per realizzare la struttura a scopi assistenziali e attuando un mutamento della destinazione dell'immobile irregolare. Nel 2004, quando la struttura è pronta per iniziare l'attività riabilitativa in accreditamento con la Regione viene sequestrata dalla Procura e non entra mai in funzione. Il processo entra nel vivo nel marzo del 2009 con l'ascolto dei testimoni dell'accusa e l'acquisizione dei documenti raccolti dai Carabinieri sulla vicenda[54].
Anche in questo caso Patriciello ha invocata l'immunità ma il Parlamento europeo il 22 aprile del 2009, approvando a larghissima maggioranza la relazione della Commissione giuridica (relatore Aloyzas Sakalas), afferma che trattandosi di malversazioni di fondi pubblici e di reati urbanistici, e non di opinioni o di voti espressi nell'esercizio del mandato di deputato, l'immunità non può essere difesa[55][56].
Nel giugno 2010 è stato condannato a 1 anno e 6 mesi di reclusione dal Tribunale di Campobasso. Condannati alla stessa pena suo cognato Mario Pietracupa, attuale consigliere regionale nonché vicesegretario nazionale dell'Alleanza di centro, Erberto Melaragno, presidente del Neuromed e Giovanni Di Renzo, dirigente della Regione Molise. Condannato a 1 anno e 10 mesi anche don Orlando Di Tella per abuso d'ufficio e violazione di sigilli[57].
Il 27 maggio 2011 la Corte di Appello di Campobasso ha assolto con formula piena Aldo Patriciello nell’ambito del processo sulla Fondazione Paola Pavone di Salcito. La motivazione della sentenza risiede nella non sussistenza dei fatti. Il processo vedeva coimputato Patriciello ed altre cinque persone per concorso in abuso d’ufficio relativamente al centro di riabilitazione di Salcito. Per don Orlando Di Tella, presidente della Fondazione Pavone, viene comunque confermata la condanna a quattro mesi per avere violato i sigilli apposti alla struttura[58].
Note [modifica]
- ^ IlTempo.it Molise - Elezioni, Iniziativa Democratica - Udeur presenta i candidati Domani alle ore 12:00, Iniziativa Democratica- ..., 11/05/2007
- ^ la Repubblica - Di Stasi: in otto mesi di governo c'è stato un miracolo economico, 28 ottobre 2001, p. 22
- ^ Corriere della Sera - «Molise, Ciarrapico va a sinistra» E lui: sono nato e morirò fascista, 9 novembre 2006, p. 25
- ^ TVI Molise - Emittente Televisiva Venafro, Isernia, Campobasso, Molise
- ^ l'Unità - Giornali, televisioni e ricatti nella Caserta infetta dell'imperatore Clemente, 21 dicembre 2003, p. 11
- ^ IlTempo.it Molise - Addio alla signora Mimosa, madre dell'europarlamentare Aldo Patriciello, 17/12/2007
- ^ IlTempo.it Molise - TRASPORTI FERROVIARI, 12/07/2006
- ^ IlTempo.it Molise - La tifoseria teme riflessi indiretti dell'inchiesta giudiziaria sull'attività del club bianconero, 03/12/2004
- ^ IlTempo.it Molise - Le vecchie glorie non si fanno male, 31/12/2006
- ^ IlTempo.it Molise - VENAFRO — I Patriciello, gruppo imprenditoriale venafrano costituito da dieci fratelli, ..., 30/08/2005
- ^ Corriere della Sera - " Non faccio politica: Marini è stato un cattivo cristiano ", 23 febbraio 1998, p. 11
- ^ Regione Molise - VI Legislatura: GRUPPI CONSILIARI
- ^ La Stampa - L'EX MINISTRO SPIEGA LA STRATEGIA ELETTORALE DI DEMOCRAZIA EUROPEA PER VINCERE LE ELEZIONI, 13-11-2001, p. 14
- ^ Corriere della Sera - Mastella: è nel Polo la nuova Dc, Margherita fallita, 14 novembre 2001, p. 20
- ^ l'Unità - Di Stasi: solo litigi fra noi, ecco perché ho perso, 14 novembre 2001, p. 10
- ^ Corriere della Sera - Pomicino: basta pudori, ho raccolto firme persino per Di Pietro, 15 marzo 2005, p. 5
- ^ Corriere della Sera - Nove mesi fa la lettera: «Diteci se siamo a rischio», 3 novembre 2002, p. 9
- ^ Corriere della Sera - «Mappe sismiche inadeguate»: il fax di otto mesi fa, 5 novembre 2002, p. 6
- ^ l'Unità - Molise, ci fu una riunione per le nuove misure, 4 novembre 2002, p.4
- ^ Corriere della Sera - Chiusa la crisi in Molise Iorio nomina 8 assessori, 13 luglio 2003, p. 10
- ^ la Repubblica - Molise, l' Udc lascia la giunta, 3 settembre 2004, p. 20
- ^ Corriere della Sera - Calabria e Campania, gli ex dc pronti al salto, 12 aprile 2005, p. 6
- ^ AltroMolise - Patriciello nel Pdl, oggi l'annuncio. L'eurodeputato: 'Mi ha voluto Berlusconi', 2008-06-03 04:17:55
- ^ la Repubblica - Casini dice addio al terzo polo e lancia il referendum pro-preferenza, 10 giugno 2008, p. 10
- ^ Parlamento europeo - Aldo PATRICIELLO
- ^ Corriere della Sera - Ue, sì all' oppio afghano «Ma per uso terapeutico», 26 ottobre 2007, p. 25
- ^ la Repubblica - Europarlamento, Zanicchi maglia nera, 15 maggio 2009, p. 25
- ^ La Stampa - Parlamento Ue i voti di quelli che ci riprovano Grandi ex e carneadi, ecco le pagelle dell'Europa, p. 13
- ^ la Repubblica - Barbara resta, le altre giù dal palco, 30 aprile 2009, p. 5, sez. Napoli
- ^ Ministero dell'Interno - Elezioni europee ed amministrative del 6 - 7 giugno 2009 - Italia + Estero IV CIRCOSCRIZIONE: ITALIA MERIDIONALE
- ^ AltroMolise - Incarichi per Patriciello al Parlamento europeo
- ^ Onorevoli Wanted (Peter Gomez e Marco Travaglio, 2006, Editori Riuniti, ISBN 9788835957720), p. 574
- ^ La Stampa - La carica dei Cattivi Gli onorevoli e le sentenze definitive, 01-08-2007, pp. 2-3
- ^ la Repubblica - Trenta onorevoli nella black list del Parlamento, 22 febbraio 2008, p. 6
- ^ L'espresso - Questi non li votiamo, n. 20, a. LV, 21 maggio 2009, pp. 50-54
- ^ l'Unità - Molise, bufera 'ndrangheta sull'Udc, 3 dicembre 2004, p. 9
- ^ l'Unità - Gli affari sporchi di Patriciello, l’uomo di Follini nel Sud, 4 dicembre 2004, p. 4
- ^ l'Unità - La «longa manus» dei Patriciello su tutto il Molise, 5 dicembre 2004, p. 5
- ^ l'Unità - Molise, Patriciello si dimette, 7 dicembre 2004, p. 6
- ^ l'Unità.it - L'avanspettacolo e le farfalline, 30 aprile 2009
- ^ l'Unità - CARABINIERI SCOPRONO TANGENTI: TRASFERITI, 20 luglio 2006, pp. 1, 13
- ^ IlTempo.it Molise - «Piedi d'argilla» torna a Cassino, 15/02/2009
- ^ IlTempo.it Molise Su Piedi d'Argilla si allungano i tempi per conoscere la verità, 06/02/2011
- ^ IlTempo.it Molise Cantiere dell'autostrada 25/02/2011
- ^ IlTempo.it Molise Slitta l'udienza di «Piedi d'Argilla», 04/05/2011
- ^ “Piedi d’argilla”, assolto l’europarlamentare Patriciello
- ^ l'Unità - Io non c’entro, 7 agosto 2007, p. 1
- ^ Parlamento europeo - Immunità di Aldo Patriciello - 05-05-2009
- ^ Parlamento europeo: A6-0286/2009 30.4.2009 - RELAZIONE sulla richiesta in difesa dei privilegi e delle immunità di Aldo Patriciello (2009/2021(IMM))
- ^ IlTempo.it Molise Niente immunità parlamentare per Patriciello, 10/06/2011
- ^ Rai News 24 - Molise, a giudizio europarlamentare e presidente del Consiglio regionale dell'Udc, 18 gennaio 2008. URL consultato il 22/09/2008
- ^ la Repubblica - Polo della Qualità, piano ok via al risanamento finanziario, 19 dicembre 2008, pagina 13, sez. Napoli
- ^ l'Unità - Molise, tra le macerie infinite del terremoto nascono i suv, non le case. E la disoccupazione, 20 febbraio 2008, p. 5
- ^ IlTempo.it - «Fondazione Pavone», parla l'accusa, 29/03/2009
- ^ Parlamento europeo - Immunità per Aldo Patriciello - 22-04-2009
- ^ Parlamento europeo: A6-0196/2009 1.4.2009 - RELAZIONE sulla richiesta di difesa dei privilegi e delle immunità di Aldo Patriciello (2008/2323(IMM))
- ^ AltroMolise - Fondazione Pavone, condannati Patriciello e Pietracupa, 2010-06-19 03:28:44
- ^ IlTempo.it Molise Tutti assolti al processo Pavone, 27/05/2011
Collegamenti esterni [modifica]
| Predecessore | Vice Presidente della Regione Molise | Successore | |
|---|---|---|---|
| Giovanni Cannata | 20 novembre 1998 - 11 maggio 1999 | Antonio Incollingo | I |
| Roberto Ruta | 21 novembre 2001 - 7 novembre 2006 | Ida Pasquale | II |
| MPE italiano | Gruppo | Lista di elezione | Partito italiano | Circoscrizione | Preferenze |
|---|---|---|---|---|---|
| maggio 2006 - 2009
2009 - in carica |
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