Focide

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Focide
(Φωκίς - Fokís)
07Delphi Theater03.jpg
Tempio di Apollo (Delfi)
Stati Grecia Grecia
Capoluogo Elatea, Delfi
Lingue Dialetto dorico
Ancient Phocis map.png

Coordinate: 38°31′31.08″N 22°22′31.08″E / 38.5253°N 22.3753°E38.5253; 22.3753

La Focide (in greco antico: Φωκίς, Phokís) è una regione storica dell'antica Grecia, situata tra la Beozia e la Locride a sud e l'Epiro a nord.[1][2][3]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La Focide è ricca di vallate che circondano il monte Parnaso (2.400 m).[3] Costituita prevalentemente di terreni calcarei del Cretaceo,[4] è montuosa con scarse zone pianeggianti, nelle quali si concentrava (e si concentra anche oggi) la popolazione. La zona più fertile è la sezione vicina al fiume Cefiso, il quale poi proseguiva e terminava in Beozia nel lago Copaide.[5] La regione si estende sulle coste del mar Ionio fino a poco più di un centinaio di chilometri dal Golfo di Corinto. Ad est, invece, si estendeva fin quasi alle Termopili.[6]

Paesaggio tipico della Focide

Uno dei maggiori insediamenti era Delfi, la quale si estendeva in maniera significativa in termini di superficie, considerando anche l’areale della sua chora (ovvero la parte fuori dalle mura), dove è situato il famoso tempio (e l'antico oracolo) del Dio Apollo: altro centro di rilievo, probabilmente al tempo "capoluogo", era Elatea.[7][8] Il litorale insolitamente pianeggiante nella zona di Cirra, nel golfo di Crisa, permise la costituzione e lo sviluppo della stessa e, di conseguenza, le permise di assumere un ruolo rilevante nel commercio locale.[9][10]

Oltre agli scambi marittimi, l'economia si fondava su pascolo e agricoltura, soprattutto con produzione di cereali, vino e olio. Celebre era il cosiddetto "mare degli ulivi" nella chora di Delfi.[11][12]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Abitata già nel Neolitico da una popolazione di origine nordica affine a quella della Tessaglia e della vicina Beozia,[13] la regione rimase estranea, nel 2° millennio a.C., all’influsso della civiltà cretese-micenea (di cui si ricorda solo qualche toponimo)[14].

I Focesi vi giunsero al tempo della migrazione dei Dori;[15] dapprima suddivisi in gruppi, passarono poi ad un lento processo di aggregazione che portò al passaggio dalla monarchia all'aristocrazia oligarchica e, successivamente, ad un movimento di colonizzazione (Focea in Asia Minore).[16] Successivamente, la storia della Focide si identifica con quella del santuario di Apollo a Delfi, frequentatissima località della Grecia antica per motivi religiosi:[17][18] per sottrarle il monopolio, sorsero diverse rivalità, coalizioni e guerre sacre nel 6°, 5° e 4° sec. a.C. Nella terza guerra sacra (356-346), che diede l'occasione a Filippo II di Macedonia di ingerirsi nelle questioni della Grecia,[19] la Focide fu esclusa dall'anfizionia delfica, per esservi riammessa nel 279 dopo l’invasione dei Galati. Nel 3° secolo, passò più volte dal dominio macedone alla lega etolica.

La Focide (contorno in giallo) in una mappa di Gustav Droysen nella sua opera storiografica Historischer Handatlas. In arancione la confinante Beozia, in viola la Locride

Dichiarata libera da Roma nel 196, nel 146 a. C. fu sottomessa al dominio romano.[20]

Successivamente, divenne parte dell'Impero romano d'Oriente e poi, nel XV secolo, entrò a far parte dell'Impero Ottomano[21] fino all'indipendenza greca (1822).

La regione amministrativa odierna parzialmente differisce a livello territoriale dall'areale identificato dalla tradizione storiografica.

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

La mitologia attribuisce alla Focide due eroi eponimi: Foco, figlio di Eaco e della Nereide Psamate, che avrebbe preso la forma di una foca (ϕώκη, fòke, da cui il nome). Conquistata la terra poi denominata in suo onore Focide, tornò nella patria Egina, dove fu ucciso con un disco dai fratellastri Telamone e Peleo durante una gara di lancio.[22]

Altro mito è quello di Foco Corinzio, figlio di Ornito, discendente di Sisifo, della razza di Poseidone; emigrò da Corinto e diede il nome di Focise al territorio intorno al Parnaso; guarì Antiope dalla follia e la sposò.

Antiche poleis della Focide[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ William Robertson, Istoria della antica Grecia (vol. 1), Per Antonio Ferrara, 1831, digitalizzato dalla Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze il 3 novembre 2015, p. 13.
  2. ^ Enciclopedia Elementare, Unione Tipografico-Editrice, 1863, digitalizzato dalla Biblioteca de Catalunya il 29 aprile 2009, p. 86.
  3. ^ a b (EN) Peter Londey, Conflict in Ancient Greece and Rome: The Definitive Political, Social, and Military Encyclopedia, ABC-CLIO, 2016, ISBN 978-16-10-69020-1, p. 447.
  4. ^ (EN) Carmelo G. Malacrino, Constructing the Ancient World, Getty Publications, 2010, ISBN 978-16-06-06016-2, p. 10.
  5. ^ Anna Ferrari, Dizionario dei luoghi del mito, Bur, 2012, ISBN 978-88-58-63121-8.
  6. ^ F.C. Marmocchi, Dizionario di geografia universale (vol. 2), S. Franco e F., 1858, digitalizzato dalla Biblioteca Nazionale di Napoli il 4 marzo 2014, p. 269.
  7. ^ (EN) William Gell, The Itinerary of Greece Containing One Hundred Routes in Attica, Boeotia, Phocis, Locris and Thessaly, Rodwell and Martin, 1819, digitalizzato dalla Biblioteca Nazionale austriaca il 29 gennaio 2015, p. 217.
  8. ^ James George Frazer, Pausanias, Cambridge University Press, 2012, ISBN 978-11-08-04723-4, p. 552.
  9. ^ Gerolamo Boccardo; Stefano Pagliani, Nuova enciclopedia italiana: Testo, Unione tipografico-editrice torinese, 1878, p. 855.
  10. ^ (EN) Rosalyn Rossignol, Critical Companion to Chaucer, InfoBase Publishing, 2006, ISBN 978-14-38-10840-7, p. 386.
  11. ^ Giuseppe Zanetto, Entra di buon mattino nei porti. Un viaggio all'origine della nostra storia, Bruno Mondadori, 2012, ISBN 978-88-61-59729-7, p. 111.
  12. ^ Paolo Raugei, La strada per Luderitz, Aletti Editore, 2019, ISBN 978-88-59-15707-6.
  13. ^ (EN) Robert J. Buck, A History of Boeotia, University of Alberta, 1979, ISBN 978-08-88-64051-2, p. 34.
  14. ^ Celestina Milani, Varia Mycenaea, EDUCatt, 2014, ISBN 978-88-67-80299-9, p. 18.
  15. ^ (EN) Demetrios Protopsaltis, An Encyclopedic Chronology of Greece and Its History, Xlibris Corporation, 2012, ISBN 978-14-69-14001-8.
  16. ^ Luca Antonelli, Traffici focei di età arcaica, L'ERMA di BRETSCHNEIDER, 2008, ISBN 978-88-82-65460-3, p. 118.
  17. ^ Joël Schmidt, Dizionario Larousse della mitologia greca e romana, Gremese Editore, 2003, ISBN 978-88-84-40248-6, p. 67.
  18. ^ Michael Scott, Delfi: il centro del mondo antico, Gius.Laterza & Figli Spa, 2017, ISBN 978-88-58-13084-1.
  19. ^ Luciano Canfora, Il mondo di Atene, Gius.Laterza & Figli Spa, 2013, ISBN 978-88-58-108437, p. 411.
  20. ^ Angelos Chaniotis, Età di conquiste, HOEPLI EDITORE, 2019, ISBN 978-88-20-38653-5.
  21. ^ Franco Cardini, L’Impero bizantino, Corriere della Sera, ISBN 978-88-61-26912-5.
  22. ^ Maria Papachristos, I Semidèi, Edizioni R.E.I., 2014, ISBN 978-23-72-97123-2, p. 145.

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