Olga Korbut

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Olga Korbut
Olga Korbut 1972.jpg
Olga Korbut saluta il pubblico al termine di un esercizio nel 1972
Nome Olga Valentinovna Korbut
Nazionalità URSS URSS
Stati Uniti Stati Uniti
Altezza 150 cm
Peso 38 kg
Ginnastica artistica Gymnastics (artistic) pictogram 2.svg
Ritirata 1977
Hall of fame International Gymnastics Hall of Fame (1988)
Carriera
Nazionale
URSS URSS
Palmarès
Olympic flag.svg Olimpiadi
Oro Monaco di Baviera 1972 Trave
Oro Monaco di Baviera 1972 CorpoLibero
Oro Monaco di Baviera 1972 A squadre
Oro Montréal 1976 A squadre
Argento Monaco di Baviera 1972 Parallele
Argento Montréal 1976 Trave
Il simbolo → indica un trasferimento in prestito.
 

Olga Valentinovna Korbut (in russo: Ольга Валентиновна Корбут?; Grodno, 16 maggio 1955) è un'ex ginnasta sovietica, poi allenatrice di ginnastica artistica statunitense, vincitrice di quattro titoli olimpici in due edizioni dei Giochi olimpici. Viene sopra nominata il “passero di Minsk” per il suo fisico esile (1,50 m di altezza per 38 kg di peso).

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Di origine bielorussa, nasce da Valentin e Valentina Korbut. Il padre era ingegnere in una fabbrica, mentre la madre era cuoca; Olga è la più giovane di quattro sorelle (Irina, Zemfira e Ludmilla). La Korbut, all'età di 11 anni, entra nella scuola sportiva sovietica diretta dal futuro allenatore Renald Knysh. Lì, impara un difficile salto mortale all'indietro sulla trave.

Olga Korbut su un francobollo commemorativo dell'Azerbaigian

Nel 1978 sposa il musicista Leonidom Bortkevichem, cantante dei "Pesnyary", matrimonio che finirà nel 2000. Nel 1979 nasce il figlio Richard[1]; in seguito allo scioglimento dell'URSS nel 1991 si trasferisce negli Stati Uniti, dei quali diviene cittadina qualche anno dopo. Si stabilisce a Scottsdale, in Arizona, dove dirige l'accademia di ginnastica da lei fondata.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Termina quinta nella sua prima competizione nei campionati sovietici del 1969, mentre l'anno seguente vince l'oro al volteggio. A causa di infortuni e malattia non è in grado di competere in molti dei tornei che precedono le Olimpiadi del 1972. In quell'edizione dei giochi olimpici la sua grazia minuta affascina il pubblico di Monaco, dove diviene la prima ginnasta ad eseguire un salto mortale all'indietro alle parallele asimmetriche. Vince tre medaglie d'oro alla trave, al corpo libero e nel concorso a squadre (insieme a Ljudmila Turiščeva, Tamara Lazakovič, Ljubov Burda, Elvira Saadi, Antonina Košel), e una d'argento nelle parallele asimmetriche.

Nel 1973 vince i Giochi Studenteschi russi e quelli mondiali, e una medaglia d'argento ai Campionati europei. Nel 1976 ai Giochi Olimpici di Montreal, vince la medaglia d'oro del concorso a squadre e un argento alla trave. La Korbut nella sua carriera ha inventato e dato il suo nome a due nuovi movimenti ginnici: il Salto Korbut (salto mortale all'indietro eseguito sulla trave) e il Korbut Flip[2] (salto mortale all'indietro eseguito alle parallele asimmetriche, mossa riuscita nella variante con torsione completa solo da Elena Mukhina ed in seguito vietata ai giochi olimpici per questioni di sicurezza)[3][4].

Successivamente si laurea all'Istituto pedagogico di Grodno nel 1977, ritirandosi dalle competizioni subito dopo.

Problemi giudiziari e finanziari[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno del 1999 rilascia un'intervista al quotidiano russo Komsomolskaya Pravda dove parla delle violenze subite da parte del suo allenatore Renald Knish, che messo sotto inchiesta viene assolto per mancanza di prove[5]. La verità è che molte ginnaste non erano solo "macchine sportive", ma anche schiave del sesso per i loro allenatori. Io ero uno di loro[6][7].

Nel febbraio del 2017 i giornali russi annunciano la vendita da parte della ginnasta di una parte delle medaglie vinte nella sua carriera sportiva per far fronte a problemi di natura finanziaria. Lei ha negato il fatto via Twitter, ma la casa d'aste Heritage Auctions ha confermato che un lotto di 32 cimeli dell'ex atleta, sono stati messi in aste online e tutti venduti[8]. Sembra che la Korbut abbia ricavato tra i 230.000 dollari[9] e 330.000 dollari lordi dalla vendita[10](66.000 dollari per il pezzo più prezioso, la medaglia d'oro a squadre dell'Olimpiade del 1972).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (RU) TГеоргий Марков, Медали спасли Корбут от голода, su Газета.Ru, 27 febbraio 2017. URL consultato il 19 maggio 2017.
  2. ^ (EN) The Editors of Encyclopædia Britannica, Olga Korbut, su Encyclopædia Britannica, Encyclopædia Britannica, inc., 22 marzo 2017. URL consultato il 19 maggio 2017.
  3. ^ (EN) Michael Walsh, The Korbut Flip: The dangerous move today’s Olympic gymnasts aren’t even allowed to attempt it, su Daily News, 12 agosto 2012. URL consultato il 19 maggio 2017.
  4. ^ (EN) How spectacular 'Korbut Flip' got banned from gymastics in Olympics, su Daily News India, 13 agosto 2012. URL consultato il 19 maggio 2017.
  5. ^ Il dramma di Olga Io schiava sessuale, su La Repubblica, 23 giugno 1999. URL consultato il 20 maggio 2017.
  6. ^ (ES) Alejandro Caravario, Las miserias del laboratorio soviético, su espn.com.ar, 10 giugno 2016. URL consultato il 19 maggio 2017.
  7. ^ (EN) Anne McElvoy, Grin and bear it. Sex and drugs and forward rolls: the Olga Korbut story, su The Independent, 24 giugno 1999. URL consultato il 19 maggio 2017.
  8. ^ (EN) Korbut Archive, su Heritage Auction. URL consultato il 19 maggio 2017.
  9. ^ Ginnastica, Olga Korbut vende le sue medaglie di Monaco 1972 per 217.000 euro, su Corriere, 28 febbraio 2017. URL consultato il 19 maggio 2017.
  10. ^ Stefano Villa, Olga Korbut, la Reginetta prima della Comaneci: gli abusi sessuali e la vendita delle medaglie, su OA Sport, 1 marzo 2017. URL consultato il 19 maggio 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • (EN) Adam B. Hofstetter, Olympic Gymnastics. Great Moments in Olympic History, The Rosen Publishing Group, 2007, pp. 48, ISBN 9781404209688.
  • (EN) Gwen Evans, Bruce Curtis e Heinz Kluetmeier, Eastern superstar, Olga Korbut. Action Profiles Series, Raintree Editions, 1976, pp. 47, ISBN 9780817201098.
  • (EN) Christine Dzidrums, Olga Korbut: Gymnastics Trailblazer: GymnStars Volume 10, Creative Media Publishing, 2016, pp. 60, ISBN 9781938438967.
  • (EN) Wayne Coffey, Olympic Gold, Blackbirch Press, 1992, pp. 64, ISBN 9781567110029.
  • (EN) Olga Korbut e Ellen Emerson-White, My Story: The Autobiography of Olga Korbut, Century, 1992, pp. 169, ISBN 9780712654951.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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