Vitale di Milano

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San Vitale
Martirio di san vitale da un martirologio del XIV secolo
Martirio di san vitale da un martirologio del XIV secolo

Martire

Nascita Milano III secolo
Morte Ravenna
Venerato da Chiesa cattolica
Santuario principale Basilica di San Vitale (Ravenna)
Ricorrenza 28 aprile[1]

San Vitale (Milano, ... – Ravenna, fra il III e il IV secolo) fu un martire cristiano, è venerato come santo dalla Chiesa cattolica.

Secondo la tradizione fu marito di santa Valeria; Vitale e Valeria furono i genitori di altri due santi molto venerati a Milano e Ravenna: Gervasio e Protasio.

Agiografia[modifica | modifica wikitesto]

Di Vitale ci parla Sant'Ambrogio in una delle sue lettere[2], nella quale il vescovo di Milano racconta di una visione che gli indicò l'ubicazione della sepoltura dei martiri Gervasio e Protasio (morti a Milano nel III secolo). Entro il sarcofago Ambrogio rinviene un libellum (un libriccino o altro breve scritto) firmato da un certo Filippo servus Christi che narra, prima della storia dei due santi gemelli, la storia dei loro genitori, Vitale e Valeria.[3] Successivamente, nell'anno 379, Ambrogio diede inizio alla costruzione di una basilica dedicata a numerosi martiri tra cui appunto Vitale, basilica che oggi porta il suo nome.

La Legenda Aurea, molto più tardiva, riferisce le stesse vicende dell'opuscolo con lievi variazioni.[4]

Il contenuto del libellum è il seguente. Il soldato consolare Vitale, marito di Valeria e padre di Gervasio e Protasio, scortava il giudice Paolino durante un viaggio a Ravenna. Qui vide un medico cristiano di nome Ursicino condannato a essere decapitato dopo vari supplizi. Vitale fu vicino al medico e lo aiutò ad affrontare la morte, provvedendo altresì alla sua sepoltura. Rivelatosi attraverso il suo comportamento pure lui cristiano, venne condannato a morte e sepolto vivo a Ravenna.

La moglie Valeria, recatasi inutilmente a Ravenna per recuperare il corpo del marito, sulla via del ritorno avrebbe subito anche lei il martirio ad opera di un gruppo di villici idolatri, che l'avevano invitata a banchettare con loro in onore del dio Silvano. Dieci anni dopo anche i giovani figli Gervasio e Protasio avrebbero subito il martirio per la fede in Cristo.

Resta incerto quando furono uccisi Vitale e Valeria. Ambrogio non fornisce elementi di datazione evidenti. La Legenda Aurea colloca i fatti sotto Nerone, ma è più probabile che si tratti di un errore e che il martirio sia avvenuto nella seconda metà del III secolo o al massimo all'inizio del IV.

Culto e reliquie[modifica | modifica wikitesto]

A Milano[modifica | modifica wikitesto]

Il culto di san Vitale fu avviato da Sant'Ambrogio, vescovo della città, insieme a quello di un altro san Vitale, servo di Agricola e martire a Bologna, di cui ci parla lo stesso Sant'Ambrogio in un'altra sua lettera.[5] Entrambi i santi furono probabilmente venerati nella Basilica dei Martiri (oggi Basilica di Sant'Ambrogio) a Milano, ma non c'è dubbio che Sant'Ambrogio volle dare speciale importanza ai santi Protasio e Gervasio e ai loro genitori. Lo stesso Ambrogio volle essere seppellito nella cripta dove riposavano Gervasio e Protasio.

A Ravenna[modifica | modifica wikitesto]

Mosaico nella Basilica di San Vitale a Ravenna, Vitale è il primo da sinistra.

Quando nel 409 Galla Placidia, figlia dell'imperatore Teodosio I, si trasferì da Milano a Ravenna portò con sé le reliquie di san Vitale (traslate 16 anni prima da Ambrogio) e dei santi Gervasio e Protasio, martirizzati a Milano. In onore tanto dei genitori quanto dei figli fu eretta a Ravenna la splendida basilica detta brevemente di Basilica di San Vitale, consacrata nel 548, che tuttora si ammira. Nella stessa basilica, un altare laterale è dedicato a sant'Ursicino.

Sempre a Ravenna, nella basilica di Sant'Apollinare Nuovo, sui mosaici della navata con la processione dei santi è raffigurata l'intera famiglia di Vitale. E la sua festa liturgica, sempre nella stessa città, fu celebrata fin dal IX secolo il 28 aprile[6].

A Roma[modifica | modifica wikitesto]

A Roma il papa Gregorio Magno volle che la chiesa dedicata ai santi Protasio e Gervasio fosse dedicata anche ai loro genitori; oggi si chiama Basilica dei Santi Vitale e compagni martiri in Fovea.

A Napoli[modifica | modifica wikitesto]

A Fuorigrotta, quartiere della città di Napoli, è documentata nel 985 l'esistenza di una cappella o di un oratorio dedicato a san Vitale[7]. Il suo culto, con molta probabilità, giunse a Napoli quando la città ed il suo territorio, dal 553 al 661, furono un ducato bizantino dipendente da Ravenna[8]. I rapporti fra le due città dovettero continuare anche dopo, se si considera che a Napoli nel 763 vi era una domus appartenente alla Chiesa ravennate e che il calendario liturgico napoletano, scolpito su due grandi lastre di marmo dopo la metà del IX secolo, assegna al 28 aprile, come a Ravenna, la commemorazione di san Vitale[9].

In Germania[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine dell'VIII secolo alcune reliquie di San Vitale furono portate a Esslingen sul Neckar, città situata a sud-ovest di Stoccarda.[10]

In altri luoghi[modifica | modifica wikitesto]

Altre reliquie di san Vitale si venerano nella chiesa di San Giuseppe a San Salvo (CH) e nella chiesa di Marittima (LE).

Nella Chiesa in genere[modifica | modifica wikitesto]

Il Martirologio Romano, la cui prima edizione fu pubblicata nel 1586, riferisce le notizie sui santi Vitale e Valeria alla data del 28 aprile. Si legge: "A Ravenna il natale [cioè la nascita al cielo] di San Vitale Martire, marito di santa Valeria e padre dei santi Gervasio e Protasio; il quale, avendo seppellito con il dovuto onore il corpo del beato Ursicino, cui aveva tolto via, fu preso da Paolino Consolare, e, dopo i tormenti dell'eculeo, fu fatto gettare in una fossa profonda, e sotterrare con terra e sassi; col quale martirio passò a Cristo"[11].

Il Martirologio presente sul sito del Vaticano continua a riportare anche oggigiorno la festa di San Vitale alla data del 28 aprile.[12]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Martyrologium Romanum (Libreria Editrice Vaticana, 2001, ISBN 88-209-7210-7)
  2. ^ S. Ambrogio - Epistola Segregata II (LIII) - disponibile online in: (LA) Ambrosius - Epistolae Ex Ambrosianarum Numero Segregatae, su Documenta Catholica Omnia (Migne). URL consultato il 20.02.2016.
  3. ^ Antonio Borrelli, San Vitale, su Santi e Beati, 16.09.2002. URL consultato l'11.02.2016.
  4. ^ (FR) Jacopo da Varazze, Saint Vital, su La Legende Dorée (trad. francese). URL consultato l'11.02.2016.
  5. ^ S. Ambrogio - Epistola Segregata III (LV) - disponibile online sempre su Documenta Catholica Omnia (Migne)
  6. ^ F. Lanzoni, "Le diocesi d’Italia dalle origine al principio del secolo VII", 2, Faenza 1927, pp. 725-731.
  7. ^ "Regii Neapolitani Archivi Monumenta", 11, Napoli 1849, p. 55.
  8. ^ G. Doria, "Storia di una capitale. Napoli dalle origini al 1860", 6 ed., Milano-Napoli 1975, pp. 19-22.
  9. ^ D. Mallardo, "Il calendario marmoreo di Napoli", Roma 1947, pp 12, 22, 92-93, 98, 128, 129, 132, 134, 180.
  10. ^ (DE) St. Vitalis I (8. Jahrhundert), su Baden-Württemberg Landesdenkmalpflege. URL consultato il 20.02.2016.
  11. ^ "Martirologio Romano, nuova edizione italiana tradotta dall’ultima edizione latina vaticana del 1930", Tipografia Poliglotta Vaticana 1931, pp. 104- 105.
  12. ^ Martirologio, su sito ufficiale del Vaticano. URL consultato il 20.02.2016.
    «A Ravenna, in Italia, ricordo di S. Vitale, nel cui nome, in questo giorno, fu dedicata a Dio la celebre basilica che sorge nella medesima città, e che da tempo immemorabile è celebrato assieme ai SS. martiri Valeria, Gervasio, Protasio e Ursicino, per aver difeso tenacemente e senza paura la fede cristiana.».

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