Gamal Abd el-Nasser
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| Gamal Abd el-Nasser | ||||
| Luogo di nascita | Alessandria d'Egitto | |||
| Data di nascita | 15 gennaio 1918 | |||
| Luogo di morte | Il Cairo | |||
| Data di morte | 28 settembre 1970 | |||
| Mandato | 1956-1970 | |||
| Predecessore | Muhammad Naguib | |||
| Successore | Anwar al-Sadat | |||
Gamāl ‘Abd al-Nāṣer (Nasser) (arabo: جمال عبد الناصر; Alessandria d'Egitto, 15 gennaio 1918 – Il Cairo, 28 settembre 1970) è stato un militare e politico egiziano, secondo Presidente della Repubblica, dal 16 gennaio 1956, al 28 settembre 1970.
Indice |
[modifica] Biografia
Nato da modesta famiglia (il padre ‘Abd al-Nāṣer[1] era funzionario delle poste), originaria di Beni Morr, presso Asyūṭ, il giovane Gamāl studiò per i primi due anni ad Asyūṭ e per otto anni a Khatatba (NO del Cairo, presso il confine libico). All'età di 8 anni, rimasto orfano per la morte dell'amatissima madre, viene inviato al Cairo, presso lo zio materno Khalil Husayn, ma già nel 1929 torna dal padre, trasferito ad Alessandria, che si era da poco risposato.
Nel corso dei suoi studi secondari superiori, come presidente del Comitato dei Liceali, partecipò all'attività politica nei ranghi dei nazionalisti che cercavano di ottenere l'indipendenza dal Regno Unito e viene leggermente ferito da un colpo d'arma da fuoco esploso da un gendarme britannico nel corso di una manifestazione del 13 novembre 1935.
Entrò nel 1937 nell'Accademia Militare Egiziana, dopo aver conseguito la laurea al Cairo, e nel luglio 1938 ottiene i gradi di sottotenente. Partecipò come ufficiale dell'esercito alla guerra del 1948 contro Israele, per l'affermazione della causa palestinese. La constatazione della clamorosa impreparazione dell'esercito e del Paese rafforzarono i suoi sentimenti repubblicani. Partecipò così ai dibattiti all'interno dell'esercito che sfociarono nella costituzione dell'organizzazione segreta dei “Liberi Ufficiali” (al-Ḍubbāṭ al-Aḥrār) che divenne poi il modello di riferimento di tutti i movimenti clandestini filo-repubblicani dell'intero mondo arabo-islamico del secondo dopoguerra.
[modifica] Il colpo di Stato repubblicano
Nella notte fra il 22 e il 23 luglio 1952 un colpo di Stato fu portato a compimento e Re Fārūq I, detronizzato, fu costretto il 26 all'esilio. Un Governo provvisorio fu formato e a guidarlo fu chiamato il rispettato generale d'origine nubiana Muḥammad Naǧīb, che il 18 giugno 1953 divenne il primo di Presidente della Repubblica.
Nel 1954 Naǧīb fu però costretto a lasciare spazio all'"uomo forte" del regime, il colonnello Gamāl ʿAbd al-Nāṣer, mentre un accordo firmato il 19 ottobre di quell'anno con il Regno Unito sullo sgombero entro 20 mesi delle sue forze militari, pur protraendo la presenza di tecnici nella zona del Canale di Suez, fu contestato dall'organizzazione islamica dei Fratelli Musulmani. Ad essa il governo rispose energicamente, cercando d'indurre l'organizzazione a destituire il proprio capo, al-Hasan al-Ḥudaybī. Gamāl ʿAbd al-Nāṣer fu fatto oggetto il 26 ottobre di un attentato di cui furono incolpati i Fratelli Musulmani e la conseguenza fu lo scioglimento due giorni dopo dell'organizzazione e l'arresto il 30 ottobre di al-Ḥudaybī e dei maggiori dirigenti della Fratellanza, oltre alla destituzione dalla sua carica di Naguib il 14 novembre , posto fino al 1972 agli arresti domiciliari. Sei dirigenti della Fratellanza furono condannati a morte ma al-Ḥudaybī vide commutata la sua pena in quella dell'ergastolo.
[modifica] La nazionalizzazione della Compagnia del Canale
Dopo l'adozione di una Costituzione repubblicana di ispirazione socialista con partito unico il 16 gennaio 1956, Gamāl ʿAbd al-Nāṣir, eletto il 23 giugno Presidente della Repubblica, nazionalizzò il 26 luglio 1956 la Compagnia del Canale di Suez (di proprietà franco-britannica). Questo dette modo al Presidente egiziano di recuperare appieno l'indipendenza del paese ma fornì anche la giustificazione per Francia e Regno Unito di organizzare un'operazione militare congiunta contro l'Egitto, cui s'unì Israele che riuscì a condurre una brillante operazione militare, in risposta alla minaccia di ‘Abd el-Nāsir d'impedire allo Stato ebraico il transito attraverso il Canale di Suez, che si concluse con la rapida conquista dell'intero Sinai, da Rafah a al-Arīsh. il 31 ottobre truppe anglo-francesi bombardano Il Cairo, e il 5 novembre occupano Port Saʿīd.[2]
La guerra del 1956 fu interrotta dall'intervento congiunto sovietico-statunitense, si disse con la minaccia addirittura di un intervento nucleare su Londra e Parigi da parte dell'URSS, ma nulla fu fatto per impedire a Israele di realizzare il suo progetto malgrado il suo esercito, guidato dal genio tattico del Gen. Moshe Dayan, avesse proseguito nella sua rapida avanzata dopo l'ordine dell'ONU di cessate il fuoco fra le parti. IL "cessate-il-fuoco" entrò in vigore l'8 novembre, ed il 15 dello stesso mese, truppe di pace dell'ONU giunsero nella zona di guerra.
[modifica] La politica estera e la Guerra dei sei giorni
Nel gennaio del 1958 la Siria pretese, per rafforzare la sua sicurezza, di avviare immediatamente un processo di fusione con l'Egitto, dando così origine alla Repubblica Araba Unita (RAU), raggiunta presto dalla parte dello Yemen che, ad opera del colonnello Sallāl, s'era ribellato all'Imam Yahya e al suo successore Muhammad al-Badr per costituire una repubblica sulla parte di territorio sotto il proprio controllo. Nel settembre 1961 la Siria pretese però di recuperare la sua piena indipendenza e l'Egitto, per esplicita volontà di Gamāl ʿAbd al-Nāṣir, non prese alcuna misura per impedire tutto ciò.
La guerra del 1967 fu ancor più devastante per l'Egitto e per le sorti del nasserismo e della sua concezione panaraba. Alla testa di una coalizione militare che, oltre all'Egitto, comprendeva la Siria e la Giordania, ottenne il ritiro delle truppe interposte dell'ONU lungo il confine israelo-egiziano e decise di bloccare i passaggi marittimi verso Israele. Malgrado fosse stato ammonito da Tel Aviv che la chiusura alla navigazione degli Stretti di Tiran avrebbe rappresentato un casus belli, l'aviazione e l'esercito egiziani si fecero cogliere il 5 giugno 1967 del tutto impreparati nelle loro basi (con la distruzione in un solo attacco di 300 velivoli militari, tutt'altro che in stato di allerta e posizionati a terra) dalle forze armate israeliane guidate dal genio militare del Capo di Stato Maggiore, Gen. Moshe Dayan. Israele, che aveva con grande determinazione scatenato il suo attacco e conseguiti i suoi obiettivi tattici e strategici, non ebbe alcuna difficoltà a inglobare quanto restava della Palestina (Cisgiordania sotto amministrazione giordana), le alture del Golan siriane e l'intera penisola del Sinai egiziana mediante una rapidissima azione di accerchiamento, come pure la palestinese Striscia di Gaza che l'Egitto amministrava dal 1948. Nonostante la colossale sconfitta militare, Nasser continuò ad avere l'appoggio delle grandi masse di popolazione egiziana, grazie al suo innegabile carisma.
Risale al 1967 la destituzione di ʿAbd al-Ḥakīm ʿĀmer, amico e compagno di Gamāl ʿAbd al-Nāṣir e primo responsabile dell'inadeguatezza della condotta militare egiziana, che si suicidò subito dopo, .
[modifica] L'allontanamento dagli Stati Uniti
Malgrado un'iniziale simpatia di Gamāl ʿAbd al-Nāṣir nei confronti degli USA, specialmente dopo l'intervento di Eisenhower contro l'attacco militare anglo-francese nella zona del Canale, la politica egiziana prese sempre più le distanze da Washington a causa del rifiuto del Cairo di entrare a far parte di uno schieramento anti-sovietico incentrato sul Patto di Baghdad composto da Iraq, Turchia, Iran, USA e Gran Bretagna, cui gli USA replicarono creando gravi difficoltà per il necessario finanziamento da parte del Fondo Monetario Internazionale (FMI) al progetto esposto fin dal 1952 di costruire una diga (Alta Diga, "al-Sadd al-ʿālī") ad Aswān, sul fiume Nilo, che avrebbe garantito l'autosufficienza energetica a un Paese povero di idrocarburi e che avrebbe permesso di bonificare le terre a Ovest del Nilo, dalla depressione di al-Qaṭṭāra (NO egiziano) alle aree a Sud di Aswān, per un totale di diverse centinaia di migliaia di chilometri quadrati. Per reazione l'Egitto si rivolse allora all'Unione Sovietica che, cogliendo la favorevole opportunità politica e strategica, finanziò la gigantesca operazione.
Gamāl ʿAbd al-Nāṣir riuscì in qualche misura a raddrizzare la situazione grazie a imponenti rifornimenti di armi sovietiche e all'avvio nel luglio del 1969 di una "guerra d'attrito" con Israele che mantenne vivo lo spirito patriottico e nazionalistico egiziano. Ciò nondimeno l'esperienza nasseriana era ormai segnata dalla catastrofe militare e politica del 1967 e anche il dibattito interno - che pure era inizialmente stato molto vivace - fu sempre più mal sopportato dal regime che, negli anni precedenti, aveva provveduto a soffocare qualsiasi tipo di opposizione, specie quella rappresentata dai Fratelli Musulmani, un cui esponente di spicco, Sayyid Quṭb, fu arrestato il 9 agosto 1965 e giustiziato al Cairo il 29 agosto 1966.
Gamāl ʿAbd al-Nāṣir morì il 28 settembre 1970 nella residenza presidenziale per un attacco cardiaco e al suo funerale al Cairo partecipò una folla commossa di vari milioni di persone.[3] Alla Presidenza della Repubblica salì il Vice-Presidente Anwar al-Sādāt, che con lui aveva fatto parte del movimento degli "Ufficiali Liberi".
[modifica] Note
- ^ In Egitto il nasab, o legame di filiazione, non è espresso dal sostantivo "ibn", o "ben", o "bin", ma al nome della persona segue immediatamente quello del padre. Gamāl ‘Abd al-Nāṣer significa quindi semplicemente "Gamāl (figlio di) ‘Abd al-Nāṣer".
- ^ Bisogna osservare che la crisi di Suez comportò che le potenze democratiche occidentali (prevalentemente Francia e Regno Unito) e gli USA, non reagissero significativamente alla sanguinosa invasione sovietica dell'Ungheria che raggiunse il culmine proprio nell'ottobre del 1956.
- ^ Funerale di Nasser
[modifica] Bibliografia
- J. Daumal e M. Leroy, Nasser, Firenze, Sansoni, 1971.
- Paolo Minganti, L'Egitto moderno, Firenze, Sansoni, 1959.
- Charles Issawi, Egypt in Revolution (an economic analysis), Londra, Oxford University Press, 1963.
- Jacques Berque, L'Egypte, Parigi, Gallimard, 1967.
- Jean Lacouture, Nasser, Parigi, Le Seuil, 1971.
Gamāl ‘Abd al-Nāser ha scritto vari libri che espongono i suoi punti di vista sull'Egitto e la situazione internazionale che lo coinvolgeva:
- Memoires on the 1948 Palestine war, 1955.
- Towards freedom", 1959.
- Egypt's Liberation The Philosophy of the Revolution, 1955 - http://nasser.bibalex.org/nasserBooks/BookView.aspx?BID=1 (in Arabo)
[modifica] Altri progetti
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| Predecessore: | Presidente dell'Egitto | Successore: | |
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| Muḥammad Naǧīb | 1954-1970 | Anwar al-Sādāt |

