Ippolito (mitologia)

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Ippolito
Death Hippolytus Lemoyne Louvre MR2026.jpg
La morte di Ippolito
Nome orig.Ἱππόλυτος
SessoMaschio
Luogo di nascitaAtene
ProfessionePrincipe di Atene

Ippolito (in greco antico: Ἱππόλυτος, Hippolytos) è un personaggio della mitologia greca. Fu un principe di Atene.

Nella mitologia romana viene identificato con Virbio[1].

Genealogia[modifica | modifica wikitesto]

Figlio di Teseo[1][2][3] e di Antiope[3][4] o Ippolita[3][5] o Melanippe[3][5] o Glauce[5].

Secondo gli autori romani sposò una donna di nome Aricia[6] e divenne il padre di Virbio[7].

Mitologia[modifica | modifica wikitesto]

L'insieme della leggenda di Ippolito è formato da un'iniziale opera di Euripide che ne racconta la prima vita e dalle aggiunte di altri autori (greci e romani) che lo riportano in vita e lo spostano dalla Grecia all'Italia.

L'Ippolito Coronato[modifica | modifica wikitesto]

La morte di Ippolito, di Lawrence Alma-Tadema

La versione più nota della sua leggenda è quella tramandata dall'Ippolito Coronato che racconta di un giovane che fu orgoglioso della propria verginità e che scelse di vivere casto e di dedicarsi esclusivamente al culto di Artemide ed alla caccia.
Questa sua scelta offese Afrodite che decise di punirlo facendo sì che la sua matrigna (Fedra) s'innamorasse di lui e che, dopo il suo rifiuto, si suicidasse lasciando al marito (Teseo, padre di Ippolito) un biglietto dove lo accusava di averla violentata[8].

Per questa accusa e per il dolore del padre per la perdita di Fedra, Ippolito fu esiliato dalla città e mentre conduceva il suo carro per andarsene, l'arrivo di un grosso toro fece spaventare i suoi cavalli che, imbizzarriti, lo fecero cadere a terra e lo trascinarono facendolo sbattere contro le rocce[8].

Ippolito fu portato agonizzante a Trezene ed Artemide, la dea a cui era devoto, rivelò a Teseo la verità su ciò che commise Fedra e così, prima di morire, ottenne il perdono dal padre[8].

Dall'Attica al Latium[modifica | modifica wikitesto]

Per desiderio di Artemide[1], Ippolito fu resuscitato da Esculapio[9][10][11] ed una volta ritornato in vita rifiutò di perdonare il padre e si trasferì nel Latium nei pressi di Aricia dove vi portò il culto di Artemide e ne divenne il re[11].

Artemide cambió poi il suo nome in Virbio[12].

Evocazioni artistiche[modifica | modifica wikitesto]

Fedra ed Ippolito di Pierre-Narcisse Guérin

Letteratura[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Igino, Fabulae 251
  2. ^ (EN) Plutarco, Vita di Teseo, 27, su theoi.com. URL consultato il 10 luglio 2019.
  3. ^ a b c d (EN) Apollodoro, Biblioteca, Epitome 1.16, su theoi.com. URL consultato il 10 luglio 2019.
  4. ^ (EN) Diodoro Siculo, Biblioteca Historica, IV, 28.1, su theoi.com. URL consultato il 10 luglio 2019.
  5. ^ a b c (EN) Apollodoro, Biblioteca, Epitome V, 2, su theoi.com. URL consultato il 10 luglio 2019.
  6. ^ Publio Ovidio Nasone, Le metamorfosi, XV 536-546, su la.wikisource.org. URL consultato il 02-02-2010.
  7. ^ (LA) Virgilio, Eneide, VII, 761-783, su la.m.wikisource.org. URL consultato il 10 luglio 2019.
  8. ^ a b c Euripide, Ippolito Coronato, testo completo, su filosofico.net. URL consultato il 10 luglio 2019.
  9. ^ (EN) Apollodoro, Biblioteca, III, 10.3, su theoi.com. URL consultato il 20 luglio 2019.
  10. ^ Igino, Fabulae 49
  11. ^ a b (EN) Pausania il Periegeta, Periegesi della Grecia, 2.27.4, su theoi.com. URL consultato il 10 luglio 2019.
  12. ^ (EN) Ovidio, Metamorfosi, XV, 531, su theoi.com. URL consultato il 19 luglio 2019.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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