Armorum iudicium (Pacuvio)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Il giudizio delle armi
Tragedia di cui restano frammenti
Realm of Flora (detail of Ajax's suicide) by Nicolas Poussin.jpg
Suicidio di Aiace, dipinto di Nicolas Poussin
AutoreMarco Pacuvio
Titolo originaleArmorum iudicium
Lingua originaleLatino
GenereCothurnata
Composto nelII secolo a.C.
 

L'Armorum iudicium (Il giudizio delle armi) è una tragedia (cothurnata) del tragediografo latino Marco Pacuvio (circa 220-130 a.C.) di cui restano oggi solo alcuni frammenti.[1][2] Realizzata forse a partire da un originale non pervenuto del tragediografo greco Eschilo,[1] l'opera trattava la storia, connessa al Ciclo Troiano,[2] della follia e della morte di Aiace Telamonio:[3] durante le celebrazioni dei giochi funebri per la morte di Achille, Aiace si disputa con Odisseo le armi dell'eroe defunto. Esse vengono assegnate ingiustamente da una giuria all'eroe di Itaca, e dunque Aiace, accecato dalla follia per volere divino, stermina un gregge di pecore convinto di star combattendo i capi achei, e, tornato, in sé, si uccide per il dolore e la vergogna.[3]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Beare, p. 93.
  2. ^ a b Pontiggia, Grandi, p. 390.
  3. ^ a b Pontiggia, Grandi, p. 397.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • William Beare, I Romani a teatro, traduzione di Mario De Nonno, Roma-Bari, Laterza, gennaio 2008 [1986], ISBN 978-88-420-2712-6.
  • Giancarlo Pontiggia e Maria Cristina Grandi, Letteratura latina. Storia e testi, Milano, Principato, marzo 1996, ISBN 978-88-416-2188-2.