Nicola Zamboni

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Nicola Zamboni fotografato da Paolo Monti, Bologna 1974

Nicola Zamboni (Bologna, 10 maggio 1943) è uno scultore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È stato allievo e assistente di Quinto Ghermandi.[1] Dopo essersi ritirato dall'Accademia di Belle Arti di Bologna al terzo anno, nel 1968 si reca in Inghilterra come ospite di Henry Moore. Nel 1975 inizia ad insegnare all'Accademia a Bologna e dal 1997 al 2004 insegna scultura all'Accademia di Belle Arti di Brera,[1][2] dove conosce Sara Bolzani che diviene sua allieva e compagna.[3]

Vive a Sala Bolognese in una grande casa colonica trasformata in residenza-studio, sotto gli argini del fiume Samoggia.[1]

Lo scultore ritrae la figura umana con forme realistiche, con un'attenta ricerca del particolare e a grandezza naturale,[4] in grandi opere corali che richiedono l'impiego di varie tecniche di modellazione: si tratta di sculture realizzate in diversi materiali tra cui ceramica,[5] cemento, pietra,[6] legno, rame.

Suo il grande monumento a Marzabotto posto nel 1975 di fronte alla sede comunale,[7] come pure più monumenti che commemorano la strage di Bologna posti in varie città italiane.[8] Suo anche un piccolo giardino d'ispirazione medievale con statue allegoriche in una delle corti del PEEP Cavedone.

Gallery[modifica | modifica wikitesto]

Opere di Zamboni fotografate da Paolo Monti, 1971.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Di pieve in pieve: paesi e città del Bolognese fra il Samoggia e il Reno, FMR, 2004, p. 34.
  2. ^ Biografia Nicola Zamboni
  3. ^ A tu per tu con l’autore: Sara Bolzani, su librerie.coop.it. URL consultato il 5 settembre 2016 (archiviato dall'url originale il 28 agosto 2016).
  4. ^ Joan Crous, Giovanna Bubbico, Il grande libro della scultura, Giunti Editore, 2002, pp. 40–41, ISBN 978-88-440-2455-0.
  5. ^ Giovanna Bubbico e Joan Crous, Ceramica. Manuale completo, Giunti Editore, 2004, pp. 119–, ISBN 978-88-440-2952-4.
  6. ^ Di pieve in pieve: paesi e città del Bolognese fra il Samoggia e il Reno, FMR, 2004, p. 41.
  7. ^ Luciano Galmozzi, Monumenti alla libertà: antifascismo, resistenza e pace nei monumenti italiani dal 1945 al 1985, La Pietra, 1986, p. 152.
  8. ^ Cinzia Venturoli, Stragi fra memoria e storia: Piazza Fontana, Piazza della Loggia, la stazione di Bologna. Dal discorso pubblico all'elaborazione didattica, Libreria Bonomo, 2007, p. 122.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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