Phaedra (Seneca)

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Fedra
Tragedia
Alexandre Cabanel - Phèdre.jpg
Fedra in un quadro di Alexandre Cabanel
Autore Lucio Anneo Seneca
Titolo originale Phaedra
Lingua originale Latino
Ambientazione Ad Atene
Personaggi

Phaedra (in italiano Fedra) è una tragedia di Lucio Anneo Seneca.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

La scena è ambientata ad Atene. Fedra è innamorata follemente del figliastro Ippolito (il quale rifiuta l'amore delle donne per dedicarsi alla caccia e alla vita nei boschi), ma ha paura a rivelarlo, in quanto è un amore incestuoso. Nonostante gli iniziali tentativi della nutrice di dissuaderla, rivela il suo amore, e Ippolito, indignato, fugge dalla reggia. Fedra decide di vendicarsi: quando Teseo ritorna dalla sua impresa negli Inferi, gli racconta mentendo che Ippolito ha cercato di abusare di lei. Teseo, infuriato, invoca la maledizione sul figlio, servendosi di un desiderio concessogli dal padre Poseidone, e il giovane muore in maniera orribile, trascinato nella natura dove non c'era un tronco senza una parte del suo corpo. Quando il cadavere di Ippolito viene riportato alla reggia, Fedra confessa il suo delitto a Teseo e si uccide. Al padre non resta che piangere la propria sorte, e ricompone il corpo del figlio fatto a pezzi, e ordina ai servi di gettare il corpo di Fedra in una fossa.

Modelli[modifica | modifica wikitesto]

La questione sui modelli è ancora aperta. Molti sono portati a sostenere che il modello principale sia Euripide (con l'Ippolito coronato e la sua prima versione, Ippolito velato), altri invece sostengono che Seneca si sia ispirato alla perduta Fedra di Sofocle.

Differenze da Euripide[modifica | modifica wikitesto]

  • La scena è spostata ad Atene, nel periodo in cui Teseo è impegnato con Piritoo negli Inferi
  • Sono assenti le divinità Afrodite e Artemide
  • Il Coro e la Nutrice sanno già dell'amore di Fedra per Ippolito
  • Fedra stessa rivela a Ippolito il suo amore (Seneca si rifà così alla versione dell'Ippolito velato, in cui Ippolito, dopo la dichiarazione della matrigna, si copre il volto per la vergogna. La scena fu contestata dal pubblico ateniese, ed Euripide dovette revisionare la tragedia)
  • Fedra non si uccide subito, ma si suiciderà solo dopo aver rivelato a Teseo la verità
  • Ippolito muore subito, e non avviene il colloquio con Teseo in cui lo perdona per averlo maledetto

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Lucius Annaeus Seneca, Hippolytus [ita], Stampato in Venetia, per Cristoforo di Pensa da Mandello, 1497. URL consultato il 20 aprile 2015.