Antiope (figlia di Nitteo)
| Antiope | |
|---|---|
| Saga | ciclo tebano |
| Nome orig. | Ἀντιόπη (Antiòpē) |
| Lingua orig. | greco antico |
| Caratteristiche immaginarie | |
| Specie | umana |
| Sesso | femmina |
| Luogo di nascita | Tebe |
| Professione | principessa di Tebe |
Antiope (in greco antico Ἀντιόπη?, Antiòpē) è un personaggio della mitologia greca. Fu una principessa di Tebe.
Genealogia
[modifica | modifica wikitesto]Figlia del potamoi Asopo[1][2] o di Nitteo[3][2][4] e di Polisso.[3]
Da Epopeo,[5] o da Zeus,[6][4][7] oppure da Epafo,[4][6] fu resa madre dei gemelli Anfione e Zeto.[6][4][7][5]
Mitologia
[modifica | modifica wikitesto]Il mito di Antiope è raccontato dagli autori antichi, in diverse versioni, tra cui quelle di Apollodoro, Pausania e Igino, che presentano alcune differenze nella narrazione degli eventi e nei dettagli della storia, riflettendo le varie interpretazioni e tradizioni del mito.
Apollodoro
[modifica | modifica wikitesto]Antiope fu sedotta da Zeus e rimase incinta. Per sfuggire alla punizione del padre (Nitteo), Antiope si rifugiò a Sicione presso Epopeo che ne fece la sua sposa. Disperato Nitteo incaricò il fratello Lico di punire Epopeo e Antiope e poi si uccise prima che Lico attaccasse Sicione, dove uccise Epopeo e imprigionò Antiope che, durante il viaggio di ritorno, partorì Zeto e Anfione, i quali furono dapprima abbandonati e poi ritrovati e allevati da un pastore.

Lico e sua moglie Dirce trattarono la prigioniera Antiope con crudeltà, ma un giorno le sue catene si ruppero e così poté fuggire e rifugiarsi dai suoi due figli che, una volta compreso chi fosse Antiope, decisero di vendicarla uccidendo Lico e legando Dirce a un toro che la straziò.[6]
Pausania
[modifica | modifica wikitesto]Antiope era famosa per la sua bellezza ed Epopeo, re di Sicione, se ne innamorò e la rapì, suscitando l'ira di Nitteo (il padre di Antiope e re di Tebe) che mosse il suo esercito contro Sicione. Nella battaglia Nitteo fu ferito a morte e prima di morire, Nitteo affidò la reggenza di Tebe a suo fratello Lico e lo incaricò di punire Antiope.
Quando anche Epopeo morì, il nuovo re di Sicione (Lamedonte figlio di Corono) consegnò Antiope a Lico e durante il viaggio verso Tebe e vicino a Eleutere, Antiope diede alla luce due gemelli, Zeto e Anfione.[5] (Pausania sembra conoscere la parte del mito dove Dirce fu uccisa dai figli di Antiope ma non ne parla e il suo racconto è inoltre diviso in due libri diversi.) Dionisio però, riconoscente del fatto che Dirce lo aveva adorato più di ogni altra divinità, si adirò con Antiope e la fece impazzire facendola vagare per tutta la Grecia e fino a quando fu incontrata da Foco che la guarì dalla follia e poi la sposò.[8]
Igino
[modifica | modifica wikitesto]Antiope fu violentata con l'inganno da Epafo e di conseguenza ripudiata dal marito Lico. Successivamente, Zeus (che il latino Igino chiama Giove) si innamorò di lei e Lico si risposò con Dirce che, gelosa, sospettò che Lico potesse ancora desiderare Antiope e così la fece imprigionare.
Vicina al parto, Antiope riuscì a fuggire con l'aiuto di Zeus per rifugiarsi sul monte Citerone, dove partorì i due gemelli (Zeto e Anfione) che furono trovati e allevati da dei pastori.
Quando i gemelli furono cresciuti e scoprirono che la loro madre fu imprigionata da Dirce, legarono quest'ultima a un toro che la straziò.[4][9]

L'Antiope di Euripide
[modifica | modifica wikitesto]Igino scrisse anche una versione che sembra essere un riassunto scritto da Quinto Ennio dell'opera perduta di Euripide Antiope giunta a noi soltanto in maniera frammentaria:
Antiope, figlia di Nitteo e re della Beozia, viene sedotta da Zeus rimanendo incinta e per evitare alla punizione del padre, fugge e trova rifugio presso Epopeo, un uomo di Sicione, che la sposa.
Nitteo muore dopo aver incaricato suo fratello Lico di punire Antiope e questi uccide Epopeo e porta Antiope prigioniera sul monte Citerone, dove lei partorisce Zeto e Anfione che vengono allevati da un pastore e crescono senza conoscere la loro vera identità.
Antiope, catturata da Lico, viene consegnata a sua moglie Dirce per essere punita. Tempo dopo riesce a fuggire e si rifugia presso i suoi figli anche se Zeto non la riconosce e la respinge. Dirce ritrova Antiope e cerca di ucciderla, ma i gemelli scoprono la verità sulla loro madre e la salvano.
I gemelli uccidono Dirce legandola a un toro e poi sono sul punto di uccidere Lico, ma Ermes interviene e ordina a Lico di cedere il regno ad Anfione.[7][10]
Anche il tragediografo latino Marco Pacuvio riprese la tragedia di Antiope nella sua versione di Antiope.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ↑ Omero, Odissea, xi. 260
- 1 2 (EN) Pausania, Periegesi della Grecia, libro 2.6.1, su theoi.com. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- 1 2 (EN) Apollodoro, Biblioteca, libro 3.10.1, su theoi.com. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 5 6 (EN) Igino, Fabulae, 7, su topostext.org. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- 1 2 3 (EN) Pausania, Periegesi della Grecia, libro 2.6.1 e seguenti, su theoi.com. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- 1 2 3 4 (EN) Apollodoro, Biblioteca, libro 3.5.5, su theoi.com. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- 1 2 3 (EN) Igino, Fabulae, 8, su topostext.org. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- 1 2 (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia 9.17. 6, su theoi.com. URL consultato il 23 settembre 2025.
- ↑ (LA) Bibliotheca Augustana, Igino, Fabulae, 7, su hs-augsburg.de. URL consultato il 5 ottobre 2025.
- ↑ (LA) Bibliotheca Augustana, Igino, Fabulae, 8, su hs-augsburg.de. URL consultato il 5 ottobre 2025.
Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Antiope
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Antìope, su sapere.it, De Agostini.
- (EN) Antiope, su Theoi Project.
- (EN) Antiope, su Goodreads.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 45442989 · CERL cnp00824849 · GND (DE) 131746782 · BNF (FR) cb15082688w (data) |
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