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Ramses VI

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Ramses VI
RamassesVIFragmentarySarcophagusHead-BritishMuseum-August19-08.jpg
Ramses VI rappresentato sul suo sarcofago in granito nero, proveniente dalla sua tomba nella Valle dei Re.
Re dell'Alto e Basso Egitto
Stemma
Incoronazione 1144 a.C.
Predecessore Ramses V
Successore Ramses VII
Nome completo Nebmaatra-Meriamon Ramses-Netjerhekaiunu
Morte 1136 a.C.
Luogo di sepoltura Valle dei Re, tomba KV9
Dinastia XX dinastia egizia
Padre Ramses III
Madre Iside Ta-Hemdjert
Consorte Nubkhesbed[1]
Figli Ramses VII, Iside, Amonherkhepshef, Panebenkemyt[2]

Ramses VI (... – 1136 a.C.[3]) è stato un faraone della XX dinastia egizia.

Figlio dell'importante faraone Ramses III (1186 a.C. - 1155 a.C.[4]) e della Grande sposa reale Iside Ta-Hemdjert[5], regnò dal 1145/4 a.C. al 1136 a.C.[6] La sua sepoltura, nella Valle dei Re, si trova accanto a quella di Tutankhamon.

Il suo nome regale era Nebmaatra-Meriamon, che significa Ra è Signore di Maat (o di Giustizia)-Amato da Amon. Il suo nome natale, Ramses-Amonherkhepshef-Netjerhekaiunu, significa Nato da Ra- Amon è con il Suo forte braccio-Dio sovrano di Iunu (Eliopoli)[7].

Famiglia[modifica | modifica wikitesto]

Frammento di calcare con il probabile ritratto di Ramses VI. Museo del Louvre, Parigi.

Ramses VI era, con molta probabilità, un figlio di Ramses III. Sarebbe stato quindi zio di Ramses V, suo immediato predecessore, morto di vaiolo[8] dopo un breve regno senza lasciare eredi[9]. Fece infatti iscrivere il suo nome nella lista dei figli di Ramses III a Medinet Habu, probabilmente anche per ribadire la sua origine diretta dal grande sovrano, suo padre, ai pretendenti indiretti (cioè la stirpe dei fratelli di Ramesse III e dei loro discendenti).

Consorte di Ramses VI fu la regina Nubkhesbed[10], menzionata nella tomba KV13 della Valle dei Re, dalla quale ebbe due figli (uno dei quali gli succederà al trono col nome di Ramses VII) e una figlia, la principessa Iside, che ricoprì la carica di Divina Sposa di Amon nel tempio di Karnak, permettendo al sovrano di mantenere ancora qualche rapporto con il sempre più potente e indipendente clero tebano[11].

Dibattito sulla durata del regno[modifica | modifica wikitesto]

Il primo a stabilire, al di là di ogni incertezza, che Ramses VI sarebbe stato in vita durante il proprio ottavo anno di regno è stato l'egittologo olandese Jac J. Janssen, il quale ha basato tale asserzione sull'ostrakon IFAO 1425, che menziona il prestito di un bue nell'ottavo anno di un re che non può che essere Ramses VI[12]. Il suo ottavo anno di regno sembra attestato anche anche nel graffito tebano n.1860a, che nomina il Sommo sacerdote di Amon dell'epoca, Ramessenakht. In passato il graffito in questione fu ascritto a Ramses X[13], ma tale attribuzione è stata via via abbandonata e l'attribuzione a Ramses VI appare come la più logica[14].

Ushabti di Ramses VI. British Museum, Londra.

Anche la ricostruzione effettuata da Raphael Ventura del Papiro di Torino 1907+1908 sembra avvalorare l'ipotesi secondo cui Ramses avrebbe goduto di 8 interi anni di regno[15][16]. Probabilmente Ramses VI morì intorno al secondo mese del suo nono anno di regno, e gli successe suo figlio Ramses VII (1136 a.C. - 1129 a.C.[17]).

Regno[modifica | modifica wikitesto]

Statua mutilata di Ramses VI in granito rosa, originariamente presso il tempio di Min a Copto. Musée des Beaux-Arts, Lione[18].

L'indebolimento e la decadenza del potere centrale, che avrebbero portato alla fine del Nuovo Regno qualche decennio più tardi, continuarono indisturbati durante il regno di Ramses VI. È con questo sovrano che si può considerare terminata la fase dell'influenza egizia in Palestina e Siria: Ramses VI è l'ultimo faraone del Nuovo Regno di cui si ha traccia del nome nella regione del Sinai[19]. A Tebe, il potere è l'influenza del Sommo sacerdote di Amon, Ramessenakht, crebbero a discapito di quelli del faraone, nonostante la figlia di Ramses, in quanto Divina sposa di Amon, si trovasse ai vertici del clero tebano[19]. Altro indizio di una situazione interna poco tranquilla sono le testimonianze che indicano che gli operai di Deir el-Medina, il villaggio dei lavoratori addetti alla manutenzione delle tombe reali, in certi periodi non lavoravano per timore di un imprecisato nemico, frase che potrebbe anche indicare una guerra civile o comunque movimenti di genti armate. Tra l'altro, proprio sotto Ramses VI gli effettivi di Deir el-Medina vennero ridotti a 60.
Inoltre, durante il suo regno questo sovrano pose la sua residenza nei pressi di Tani nella regione del delta del Nilo, quasi a volersi allontanare il più possibile da Tebe dove ormai de facto "regnava" la potente famiglia del Primo Profeta di Amon Ramessenakht, che rese la sua carica ereditaria.

Ramses VI non fu un grande costruttore, ma in compenso ebbe cura di usurpare vari monumenti preesistenti, sovrapponendo i suoi cartigli a quelli dei titolari.

Tomba di Ramses VI (KV9), Valle dei Re

Sepoltura[modifica | modifica wikitesto]

Terminò e si appropriò della tomba KV9 nella Valle dei Re iniziata dal suo predecessore, e qui vi si fece seppellire. Appena 15 anni dopo la sepoltura, nel 9º anno di regno di Ramses IX, la tomba venne visitata dai ladri. Qualche anno dopo ci fu una nuova profanazione, questa volta a fini sacrileghi: il pesante sarcofago di granito venne infatti rovesciato ed infranto e la mummia regale danneggiata.

Ai tempi del Primo Profeta di Amon Pinedjem I il corpo di Ramses VI fu uno dei tanti che vennero nascosti nella tomba KV35 di Amenhotep II per sottrarli all'ormai incontrastata azione dei violatori di tombe.

Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
E1
D43
O29
D36
Y1
n
M3
Aa1 t
D43
Z2
s S34 N19
Srxtail.jpg
k3 nḫt ՚3 nḫtw s՚ḫ t3wy Ka-nekhet Aankhtu sankhtawy Toro possente, grande nel trionfo, attraverso cui le Due Terre rivivono
G16
nbty (nebti) Le due Signore
wsr s T16
O4
D46
Y1
D43
I8
Z2
wrs ḫps hd hnfw Dal colpo possente, che sconfigge le moltitudini
G8
ḥr nbw Horo d'oro
wsr s M4 M4 M4 W19 N17
V13
M22 M22 n
n
wsr rnpwt mj t3 tnn Potente e duraturo come Tatenen
M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Hiero Ca1.svg
N5 nb C10 i mn
n
N36
Hiero Ca2.svg
nb m3՚t r՚ mr imn Nebmaatra Meriamon Signore della Maat di Ra, amato da Amon
G39 N5
s3 Rˁ Figlio di Ra
Hiero Ca1.svg
C2 F31 O34
O34
C12 R8 S38 O28
Hiero Ca2.svg
r՚ ms sw jmn ḥr ḫpš=f nṯr ḥq3 jwnw Ramessu Netjerhekaiunu Nato da Ra, Amon è il suo forte braccio, dio sovrano di Iunu

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dodson & Hilton, p.193.
  2. ^ Dodson & Hilton, pp.186-7-
  3. ^ Erik Hornung, Rolf Krauss & David Warburton (editors), Handbook of Ancient Egyptian Chronology (Handbook of Oriental Studies), Brill: 2006, p.475.
  4. ^ E.F. Wente & C.C. Van Siclen, "A Chronology of the New Kingdom" in Studies in Honor of George R. Hughes, (SAOC 39) 1976. ISBN 0-918986-01-X. p.235.
  5. ^ Aidan Dodson & Dyan Hilton, The Complete Royal Families of Ancient Egypt, Londra, Thames & Hudson, 2004, pp. 186-7.
  6. ^ Erik Hornung, Rolf Krauss & David Warburton (editors), Handbook of Ancient Egyptian Chronology (Handbook of Oriental Studies), Brill: 2006, p.475.
  7. ^ Peter Clayton, Chronicle of the Pharaohs, Thames & Hudson Ltd, (1994), p.167.
  8. ^ Erik Hornung, "The Pharaoh" in The Egyptians (ed.) Sergio Donadoni & Robert Bianchi, University of Chicago Press, 1997, p. 292.
  9. ^ Dodson & Hilton, p.190.
  10. ^ Dodson & Hilton, p.193.
  11. ^ Dodson & Hilton, p.186.
  12. ^ Jac. J. Janssen, Year 8 of Ramesses VI Attested, Göttinger Miszellen 29 (1978), 45-46.
  13. ^ Bierbrier, JEA 58 (1972), 195-199.
  14. ^ L. Bell, Serapis 6 (1980), pp.7-16.
  15. ^ Raphael Ventura, More Chronological Evidence from Turin Papyrus Cat.1907+1908, JNES 42, No.4 (1983), pp.271-277.
  16. ^ Clayton (1994), p.168.
  17. ^ Shaw, Ian, cur. (2000). The Oxford History of Ancient Egypt. Oxford University Press. ISBN 0-19-815034-2. p.481.
  18. ^ Buste mutilé de Ramsès VI, bubastis.be.
  19. ^ a b Nicolas Grimal, A History of Ancient Egypt, (Blackwell Books: 1992), p.288.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federico Arborio Mella, L'Egitto dei faraoni, Milano, Mursia, 1976, ISBN 88-425-3328-9.
  • Jaroslav Černý, Egypt: from the death of Ramesses III to the end of the twenty-first dynasty, in The Cambridge Ancient History vol 2 part 2: History of the Middle East and the Aegean region c. 1380–1000 B.C., Cambridge, University Press, 1975 (2008), pp. 613-615, ISBN 0-521-08691-4.
  • Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Milano, Bompiani, 2003, pp. 301-302, ISBN 88-452-5531-X.
  • Alan Gardiner, La civiltà egizia, (Einaudi, Torino, 1997), Oxford University Press, 1961, pp. 267-270, ISBN 88-06-13913-4.
  • Nicolas Grimal, Storia dell'antico Egitto, 9ª ed., Roma-Bari, Biblioteca Storica Laterza, 2011, pp. 375-378, ISBN 978-88-420-5651-5.
  • Alfred Heuss et al., I Propilei vol 1, Verona, Mondadori, 1980.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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