Basilica di San Vitale (Roma)

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Basilica di San Vitale, Valeria, Gervasio e Protasio martiri in Fovea
S Vitale Roma.jpg
StatoItalia Italia
RegioneLazio
LocalitàRoma
IndirizzoVia Nazionale 194B
Religionecattolica di rito romano
TitolareTitulus Vestinae. Santi Protasio e Gervasio martiri milanesi.
OrdineClero diocesano
DiocesiRoma e Ostia
Consacrazione402
Stile architettonicoRomanico
Inizio costruzione390
Sito websantivitale.com
L'interno
San Vitale e Palazzo Esp..jpg

La Basilica paleocristiana di San Vitale, Valeria, Gervasio e Protasio in Fovea conosciuta più comunemente come San Vitale e Compagni martiri in Fovea o più semplicemente come San Vitale è luogo di culto cattolico del centro storico di Roma, situato in via Nazionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La basilica di San Vitale è una basilica risalente al IV secolo dedicata originariamente ai santi Gervasio e Protasio, martiri di origini milanesi, figli di san Vitale. Verso la fine del secolo la pia matrona Vestina lascia tutti i suoi averi all'oratorio, che viene ristrutturato in basilica a tre navate e consacrato da papa Innocenzo I nel 402. Preti del titulus Vestinae sottoscrivono gli atti del sinodo romano del 499, mentre nella sottoscrizione del sinodo del 595 compare l'appellativo titulus Sancti Vitalis. Fu restaurata e dotata di ricchi doni da papa Leone III (795 - 816), nuovamente restaurata in epoca medievale, e completamente rifatta dai papi Sisto IV (1475) e Clemente VIII (1595): questi ultimi interventi ridussero la chiesa a una sola navata, al posto delle tre originarie, e portarono alla scomparsa del portico, chiuso e ridotto a vestibolo della chiesa. Nel 1859 Pio IX fece costruire la caratteristica scalinata d'accesso che è in discesa a causa dell'innalzamento del piano stradale in seguito alla costruzione di via Nazionale. Lavori di restauro effettuati nel 1937-38 hanno ripristinato il portico originario.

Il titolo cardinalizio, sospeso nel 1595, fu restaurato da Leone XIII nel 1880, e lo stesso pontefice eresse la basilica in parrocchia romana nel 1884.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La facciata presenta un portico, dell'epoca paleocristiana, a cinque arcate su colonne con capitelli del V secolo, a cui in passato ne corrispondevano altre cinque nella facciata, oggi murate. Il portale d'ingresso presenta un'iscrizione e lo stemma di Sisto IV, e preziosi battenti lignei scolpiti agli inizi del XVII secolo.

L'interno è a una sola navata con abside è stato restaurato nel 1859, mentre sono di epoca recente (1934) il pavimento ed il soffitto ligneo. Ai lati vi sono quattro altari, due per lato, provenienti dalla chiesa del V secolo. Nel transetto vi sono affreschi di Agostino Ciampelli raffiguranti la lapidazione ed il martirio di san Vitale. Altri affreschi, raffiguranti storie di martiri e profeti sono di Tarquinio Ligustri ed Andrea Commodi.

Fino al 2012, sulla cantoria posta a ridosso della controfacciata ha trovato luogo un organo a canne costruito nel 1931 dai Fratelli Schimicci.

Collegamenti[modifica | modifica wikitesto]

Metropolitana di Roma A.svg È raggiungibile dalla stazione Repubblica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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