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Prix de Rome

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Il Prix de Rome è una borsa di studio istituita dallo stato francese per gli studenti più meritevoli nel campo delle arti. Ai vincitori era data la possibilità di studiare all'Accademia di Francia a Roma, fondata da Jean-Baptiste Colbert nel 1666.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nacque nel 1663 in Francia sotto il regno di Luigi XIV come ricompensa annuale a giovani e promettenti musicisti, pittori, scultori e architetti che dimostrassero la loro superiorità in una impegnativa competizione ad eliminazione con i propri pari. Le categorie di gara erano pittura, scultura, architettura e incisione all'acquaforte: nel 1803 venne aggiunta anche composizione musicale.

Gli studenti - cui la vittoria garantiva una borsa di studio comprendente l'ospitalità per un anno a carico dell'Accademia di Francia, nella sua sede romana - spesso gareggiavano per diversi anni di fila, soffrendone grandemente in caso di mancata vittoria. Tra gli artisti più famosi a competere nel campo della pittura, senza raggiungere la vittoria o nemmeno una menzione d'onore, possiamo citare Eugène Delacroix, Édouard Manet e Edgar Degas. Jacques-Louis David tentò il suicidio dopo aver perso la competizione per tre anni di seguito.

Per 300 anni, il francese Gran Prix de Rome di pittura è stato il più alto onore a cui un artista di qualsiasi parte del mondo potesse aspirare, dato l'effetto sull'attenzione della stampa internazionale e il lancio verso la fama e, spesso, lungo la via delle carriere artistiche finanziariamente redditizie che riusciva a dare. L'estenuante competizione per il premio venne abolita nel 1968 dal ministro della Cultura André Malraux, ma la borsa di studio è ancora elargita a giovani artisti che l'Accademia ritiene meritevoli di incoraggiamento.

Altre nazioni[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla Francia, sono numerosi Paesi che oggi offrono i propri Prix de Rome: tra questi il Belgio, il Canada, i Paesi Bassi. Negli Stati Uniti d'America un premio annuale, il Rome Prize, è offerto direttamente dall'Accademia americana a Roma.

Elenco dei vincitori per l'architettura[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei vincitori per la pittura[modifica | modifica wikitesto]

Interruzione per la Rivoluzione francese

Elenco dei vincitori per la scultura[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei vincitori per l'incisione[modifica | modifica wikitesto]

Elenco dei vincitori per la musica[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. A. Duvivier, Liste des élèves de l’ancienne école académique et de l’école des Beaux-Arts, qui ont remporté les grands prix, Archives de l’art français 1857-1858 p. 273 et suiv. lire en ligne
  • Jules Guiffrey, Liste des pensionnaires de l’Académie de France à Rome : donnant les noms de tous les artistes récompensés dans les concours du prix de Rome de 1663 à 1907, Paris, Firmin-Didot, 1908
  • Jean Guillemain, "La section de gravure en médailles à la Villa Médicis (1805-1970)", dans L’Académie de France à Rome aux XIXe et XXe siècles : entre tradition, modernité et création [actes du colloque de Rome, 25-27 septembre 1997], Rome, Paris, 2002, p. 15-46. lire en ligne [archive]
  • Julia Lu et Alexandre Dratwicki, Le Concours du prix de Rome de musique (1803-1968), Lyon, Symétrie, 2011, 912 p. ISBN 978-2-914373-51-7
  • Chantal Lecas, Jean-Pierre Martinon, Gérard Ollivier, Éducations et carrières d'architectes Grands prix de Rome et primés à ce concours (emprises, empreintes, empires). Paris, EA Paris-Conflans, Groupe d'études architecturales et archéologiques XIXe siècle. 6 volumes : tome 2. Listes d'excellence (liste exhaustive de tous les logistes avec leurs ateliers et leurs envois) ; tome 3. Denfler en son atelier, 119 p. ; tome 4. Nos architectes 34 p. ; tome 5. Éléments lacunaires de bibliographie, 90 p. ; tome 6. Index.
  • David de Pénanrun, Roux et Delaire, Les architectes élèves de l'école des beaux-arts (1793-1907), Librairie de la construction moderne, 2e éd., 1907 (lire en ligne) [archive]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ artnet.com: Resource Library: Durameau, Louis-Jacques Date 25/10/09 (EN)
  2. ^ Jeanne Louise Milde. Enciclopédia Itaú Cultural. (PT)
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