Aermacchi AL-60

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LASA-60 / AL-60 / C4M Kudu
Macchi AL60B2 D-EOZW Worms 06.06.75 edited-2.jpg
L'Aermacchi AL-60B-2 marche D-EOZW registrato in Germania in condizioni operative nel 1975
Descrizione
Tipo Aereo da turismo
Aereo da ricognizione
Equipaggio 1
Progettista Al Mooney
Costruttore Messico LASA
Italia Aermacchi
Sudafrica Atlas Aircraft
Data primo volo 15 settembre 1959[1]
Esemplari 1
Altre varianti Northwest Ranger
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,79 m (28 ft 10 in)
Apertura alare 11,84 m (38 ft 10 in)
Altezza 3,25 m (10 ft 8 in)
Superficie alare 19,54 (210.3 ft²)
Peso a vuoto 998 kg (2 200 lb)
Peso max al decollo 1 746 kg (4 500 lb)
Passeggeri 7 o
Capacità 454 kg
Propulsione
Motore un Continental TSIO-470-B-A1A
Potenza 260 hp (193 kW)
Prestazioni
Velocità max 283 km/h (176 mph, 153 kt) a 4 800 m (15 750 ft)
Velocità di stallo 87 km/h (54 mph, 46 kt) (flap down)
Velocità di crociera 206 km/h (128 mph, 111 kt) a 3 000 m (9 850 ft) (econ cruise)
Velocità di salita 4,3 m/s (840 ft/min)
Autonomia 885 km (550 mi, 478 nmi)
Tangenza 6 700 m (22 000 ft)

dati estratti da As the Hawks Free of Earth's Bounds - Hammonds 2012[1]

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L'Aermacchi AL-60 è un aereo multifunzione, monomotore monoplano ad ala alta, originariamente sviluppato per il mercato dell'aviazione civile dall'azienda aeronautica statunitense Lockheed Corporation nei tardi anni cinquanta e prodotto inizialmente in Messico, quindi su licenza in Argentina, Italia e Sudafrica anche in varianti ad uso militare.

Progettato originariamente da Al Mooney[2] come velivolo da trasporto civile leggero, a seguito della decisione di non costruirlo negli Stati Uniti, venne prodotto in pochi esemplari dalla messicana Lockheed-Azcarate ed assemblato in Argentina (Santa Isabel, Cordoba), dalla Aviones Lockheed-Kaiser. È stato invece costruito in grande serie sotto licenza dall'italiana Aeronautica Macchi, diventata nel 1961 Aermacchi, e dalla sudafricana Atlas Aircraft Corporation.

Storia del progetto[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1959 soltanto due prototipi L-402 hanno effettuato il primo volo, dopo di che Lockheed decise che la produzione sul mercato americano poteva non essere redditizia e scelse quindi di costruirlo con una joint venture in Messico come Lockheed-Azcarate (LASA).[3] Ne furono prodotti 18 esemplari nel 1960 per la Fuerza Aérea Mexicana, come LASA-60.

In Italia, Aermacchi[4] ha acquisito la licenza per produrre il velivolo, prima nella sua originale configurazione come AL-60B e quindi in una versione modificata per clienti Sudafricani nella versione AL-60C. Questa versione finale differiva dall'originale per il carrello triciclo con ruotino sotto coda di tipo convenzionale.

La versione AL-60C è stata prodotta sotto licenza dalla Atlas Aircraft Corporation in Sudafrica come Atlas C4M conosciuta con il nome Kudu.

Sono stati prodotti oltre 40 velivoli utilizzati dalla South African Air Force tra il 1974 ed il 1991. Ancora oggi un certo numero di velivoli C4M Kudu stanno volando con proprietari privati dimostrando molto bene le proprie caratteristiche di volo. Oggi l'aereo viene utilizzato soprattutto per il paracadutismo. Nel 1968 Macchi ha venduto i diritti per il velivolo alla Northwest Industries Canadese che ha sviluppato il Northwest Ranger, prodotto fino al 1972.[5]

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Lockheed-Kaiser L-402, variante di costruzione argentina prodotta dalla Kaizer negli stabilimenti di Don Torcuato, vicino Buenos Aires nel 1972
Atlas C4M Kudu al Museo della South African Air Force.
L-402
Prototipo Lockheed assemblato da Kaizer.
LASA-60
Modello di produzione messicana (44 prodotti con motore Continental IO-470 da 250 CV) a San Luis Potosi, in Messico, gestita dalla controllata Lockheed, Lockheed-Azcarate SA, una società creata appositamente per lo scopo, diventando LASA-60, derivato dalle iniziali della controllata e l'anno in cui il design è stato completamente certificato.[6]
AL-60B-1 Santa Maria
Versione originale dell'azienda Aeronautica Macchi, il cui primo volo avvenne il 19 aprile 1961.[7] Furono prodotti 4 prototipi con motore Continental IO-470 da 250 CV e venne così chiamato in onore della città di Santa Maria in California, sede di Lockheed Martin. 25 Santa Maria sono stati venduti da Aermacchi, per Alaska Airlines.[4] Ma il destino finale del progetto, anche se parziale, era in Sudafrica quando nel 1974, anno in cui i diritti di produzione furono trasferiti alla Atlas - azienda conosciuta per il Cheetah, un'evoluzione del Dassault Mirage III, e l'Impala, costruzione locale su licenza dell'Aermacchi MB-326 - l'aeromobile venne conosciuto come C4M Kudu e fu l'ultima versione uscita dalle linee di montaggio, in quanto la produzione italiana si fermò nel 1972.[6]
AL-60B-2 Santa Maria
Versione Aermacchi (81 prodotti con motore TSIO-470 da 260 CV).[4]
AL-60C-5 Conestoga
Versione Aermacchi per la Repubblica Centrafricana (con motore Lycoming GSO-480 sovralimentato da 340 CV).[8]
AL-60F-5 Trojan
Versione Aermacchi per la Rhodesia (~10 unità con motore Lycoming IO-720 da 400 CV).[9]
Atlas C4M Kudu
Versione Atlas per il Sudafrica (con motore Lycoming GSO-480 sovralimentato da 340 CV).

Utilizzatori[modifica | modifica wikitesto]

Rep. Centrafricana Rep. Centrafricana
Italia Italia
ha operato con un singolo AL-60 dal 1962 fino al 1963[10]
Messico Messico
Mauritania Mauritania
Rhodesia Rhodesia
Sudafrica Sudafrica
Tunisia Tunisia

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b As the Hawks Free of Earth's Bounds - Otis Hammonds 2012, p. 409.
  2. ^ The Al Mooney Story: They All Fly Through the Same Air, mooneyevents.com.
    «Albert W. "Al" Mooney (12 aprile 1906 – 7 maggio 1986) è stato un progettista aeronautico autodidatta. Insieme a suo fratello Arthur, sono stati i fondatori dell'azienda Aircraft Company Mooney, con il progetto M-18 Mite. Dopo aver abbandonato per motivi finanziari, la Mooney Aircraft Company, si trasferisce in Lockheed, con i progetti come il Lockheed Jetstar ed a lui accreditato l' AL-60 ed un altro anonimo Lockheed business jet».
  3. ^ https://www.flightglobal.com/pdfarchive/view/1960/1960 -0745.html|Lockheed-Kaiser.
  4. ^ a b c Flying: 5 ottobre 1961.
  5. ^ Plane and Pilot: 1978 Aircraft Directory, page 58. Werner & Werner Corp, Santa Monica CA, 1977. ISBN 0-918312-00-0.
  6. ^ a b Rare Aircraft - Aermacchi-Lockheed AL-60B-2 Santa Maria, YU-BCZ, achtungskyhawk.com. URL consultato il 26 gennaio 2016.
  7. ^ Otis Hammonds, As the Hawks Free of Earth's Bounds, Xlibris Corporation, 2012, pp. 698, ISBN 978-1-4771-5800-5.
  8. ^ Bill Gunston, The Illustrated Encyclopedia of Commercial Aircraft, Exeter Books, 1980, p. 227, ISBN 978-0-89673-077-9.
  9. ^ a b AL-60F-5 Trojan Rhodesian Air Force Operations .
  10. ^ aeroflight.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]