Macchi M.C.100

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Macchi M.C.100
Macchi 100 di fronte.JPG
Macchi M.C. 100 a terra vista frontale
Descrizione
Tipoidrovolante di linea
Equipaggio3
ProgettistaMario Castoldi
CostruttoreItalia Aeronautica Macchi
Data primo volo7 gennaio 1939
Data entrata in servizio1939
Data ritiro dal servizio1943-44
Utilizzatore principaleItalia Ala Littoria
Altri utilizzatoriGermania Luftwaffe
Esemplari3
Dimensioni e pesi
Lunghezza17,69 m
Apertura alare26,71 m
Altezza6,12 m
Superficie alare100,00
Peso max al decollo8 740 kg
Passeggerifino a 26
Propulsione
Motore3 radiali Alfa Romeo 126 RC.10
Potenza800 hp (597 kW) ciascuno
Prestazioni
Velocità max310 km/h
Velocità di crociera263 km/h
Autonomia1 400 km
Quota di servizio6 500 m

i dati sono estratti da Уголок неба[1]

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Il Macchi M.C.100 era un idrovolante di linea trimotore a scafo centrale prodotto dall'azienda aeronautica italiana Aeronautica Macchi negli anni trenta.

Realizzato in piccola serie venne utilizzato dalla compagnia aerea Ala Littoria nel periodo prebellico fino ai primi anni quaranta, poi integrato nella Luftflotte 2 della tedesca Luftwaffe.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Nella seconda parte degli anni trenta l'ingegnere Mario Castoldi promosse presso i vertici dell'azienda la volontà di avviare nuovi progetti di idrovolanti di grandi dimensioni sfruttando l'esperienza acquisita nella realizzazione del precedente M.C.94, modello che ricevette una buona risposta dal mercato dell'aviazione commerciale. I progetti erano relativi ad un modello destinato al mercato militare, l'idropattugliatore marittimo/bombardiere M.C.99, e da trasporto passeggeri su rotte civili, l'M.C.100, da proporre alla compagnia aerea Ala Littoria per sostituire gli oramai obsoleti Savoia-Marchetti S.66 che aveva acquisito da Società Italiana Servizi Aerei (S.I.S.A.) e Società Aerea Mediterranea (SAM).[2]

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Per il mercato civile Castoldi disegnò un idrovolante di impostazione classica per il ruolo, che assunse la designazione aziendale M.C.100, caratterizzato dalla configurazione a scafo centrale, con struttura e rivestimento in legno, e galleggianti laterali, anch'essi in legno, impennaggio bideriva, configurazione alare monoplana con ala alta a sbalzo realizzata in un unico pezzo, ed equipaggiato da tre motori posizionati in configurazione traente sopra quest'ultima.[2]

Il prototipo dell'M.C.100, nc.4157, venne completato nel tardo 1938, quindi portato in volo per la prima volta il 7 gennaio 1939 ai comandi del colonnello pilota della Regia Aeronautica Ireneo Moretti, nel compito di pilota collaudatore, coadiuvato da Guido Carestiato, dalla superficie del Lago di Varese, alla Schiranna. Dopo le prove in volo di routine nelle quali il modello confermò la bontà del progetto originale, il successivo 4 maggio venne omologato dal Registro Aereo ed immatricolato I-PLIO.[2] Seguirono il secondo esemplare, marche I-PACE (nc.4158), completato il 26 aprile 1940 ed il terzo, I-PLUS (nc.4159), il 26 giugno successivo, ritirati rispettivamente il 6 maggio ed il 29 giugno dello stesso anno dai comandanti Pievani e Pecoroni per conto dell'Ala Littoria e portati in volo fino all'idroscalo Lido di Roma dove era già presente l'I-PLIO.[2]

Durante il periodo operativo, riscontrando un potenziale problema in fase di ammaraggio in particolari situazioni ambientali, venne effettuata una modifica allo scafo arretrando il gradino ventrale.[2]

Impiego operativo[modifica | modifica wikitesto]

Gli esemplari presi in carico dalla compagnia aerea Ala Littoria iniziarono ad operare dal maggio 1940 sulla rotta internazionale che collegava gli scali di Roma ad Alghero e Barcellona. In conseguenza dell'entrata del Regno d'Italia nella seconda guerra mondiale, dall'agosto successivo iniziarono a coprire la rotta Roma-Marsala-Tripoli trasportando personale militare e materiali destinati al fronte nell'ambito della Campagna del Nordafrica e ritornando in patria con feriti e profughi.[2]

I voli da e per la Libia italiana proseguirono fino all'estate del 1941 quindi, nel maggio 1941, i tre esemplari vennero militarizzati ricevendo le MM.60418 (I-PLUS), MM.60419 (I-PACE) ed MM.60420 (I-PLIO). Inquadrati nel NCAL (Nucleo Comunicazioni Ala Littoria) operarono con la nuova colorazione mimetica ad unico colore verde sulle parti superiori essenzialmente sulla rotta Roma-Cagliari.[2]

Nel periodo successivo due esemplari vennero persi per incidenti ed al 31 luglio 1943 risultava in carico al NCAL solo l'MM.60420.[2] Alcune fonti sostengono fosse ancora in servizio alla data dell'armistizio di Cassibile e di conseguenza sequestrato dalle autorità militari della Wehrmacht. Acquisito dalla Luftflotte 2 della tedesca Luftwaffe non si hanno notizie certe se non che al 1944 non risultava in carico né all'aviazione militare tedesca né a quella della Repubblica Sociale Italiana.[1]

Descrizione tecnica[modifica | modifica wikitesto]

L'M.C.100 era un idrovolante dall'impostazione, per l'epoca, classica: configurazione a scafo centrale, trimotore monoplano ad ala alta.

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Civili[modifica | modifica wikitesto]

Italia Italia

Militari[modifica | modifica wikitesto]

Germania Germania
Italia Italia
  • NCAL

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Macchi MC.100 in Уголок неба.
  2. ^ a b c d e f g h Dorati, Macchi MC.100 in G.M.S. Gruppo Modellistico Sestese.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Kenneth Munson. Flying Boats and Seaplanes since 1910 (in inglese). Littlehampton Book Services Ltd (1971) ISBN 071370537X

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]