Macchi M.C.99

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Macchi M.C.99
Macchi M.99.jpg
Un Macchi M.C.99 a terra
Descrizione
Tipo idrovolante multiruolo
Equipaggio 2
Progettista Mario Castoldi
Costruttore Italia Macchi
Data primo volo marzo 1937[1]
Utilizzatore principale Italia Regia Aeronautica
Esemplari 1
Sviluppato dal Macchi M.C.94
Dimensioni e pesi
Lunghezza 17,92 m
Apertura alare 25,34 m
Altezza 5,92 m
Superficie alare 93,00
Peso a vuoto 11 100 kg
Peso max al decollo 11 700 kg
Passeggeri 5
Propulsione
Motore 2 Isotta Fraschini Asso XI RC.15
Potenza 890 CV (655 kW)
Prestazioni
Velocità max 282 km/h
Velocità di crociera 230 km/h
Autonomia 3 000 km
Tangenza 5 500 m
Armamento
Mitragliatrici 4 [2] Breda-SAFAT da 7,7 mm
Bombe 1 500 kg o
Missili 2 siluri

Dati tratti da I velivoli Macchi dal 1912 al 1963[2]

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Il Macchi M.99 a terra

Il Macchi M.C.99 è stato il progetto, rimasto allo stadio di prototipo, di un idrovolante bimotore multiruolo costruito in un unico esemplare nel 1937 dalla Aeronautica Macchi.[2]

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Progettato da Mario Castoldi, il Macchi M.C.99 fu l'ultimo idrovolante militare progettato dalla Macchi; aveva ottime caratteristiche di volo oltre ad essere ben armato con mitragliatrici difensive su torrette girevoli in vetro. Aveva 5 uomini di equipaggio.[3]

L'unico esemplare prodotto operò con la 170ª Squadriglia dell'Aviazione Ausiliaria per la Marina, reparto della Regia Aeronautica ma posto sotto il diretto Comando Militare Marittimo Sicilia e dislocata ad Augusta.

Tecnica[modifica | modifica wikitesto]

Era un monoplano dotato di velatura ad ala alta a sbalzo, a pianta triangolare con piccoli galleggianti alle estremità; inoltre aveva due derive verticali. Le ali e lo scafo erano in legno rivestiti in tela così anche i timoni.

I due motori erano sospesi su castelletti all'attaccatura delle ali sulla fusoliera; si trattava degli Isotta Fraschini Asso XI, motori a 12 cilindri a V di 60° raffreddati a liquido prodotti dall'azienda italiana Isotta Fraschini.

Questi motori erano accreditati ciascuno di 890 CV (655 kW) al livello del mare. La versione installata di questo motore era la RC.15, dotata di riduttore e compressore a singola velocità ottimizzato per la quota di ristabilimento di 1 500 m. Le eliche tripala erano metalliche e trattive, con passo variabile in volo.[4]

Armamento[modifica | modifica wikitesto]

L'armamento difensivo era costituito da quattro mitragliatrici Breda-SAFAT da 7,7 mm poste in 3 postazioni su torrette girevoli a comando idraulico con rotazione azimutale.[5] La prima postazione, con due mitragliatrici in coppia, era davanti alla cabina di pilotaggio, la seconda sul dorso della fusoliera subito dietro i due motori e l'ultima sulla coda all'estremità della stessa tra le due derive verticali.[6][7]

Le bombe erano sistemate su apposite rastrelliere sulle ali.[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bill Gunston, World Encyclopaedia of Aircraft Manufacturers: From the Pioneers to the Present Day, Naval Institute Press, 1993, p. 193, ISBN 978-1-55750-939-0.
  2. ^ a b c Abbate e Lazzati 1963, pp. 102-3.
  3. ^ Orbis 1985, p. 2398.
  4. ^ Orbis 1985, p. 2398.
  5. ^ Claus Reuter, Development of Aircraft Turrets in the AAF, 1917-1944, German Canadian Museum of, 1º gennaio 2000, pp. 11–, ISBN 978-1-894643-08-5.
  6. ^ (EN) The-Blueprints.com - Blueprints > WW2 Airplanes > WW2 Italy > Macchi Mc-99, the-blueprints.com.
  7. ^ a b (EN) Jonathan Thompson, Italian Civil and Military Aircraft 1930-1945, Fallbrook, Calif, Aero Publishers, 1963, p. 92, ISBN 0-8168-6500-0.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing, 1985.
  • Rosario Abbate, Giulio Lazzati, I velivoli Macchi dal 1912 al 1963 (PDF), Ed. Ali nel tempo, 1963.
  • Giorgio Apostolo, Guida agli Aeroplani d'Italia dalle origini ad oggi, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1981.
  • Oscar Marchi (a cura di), 1980, Aeronautica militare. Museo storico. Catalogo motori, Patron Editore, pp. 99-100.

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]