Macchi M.7

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Macchi M.7ter
Un Macchi M.7
Un Macchi M.7
Descrizione
Tipo idrocaccia
Equipaggio 1
Progettista Alessandro Tonini
Costruttore Società Anonima Nieuport-Macchi
poi Aeronautica Macchi
Società Italiana Caproni
Esemplari oltre 110 esemplari
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,09 m
Apertura alare 9,95 m
Altezza 2,97 m
Superficie alare 23,50
Peso a vuoto 805 kg
Peso max al decollo 1 098 kg
Propulsione
Motore 1 Isotta Fraschini Semi-Asso
Potenza 250 CV (184 kW)
Prestazioni
Velocità max 210 km/h
Autonomia 3 h
Tangenza 7 000 m
Armamento
Mitragliatrici 2 da 7,7 mm
Note dati ricavati da [1]

The Illustrated Encyclopedia of Aircraft

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Un Macchi M.7

Il Macchi M.7 era un idrocaccia a scafo centrale progettato da Alessandro Tonini e prodotto dall'azienda italiana Società Anonima Nieuport-Macchi, poi Aeronautica Macchi. Una versione modificata dell'M.7, la M.7bis vinse la Coppa Schneider nel 1921.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Sviluppato dal precedente Macchi M.5 venne progettato dall'ingegner Alessandro Tonini durante le fasi della prima guerra mondiale. Venne avviato alla produzione nel 1917 e si affermò come l'idrovolante da caccia più veloce del mondo, grazie ai suoi 210 km/h di velocità di punta.

L'M.7 conservava il tipico aspetto degli idrocaccia del periodo, ovvero configurazione a scafo centrale, configurazione alare biplana, in questo caso sesquiplana con l'ala inferiore più corta della superiore, la prima dotata di due galleggianti equilibratori applicati inferiormente. Le due ali erano collegate tra loro da una robusta incastellatura tubolare centrale, dove era anche collocato il motore 6 cilindri in linea Isotta Fraschini Asso 200 (chiamato anche Semi-Asso o Mezzo-Asso) in configurazione spingente, integrata da un paio di montanti all'altezza dei galleggianti. Lo scafo presentava anteriormente l'abitacolo di pilotaggio aperto coadiuvato da un piccolo parabrezza antispruzzi e terminava posteriormente in una coda caratterizzata dall'impennaggio cruciforme e monoderiva.

Dal modello base vennero sviluppate due nuove versioni, la bis prodotta in 17 esemplari, solo 3 consegnati prima del termine della guerra, e successivamente la ter.

Il velivolo ottenne numerosi successi nelle prove sportive di velocità e acrobazia, come a Monaco nel 1920, con i piloti Zanetti e Morselli.

L'M-7bis, venne progettato da Alessandro Tonini come un biplano con una scocca concava monoblocco. Dotato di un'elica propulsiva, era un apparecchio estremamente maneggevole e in grado di realizzare notevoli figure acrobatiche.

L'M.7ter fu l'ultimo e più maturo sviluppo della macchina, segnalandosi per la ridotta superficie alare e un ridisegno della scocca e dell'impennaggio. Tale versione venne realizzata in un centinaio di esemplari.

Primati[modifica | modifica sorgente]

Per l'edizione della Coppa Schneider dell'11 agosto 1921, tenutasi in quell'anno a Venezia, il velivolo pilotato da Giovanni De Briganti si ritrovò vincitore ed unico a giungere all'arrivo. In quell'occasione fece segnare una velocità media di 189,67 km/h.

Nella successiva competizione svoltasi a Napoli il 22 agosto 1922, l'M.7bis si classificò al quarto posto.

Versioni[modifica | modifica sorgente]

  • M.7
  • M.7bis
  • M.7ter

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

bandiera Regno d'Italia
Paraguay Paraguay
Svezia Svezia

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ The Illustrated Encyclopedia of Aircraft

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing.
  • (EN) Michael John H. Taylor, Jane's encyclopedia of aviation, 2nd Edition, London, Studio Editions, 1989. ISBN 0-51710-316-8.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]