Ahmed Ben Bella

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Ahmed Ben Bella
أحمد بن بلّة
Benbella.jpg

Primo Ministro dell'Algeria
Durata mandato 27 settembre 1962 –
20 settembre 1963
Predecessore Benyoucef Benkhedda[1]
Successore Mohamed Ben Ahmed Abdelghani[2]

Presidente dell'Algeria
Durata mandato 15 settembre 1963 –
19 giugno 1965
Predecessore Ferhat Abbas
Successore Houari Boumédienne

Dati generali
Partito politico Front de Libération Nationale
Ahmed Ben Bella (ultimo a destra) arrestato dall'esercito francese

Ahmed Ben Bella (in arabo: أحمد بن بلّة; Maghnia, 25 dicembre 1918Algeri, 11 aprile 2012[3]) è stato un politico algerino. Esponente dell'ala più radicale del movimento di liberazione nazionale d'Algeria, è visto come il padre della patria algerina. È stato il primo Presidente dell'Algeria.

Biografia[modifica | modifica sorgente]

Durante la seconda guerra mondiale fu arruolato come sottufficiale nelle truppe algerine al fianco degli alleati sul fronte di Cassino, dove fu ferito e più volte decorato. Nel dopoguerra aderì al movimento nazionalista fondato da Messali Hadj, che in seguito abbandonò, per dar vita ad un movimento rivoluzionario autonomo, e quindi, durante un forzato esilio in Egitto, al Fronte di Liberazione Nazionale ed all'esercito clandestino (1952) che nel 1954 iniziò le azioni militari in grande stile.

Nel 1955 i francesi lo arrestarono. Liberato in seguito agli accordi di Évian (1962), che sancirono l'indipendenza dell'Algeria, fu prima vicepresidente e poi presidente del Consiglio dei ministri del nuovo Stato, estromettendo via via dal potere i suoi avversari di destra e di sinistra.

Fu amato dal popolo algerino come pochi altri capi rivoluzionari; il suo nome scandito ritmicamente era il grido di guerra dell'Armata Popolare di Liberazione. La sua popolarità venne però scossa dalla necessità di mantenere un difficile equilibrio fra nazionalisti e progressisti all'interno, fra Europa ed Unione Sovietica all'estero, il che lo condusse alla rottura con i comunisti filosovietici cercando una Via algerina al socialismo. Inoltre, il ritmo rapidissimo che volle imporre al processo di riforme sociali ed economiche gli inimicò anche le forze della borghesia.

Promosse in patria un ardito piano di riforme sociali, ma la sua attività fu bruscamente troncata da un colpo di Stato militare guidato dall'antico compagno d'armi Houari Boumedienne.

A seguito del colpo di Stato fu posto agli arresti domiciliari fino al 1980, quindi esiliato in Svizzera. Solo nel 1990 gli fu concesso di tornare in patria. Dal 2007 faceva parte della Commissione dei Saggi in seno all'Unione Africana.

Il 23 febbraio 2012 viene diffusa la notizia della sua morte, poi smentita dalla figlia. È scomparso l'11 aprile 2012 all'età di 93 anni nella sua casa di Algeri.[4] Alla sua memoria è intitolato l'aeroporto di Orano.

Onorificenze[modifica | modifica sorgente]

Eroe dell'Unione Sovietica - nastrino per uniforme ordinaria Eroe dell'Unione Sovietica

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Presidente del Governo provvisorio della Repubblica algerina.
  2. ^ A partire dal marzo 1979
  3. ^ Algeria, morto primo presidente Ahmed Ben Bella, lapresse.it. URL consultato l'11 aprile 2012.
  4. ^ Morto a 93 anni Ben Bella guidò l'Algeria dopo l'indipendenza Repubblica.it

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Bandiera Predecessore Presidente della Repubblica Democratica Popolare di Algeria Successore Stemma
Ferhat Abbas 15 settembre 1963 – 19 giugno 1965 Houari Boumédienne
Presidenti della Repubblica Algerina
Farès (1962) | Abbas (1962-1963) | Bella (1963-1965) | Boumédienne (1965-1978) | Bitat (1978-1979) | Bendjedid (1979-1992)
Boudiaf (1992) | Kafi (1992-1994) | Zéroual (1994-1999) | Bouteflika (1999-in carica)

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