Saleh Bakri

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Saleh Bakri (in arabo: صالح بكري, in ebraico: סאלח בכרי; Giaffa, 1º marzo 1977) è un attore e attivista palestinese, figlio dell'attore e regista Mohammad Bakri.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Saleh Bakri nacque a Giaffa, Israele, e fu cresciuto in Galilea.[1] Primogenito di Mohammad Bakri, ha una sorella e quattro fratelli minori, fra i quali gli attori Ziad e Adam Bakri. Da adolescente sognava di diventare pittore, ma quando scoprì di avere paura di trovarsi davanti a un pubblico, decise di studiare recitazione. Nel 1997, entrò all'accademia d'Arte drammatica Beit Zvi di Ramat Gan, Tel Aviv, laureandosi nel 2000. Soltanto due arabi furono ammessi al corso.[2] Oggi, risiede nella città di Haifa.[3] Dal 2013 fa parte del comitato di sostegno del Tribunale Russell sulla Palestina.[4]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Saleh cominciò la sua carriera recitando a teatro insieme al padre.[2] Nel 2007 esordì al cinema con il film israeliano La banda. La sua interpretazione fu premiata al Jerusalem Film Festival e agli Israeli Academy Awards, tuttavia, dopo il successo del film, Bakri decise che non avrebbe più recitato in un film finanziato dalle istituzioni israeliane dichiarando che lo Stato d'Isrele "si serve del cinema per diffondere bugie".[5][6] Quando gli fu offerta una parte in un film di James Bond, Bakri la rifiutò perché promuoveva armi israeliane.[2]

Il suo primo film in lingua araba, Il sale di questo mare, fu presentato in concorso al Festival di Cannes 2008 nella sezione Un Certain Regard. La regista dichiarò di avere scelto Saleh per la sua educazione e insicurezza.[7] Nel 2009 recitò ne Il tempo che ci rimane e nel 2011 ne La sorgente dell'amore con Hiam Abbass, candidato alla Palma D'Oro. Nel 2013 interpretò il protagonista del film Salvo, premiato dalla critica al Festival di Cannes, nel quale recita in italiano.[3] In Italia, aveva già lavorato nel 2008 come attore e insegnante all'interno del progetto TAM, finanziato dalla Farnersina, allo scopo di introdurre al teatro i ragazzi palestinesi.[8][9]

Saleh ha recitato nel cast principale di tutti e tre i lungometraggi della regista palestinese Annemarie Jacir, selezionati dal comitato palestinese per essere candidati all'Oscar come miglior film in lingua straniera.[10] Per la sua interpretazione in Wajib - Invito al matrimonio, vinse nel 2017 il premio come migliore attore al Festival internazionale del cinema di Dubai, condiviso con il padre Mohammad.[11]

In qualità di membro dell giuria, Bakri fu invitato a esprimere le proprie preferenze al Mami Mumbai Film Festival 2015[12] e al Festival internazionale del cinema di Dubai 2016.[13] Nel 2016 è stato presidente di giuria del Terra di Tutti Film Festival di Bologna.[14] È inoltre patrono del Festival Ciné-Palestine Paris.[15]

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Cortometraggi[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

  • Storie di Dio (Hikāyātu-llāh) – serie TV (2004)
  • La tomba perduta di Gesù (The Lost Tomb of Jesus) – documentario TV (2007)

Teatro[modifica | modifica wikitesto]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Nelle versioni in italiano dei suoi film Saleh Bakri è stato doppiato da:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Sheree Joseph, Dreams, truths and the in-between: Saleh Bakri, Sajjeling, 30 agosto 2014. URL consultato l'11 aprile 2018.
  2. ^ a b c (EN) Nabila Ramdani, Hit actor Saleh Bakri tells all at the Paris Palestine Film Festival, El Arabiya English, 10 giugno 2015.
  3. ^ a b (EN) Helen Barlow, Salvo: Saleh Bakri interview, SBA, 2 ottobre 2013.
  4. ^ (EN) Members of the Support Committee, Russell Tribunal on Palestine. URL consultato l'11 aprile 2018.
  5. ^ (FR) Frank Barat, Saleh Bakri, star en Israël: «J’ai décidé de ne plus tourner dans aucun film israélien», L'Obs le Magazine, 30 ottobre 2013. URL consultato il 9 aprile 2018.
  6. ^ (EN) Frank Barat, Interview with Saleh Bakri, Le Mur a Des Oreilles, 1º dicembre 2013. URL consultato il 9 aprile 2018.
  7. ^ (EN) Genna Terranova, Salt of This Sea: Annemarie Jacir, Tribeca Film Festival, 10 agosto 2010. URL consultato il 9 aprile 2018.
  8. ^ Pressbook Giraffada (PDF), Bari International Film Festival. URL consultato l'11 aprile 2018.
  9. ^ Esteri News dossier, Farnersina. URL consultato l'11 aprile 2018.
  10. ^ (EN) Laura Berger, Oscars 2018 Foreign Language Contenders: Annemarie Jacir— “Wajib”, Women and Hollywood, 27 novembre 2017. URL consultato il 21 febbraio 2018.
  11. ^ (EN) Alissa Simon, Palestinian Annemarie Jacir's "Wajib" Wins Big at Dubai Festival, Vanity Fair, 13 dicembre 2017. URL consultato il 22 febbraio 2018.
  12. ^ (EN) No government has the right to censor an artist: Saleh Bakri, The Indu, 3 novembre 2015. URL consultato il 12 aprile 2018.
  13. ^ (EN) DIFF Archive: Juries 2016, Dubai Film Fest. URL consultato il 12 aprile 2018.
  14. ^ Terra di Tutti, TTFF10 Saleh Bakri Presidente di giuria, su twitter, 16 ottobre 2016. URL consultato il 12 aprile 2018.
  15. ^ (EN) Frank Barat, "I am optimistic in the long term", su youtube, 11 maggio 2015. URL consultato il 12 aprile 2018.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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