Woman in Gold

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Woman in Gold
Woman in Gold.jpg
Ryan Reynolds, Helen Mirren e Daniel Brühl in una scena del film.
Titolo originaleWoman in Gold
Lingua originaleinglese
Paese di produzioneRegno Unito
Anno2015
Durata110 min
Generedrammatico, storico
RegiaSimon Curtis
SoggettoE. Randol Schoenberg
SceneggiaturaAlexi Kaye Campbell
ProduttoreDavid M. Thompson, Kris Thykier
Produttore esecutivoChristine Langan, Ernst Mican, Ed Rubin, Harvey Weinstein
Casa di produzioneOrigin Pictures, 2nd District Filmproduktion, BBC Film, The Weinstein Company
Distribuzione (Italia)Eagle Pictures
FotografiaRoss Emery
MontaggioPeter lambert
Effetti specialiMark Holt
MusicheMartin Phipps, Hans Zimmer
ScenografiaJim Clay
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani

Woman in Gold è un film del 2015 diretto da Simon Curtis.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Maria Altmann, una sopravvissuta all'Olocausto, insieme al giovane avvocato E. Randol Schönberg, combatte contro il governo austriaco per quasi un decennio per recuperare l'iconico quadro di Gustav Klimt Ritratto di Adele Bloch-Bauer I, appartenuto a sua zia e che era stato confiscato dai nazisti a Vienna poco prima della seconda guerra mondiale.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il primo trailer è stato diffuso il 22 dicembre 2014.[1] Il film è stato presentato in anteprima alla 65ª edizione del Festival internazionale del cinema di Berlino. È stato distribuito nelle sale cinematografiche statunitensi il 3 aprile 2015. In Italia è arrivato il 15 ottobre 2015.

Inesattezze[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel film è mostrato essere l'avvocato di Maria Altmann, Randol Schönberg, a indagare e ad avviare il procedimento di restituzione dei dipinti. In realtà, come rivelato dalla giornalista Olga Kronsteiner del quotidiano austriaco Der Standard, fu il giornalista austriaco Hubertus Czernin a trovare dei documenti decisivi e a contattare Maria Altmann.[2]
  • Nel film Hubertus Czernin afferma di essersi mosso perché suo padre era stato un membro del Partito nazista. In realtà Czernin scoprì che il padre era un nazista solamente nel 2006, molto tempo dopo che aveva iniziato a lavorare su questo e altri casi di restituzione.
  • Nel film Maria Altmann lascia il padre malato a Vienna nel 1938. In realtà, nonostante l'imminente pericolo, Maria Altmann rimase a Vienna fino alla morte del padre avvenuta per cause naturali nel luglio 1938.[3]
  • Nel film viene mostrato un quadro indicato come il ritratto del duca Andrassy che sarebbe stato sottratto ad una famiglia ebrea conservato da Hitler nel suo studio presso il Berghof. In realtà il quadro mostrato è un dipinto di Napoleone II eseguito da Carl von Sales e conservato da sempre al Castello di Schönbrunn.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) 'Woman in Gold' Trailer: Helen Mirren Fights to Restore Family History, hollywoodreporter.com. URL consultato il 23 dicembre 2014.
  2. ^ (DE) Olga Kronsteiner, "Die Frau in Gold": Faktentreue ist eine schlechte Dramaturgin, in Der Standard, 29 maggio 2015.
  3. ^ (DE) Thomas Trenkler, Der Fall "Goldene Adele", tendenziös erzählt, in Kurier, 2 giugno 2015. (archiviato dall'url originale il 9 luglio 2015).

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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