Alberto Breccia

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Alberto Breccia (Montevideo, 15 aprile 1919Buenos Aires, 10 novembre 1993) è stato un fumettista argentino.

Note biografiche[modifica | modifica wikitesto]

Infanzia e gioventù[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Montevideo, in Uruguay, all’età di tre anni si trasferisce con i genitori a Buenos Aires. Inizia a fare disegni umoristici durante gli anni della scuola primaria e continua a disegnare durante gli studi, poi abbandonati, in computisteria e mentre lavora come operaio. Le prime collaborazioni sono, a diciott’anni, con alcune riviste come Berretin (con una storia dell’investigatore cinese Mu-Fa), Fenomeno e El Resero.

Inizi professionali[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1938, a diciannove anni, entra a lavorare per la Editorial Làinez, per la quale crea un gran numero di fumetti come El Vengador, Kid de Rio Grande, Punyo, La ciudad occulta, El Jorobado o Enrique de Lagardere, La hosteria solitaria e altri. In questo periodo le sue influenze sono Hogart, Andriola, Raymond, Premiani. Si sposa nel 1944 e nello stesso anno disegna il personaggio di Gentleman Jim per la rivista Bicho Feo dell’editore Héctor Torino. Nel 1946, dopo la nascita del primogenito Enrique, comincia la striscia quotidiana Puño Blanco per La Razon, su soggetto di Ferrazzano, che verrà pubblicata in seguito anche in Uruguay, Colombia, Paraguay e Venezuela. Incomincia a disegnare adattamenti grafici di film per la rivista Aventuras. Entra alla Kapelusz dove illustra testi scolastici. Illustra libri per bambini per la Editoriale Abril e si dedica anche alla pubblicità. In seguito viene chiamato per continuare Vito Nervio, ideato da Mirco Reppeto con i disegni di Cortinas. Nasce la secondogenita Cristina, e Breccia viene chiamato alla Codex per la quale realizza Pancho Lopez su soggetto di Abel Santa Cruz e illustrazioni per bambini per la rivista Peter Pan, insieme a un giovane Mordillo. Insieme ai Lipzicz fonda la Escuela Panamericana de Arte, dove insegnerà sceneggiatura e disegno per diciassette anni, mentre continua a disegnare Vito Nervio. Nasce la terzogenita Patricia. Nel 1957 Héctor Oesterheld gli offre un soggetto per la sua rivista Hora Cero. Nasce Sherlock Time e da qui inizia la fondamentale collaborazione tra i due. [1]

Collaborazioni internazionali[modifica | modifica wikitesto]

Grazie a contatti fornitigli da Hugo Pratt, nel 1960 comincia a collaborare con editori inglesi, tra cui Fleetway. Nel 1962 la rivista Misterix, seconda serie, gli offre di realizzare un fumetto insieme a Oesterhead e nasce Mort Cinder. Intanto la moglie si ammala gravemente. Nel 1966 fonda l’Instituto de Arte con alcuni colleghi. Nel 1969 disegna El Eternauta, originariamente illustrato da Francisco Solano López. Realizza Vida del Che e Vida e obra de Eva Perón. Si trasferisce in Cile per un periodo e realizza Historia grafica de Chile. Verso la fine degli anni sessanta viene colpito da un’infermità agli occhi e rallenta il ritmo lavorativo, collaborando comunque con Billiken, con l’Eurostudio di Dami e col Corriere dei piccoli. Collabora con riviste italiane come Il Mago di Milano, che pubblica I miti di Cthulhu nel 1973. [2]

Gli ultimi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1974, "El Viejo" (come era ormai conosciuto nel mondo dei fumetti), inizia una durevole collaborazione con lo sceneggiatore Carlos Trillo, con il quale realizza lavori come Un tal Daneri (1974) e Nadie (1977). Il suo lavoro più importante dopo Mort Cinder arriva dalla mano dello sceneggiatore Juan Sasturain. Si tratta di Perramus (1983). A metà strada tra genere avventuroso e umorismo surreale, questo lavoro prende di mira la dittatura argentina, mescolando personaggi fittizi e reali (come per esempio lo scrittore Jorge Luis Borges, che nella storia fittizia vince un premio Nobel che in realtà non ha mai ricevuto) e ottiene il premio Amnestynel 1989 nella categoria del miglior libro in favore dei diritti umani.

Edizioni italiane[modifica | modifica wikitesto]

I fumetti di Alberto Breccia sono stati pubblicati in Italia in numerose edizioni e su numerose riviste.

Edizioni su rivista[modifica | modifica wikitesto]

I fumetti di Breccia pubblicati su rivista includono i seguenti.

  • Varie storie di Mort Cinder sono state pubblicate da Il Mago della Mondadori e dalla Eura Editoriale nel settimanale Lanciostory.[3].
  • La versione di Breccia de l'Eternauta è stata inserita in varie pubblicazioni italiane come Linus, alteralter, Il Mago.
  • Perramus (1985) su testi di Juan Sasturain, ambientato durante la dittatura argentina, è stato pubblicato in Italia sulle riviste Orient Express e L'Eternauta.
  • Un tal Daneri (1969), su Linus ed Alter.
  • Buscavidas (1981/1982), 14 racconti, 4 pubblicati su Alter Alter con il titolo Raccattastorie, 5 pubblicati su L'Eternauta con il titolo Caleidoscopio ed uno su Comic Art, poi raccolte in volume dalla Comma 22 nel 2007 con il titolo L'Acchiappastorie. Gli occhi e la mente, pubblicato in Italia su L'Eternauta, tutte su testi di Carlos Trillo.
  • Armi da fuoco (1946), pubblicata in Italia nel 1988 su Skorpio.
  • Nadie (1977), su testi di Carlos Trillo, pubblicato in Italia col titolo di Agente Nessuno su Skorpio fra il 1977 ed il 1978.
  • Diversi adattamenti di favole, sceneggiati da Trillo, con un umorismo nero e feroce, pubblicati sulla rivista Alter Alter fra il 1980 e il 1981.

Edizioni monografiche[modifica | modifica wikitesto]

Le edizioni italiane dei fumetti di Breccia includono le seguenti.

  • Mort Cinder, pubblicato negli Oscar Mondadori, 1974, da Imago Libri – L’Avventuroso, 1979, da Glénat Italia, collana I maestri del fumetto, 1988,nei classici del fumetto di Repubblica – Serie Oro volume n.59 e da Comma 22, 2008, da Espresso/Editore Panini, da Editiemme, dalla Milano Libri
  • Oltre il tempo, testi di Héctor Oesterheld, L'Isola Trovata, novembre 1979, brossurato, rilegato, 80 pagine in b/n
  • Perramus, testi di Juan Sasturain, I maestri del fumetto, Glenat Italia, novembre 1987, cartonato, 176 pagine in b/n
  • Che, con Enrique Breccia, testi di Héctor Oesterheld, Topolin Edizioni, I^ Edizione, novembre 1995, brossurato, 96 pagine in b/n
  • I miti di Chtulhu, edizioni L'isola trovata, Collana I racconti delle nuvole, brossura 110 pagine, ottobre 1978
  • Breccia e Trillo: Chi ha paura delle fiabe? - Milano Libri - Maggio 1981 – Cartonato, Pag. 64, colori
  • Vito Nervio, I Dardo Pocket n. 2, marzo 1974, brossurato, 210 pagine in b/n
  • Rapporto sui ciechi, Comma 22, Collana Alberto Breccia n. 8, ottobre 2014, cartonato, 56 pagine in b/n.

Recentemente la casa editrice Comma 22 ha cominciato a ristampare diverse opere, che comprendono Mort Cinder e Buscavidas (su testi di Carlos Trillo) quest'ultimo finora inedito in Italia - conformemente all'intenzione espressa di ristampare l'opera omnia del maestro delle historietas. Fanno parte della collana anche:

  • Incubi, Collana Alberto Breccia n. 1, Comma 22, maggio 2003, 62 pagine a colori
  • I miti di Cthulhu, Collana Alberto Breccia n. 2, Comma 22, dicembre 2003, 125 pagine in b/n
  • Dracula, Collana Alberto Breccia n. 4, Comma 22, maggio 2006, 121 pagine a colori
  • L'acchiappastorie, testi di Carlos Trillo, Collana Alberto Breccia n. 5, Comma 22, ottobre 2007, 111 pagine in b/n

Nel frattempo la Rizzoli ha riproposto nella collana 24/7 il volume sul Che realizzato insieme a Oesterheld e il figlio Enrique, divenuto introvabile nella precedente edizione della milanese Topolin Edizioni.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Tra i suoi lavori più significativi vanno ricordate le collaborazioni con Héctor Oesterheld, in particolare Mort Cinder (1962), Vida del Che Guevara (1968) e una nuova versione de L'Eternauta, originariamente disegnato da Francisco Solano López. Altre opere: I Miti di Cthulhu, Un certo Daneri (testi di Carlos Trillo), e Perramus.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Slumberland Alberto Breccia - Maestro argentino del fumetto
  2. ^ [Vita e opere di un certo A.B. introduzione a Mort Cinder Vol.4, Imago Libri – L’Avventuroso, 1979]
  3. ^ Edizione Mondadori di Mort Cinder da www.pagine70.com

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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