Pupo De Luca

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Pupo De Luca primo a sinistra insieme a Carla Gravina, Tino Buazzelli e Paolo Ferrari in una puntata di Nero Wolfe.

Pupo De Luca, all'anagrafe Giovanni De Luca (Milano, 6 aprile 1926Lanzarote, 14 dicembre 2006), è stato un attore e musicista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

De Luca inizia a suonare la batteria influenzato dalla musica jazz, che durante il fascismo si ascolta ancora clandestinamente; nel dopoguerra intraprende una regolare attività concertistica. In quel periodo suona con diverse orchestre, e conosce tra gli altri un giovane sassofonista, Fausto Papetti, con cui lavorerà in seguito.

In breve tempo diventa uno dei più noti batteristi italiani, suona al fianco di nomi storici del jazz della penisola, come il chitarrista Franco Cerri, Enrico Intra, Gianni Basso, ed anche con musicisti stranieri come Chet Baker e Bud Shank.

A metà degli anni cinquanta forma il complesso I Menestrelli del Jazz, insieme ad Ezio Leoni alla fisarmonica e all'accordion, Ernesto Villa al contrabbasso, Fausto Papetti al sax e Giampiero Boneschi (in seguito sostituito da Gianfranco Intra) al pianoforte.

Il gruppo effettua molti spettacoli, e viene messo sotto contratto dalla Music di Walter Guertler, per cui incide alcuni dischi, sia 78 giri che 33 giri, anche con la denominazione tradotta in inglese The Minstrels Of Jazz.

Nel 1957 conosce un giovane pianista appassionato di jazz che suona anche in un gruppo di rock'n'roll: è Enzo Jannacci, che lo avvicina al mondo del cabaret.

Nel 1958 è il batterista del Sestetto Azzurro (con Alberto Semprini al pianoforte, Ebe Mautino all'arpa, Mario Migliardi all'organo Hammond, Walter Beduschi al basso e Bruno De Filippi alla chitarra), che suona sul disco di Nel blu dipinto di blu, accompagnando Domenico Modugno anche durante l'esibizione al Festival di Sanremo 1958.

Nel 1959 il gruppo "I menestrelli del Jazz" cambia la sua formazione esibendosi al Palazzo dell'arte di Milano con il pianista cantante Max Onorari (in arte Marcellino), alla chitarra Felice Daccò, al basso Ernesto Villa, al vibrafono Alberto Baldan Bembo, al sax- clarinetto Glauco Masetti ed è con questa formazione, e poi cambiando il chitarrista con Ettore Cenci e il bassista con Marco Ratti, che il gruppo inizia a girare i migliori locali d'Italia, come "La canzone del mare" di Capri, "Le Cascine" di Napoli, "O' Sarracino" di Ischia, e ad avere successo anche alla "Fiera del Levante" di Bari o alle "Grotte del Piccione" di Roma. Tutti i componenti del gruppo "I menestrelli del Jazz" in quegli anni partecipano alle registrazioni in studio dei più importanti gruppi e cantanti italiani, sotto la direzione di maestri come Tony De Vita, Augusto Martelli, Ezio Leoni e molti altri. Dopo lo scioglimento del gruppo Glauco Masetti, Max Onorari, Marco Ratti ed il batterista Gian Piero Prina continuano l'attività esibendosi in numerosi concerti jazz.

Nel decennio successivo De Luca, insieme a Enrico Intra e a Gianni Buongiovanni, apre il Derby Club, locale milanese che diventa il centro del nuovo cabaret, lanciando personaggi come Cochi e Renato, Felice Andreasi, Lino Toffolo, e contribuendo all'affermazione definitiva dello stesso Jannacci.

Nella seconda metà degli anni sessanta comincia anche a essere attivo come attore.

Nel film di Carlo Lizzani Banditi a Milano del 1968, De Luca interpreta il proprietario della Fiat 1100 D usata dalla banda Cavallero per la rapina con sanguinoso inseguimento e sparatorie per le vie di Milano.

Dal 1969 al 1971 interpreta il cuoco Fritz Brenner, dipendente dell'investigatore montenegrino Nero Wolfe, nella miniserie televisiva omonima prodotta dalla Rai.

Nel 1976 dirige anche un film, L'inconveniente, rimasto inedito.

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN232958121 · SBN: IT\ICCU\RAVV\309055