Utica (città antica)

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Utica
UTIQUE.jpg
Vista del sito di Utica
Localizzazione
StatoTunisia Tunisia
Mappa di localizzazione
Coordinate: 37°03′23.5″N 10°03′44.13″E / 37.056528°N 10.062258°E37.056528; 10.062258

Utica (in greco antico: Οὐτίκα, Outíka[1]; in latino: Ŭtĭca[2]; in lingua fenicia, 𐤏𐤕𐤒, ‘TQ o 𐤏𐤕𐤂, ‘TG[3][4]) è un'antica città costiera fenicia[5][1]. Oggi è situata a 8 km dalla costa della attuale Tunisia, a pochi chilometri a nord di Cartagine e a 27 km a nord di Tunisi[6][7] alla foce del fiume Bagrada (oggi Megerda)[8] fondata nel 1101 a.C. secondo Plinio il Vecchio e Velleio Patercolo.[5] "Utica" deriva forse dal fenicio o dal libico[9] e significa forse vecchia città, in contrasto con la successiva colonia Cartagine, che significa nuova città.[10]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Velleio Patercolo, in Storia Romana, sarebbe stata fondata dopo Cadice, quindi presumibilmente attorno al 1100 O 1000 a.C.. La sua fondazione è collocata talvolta 287 anni prima quella di Cartagine (814 a.C.), il che corrisponderebbe al 1101 a.C., secondo il trattato dello Pseudo-Aristotele Storie meravigliose, che dice rifarsi alle Storie fenicie, come confermato da Plinio il Vecchio nella Storia Naturale.[11] Sarebbe la terza colonia fenicia per fondazione, dopo Lixus e Cadice. Fondata da Tiro o dai Sidonî secondo il poeta Silio Italico, ma con questa accezione si intendevano i Fenici nella Bibbia.[9]

Dopo la fondazione di Cartagine la città inviò un'ambasciata di benvenuto.[9]

Commerciò con l'Egitto finché non venne minacciata dalla fondazione della colonia di Cirene nel 631 a.C. da parte dei Greci Focesi.[8]

Nel Primo Trattato tra Roma e Cartagine non è menzionata, il che presume che la città fosse indipendente nel 508 a.C.[8]

Nel secondo Trattato tra Roma e Cartagine è menzionata e nel trattato con Filippo di Macedonia del 215 a.C. è considerata pari a Cartagine.[8]

Per il suo entroterra molto fertile, e anche per la presenza di un porto efficiente e frequentato godeva di un certo grado di floridezza tanto da poter entrare a volte in competizione con la stessa Cartagine. Per questa ragione simpatizzò con i Romani e con Massinissa allo scoppio della Terza guerra punica e per questo divenne capitale della provincia d'Africa.[12]

Dopo la battaglia di Farsalo divenne la base operativa dei pompeiani e nella vicina località di Tapso, si svolse nel 46 a.C. la battaglia vinta da Gaio Giulio Cesare contro i pompeiani di Tito Labieno, Giuba I, M. Petreio, Gneo e Sesto Pompeo (vedi Battaglia di Tapso).

Ad Utica nel frattempo si era asserragliato per difenderla Marco Porcio Catone Minore (meglio noto, per l'appunto, come l'Uticense), vera anima della resistenza Pompeiana; egli, fermo e convinto seguace della dottrina stoica, strenuo sostenitore della libertà repubblicana, non appena seppe che Cesare era alle porte della città, non esitò a sacrificare se stesso.

Utica, divenuta celebre proprio per il suo estremo sacrificio, gli rese degni onori funebri.

Utica è anche la città dove morì esule Gneo Nevio. In seguito, Utica divenne municipio sotto Augusto e colonia con Adriano, per decadere infine a causa della rinascita di Cartagine e dell'insabbiamento del porto.

Nel I secolo d.C. la sua importanza fu tale, che ebbe anche una propria zecca: nel 25 d.C., infatti, vi venne coniata una moneta che recava su una faccia la testa dell'imperatore Tiberio insieme ai nomi del proconsole e del questore della provincia di Siria[13].

Archeologia[modifica | modifica wikitesto]

Presenza di necropoli puniche databili al VII secolo a.C. e VIII secolo a.C. oltre ad alcuni edifici con mosaici di età repubblicana romana, si sono identificate tracce di un tempio, di terme e di due teatri e due anfiteatri. Testimonianze documentali della sua natura integrata nella cultura romana.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Utica, in Enciclopedia Italiana, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. URL consultato l'8 agosto 2021.
  2. ^ Luigi Castiglioni e Scevola Mariotti, IL - Vocabolario della lingua latina, Loescher, 1996, p. 1359.
  3. ^ Congresso internazionale di studi fenici e punici (a cura di), L'Africa romana - Volume 1, Gallizzi, 1991.
  4. ^ University of Minnesota (a cura di), Transactions of the Oneida Historical Society at Utica, The Society, 1889, p. 164.
  5. ^ a b Gras, Rouillard e Teixidor, p. 57.
  6. ^ Theodor Mommsen, Storia di Roma (PDF), Liber Liber. URL consultato il 28 luglio 2015.
  7. ^ Aldo Gabrielli, "uticense", in Grande dizionario italiano, Hoepli, ISBN 8820340801.
  8. ^ a b c d Warmington, p. 45.
  9. ^ a b c Massimo Guidetti, Storia del Mediterraneo nell'antichità, Jaca Book, 2004, p. 40.
  10. ^ (EN) Phillip K. Hitti, History of Syria, Including Lebanon and Palestine, Gorgias Press LLC, 2004, p. 102. URL consultato il 28 luglio 2015.
  11. ^ Michel Gras, Pierre Rouillard e Javier Teixidor, L'universo fenicio, Einaudi, 1989, p. 57.
  12. ^ (FR) Brian Herbert Warmington, « La période carthaginoise », in Histoire générale de l'Afrique, 2 « Afrique ancienne », Parigi, éd. Unesco, 1984, pp. 479-480. URL consultato il 28 luglio 2015.
  13. ^ Anton Ludovico Antinori, Annali degli Abruzzi, Volume II, Dal principio dell'era volgare all'anno 54, Bologna, Forni Editore, 1971, p. sub anno 25.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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