Macchi M.39

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Macchi M.39
Il Macchi M.39 del capitano Arturo Ferrarin all'idroscalo di proprietà Macchi a Schiranna, sul Lago di Varese
Il Macchi M.39 del capitano Arturo Ferrarin all'idroscalo di proprietà Macchi a Schiranna, sul Lago di Varese
Descrizione
Tipo Idrocorsa
Equipaggio 1
Progettista Mario Castoldi
Costruttore Italia Aeronautica Macchi
Data primo volo 6 agosto 1926
Esemplari 5
Dimensioni e pesi
Tavole prospettiche
Lunghezza 6,73 m
Apertura alare 9,26 m
Freccia alare 2 gradi al bordo d'entrata.
Altezza 2,97 m
Superficie alare 14,30
Carico alare 109 kg/mq
Peso a vuoto 1 257 kg
Peso carico 1 572 kg
Passeggeri 1
Propulsione
Motore un Fiat AS.2
Potenza 850 CV (625 kW) a 2 500 giri/min[1]
Prestazioni
Velocità max 439 km/h
Record e primati
vincitore della Coppa Schneider del 1926

i dati sono estratti da Уголок неба[2] integrati dove indicato

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Il Macchi M.39 era un idrocorsa (idrovolante da corsa) con configurazione "a scarponi" sviluppato dall'azienda italiana Aeronautica Macchi per partecipare alla Coppa Schneider del 1926. La fusoliera era realizzata con una struttura interamente lignea, rivestita in compensato e, soltanto nelle sezioni in prossimità del motore, in metallo. Anche l'ala utilizzava lo stesso principio: due longheroni scatolati in abete, sui quali erano inserite le centine alleggerite che supportavano un rivestimento in compensato. L'ala era rinforzata con una serie di tiranti in acciaio ad alta resistenza, che collegavano gli scarponi con i longheroni e questi ultimi con l'ordinata parafiamma. L'elica era inizialmente lignea per poi essere trasformata in una interamente metallica con regolazione del passo a terra. La caratteristica che distingueva questo aereo dai precedenti era sicuramente la presenza di radiatori a sfioramento sul dorso e ventre delle ali e sulla parte anteriore del muso. Questi erano realizzati con dei tubi in ottone di spessore ridotto all'interno dei quali scorreva il liquido di raffreddamento. La costruzione "spartana" dell'aereo testimoniava la sua vocazione velocistica, anche sottolineata dalla ricerca della massima leggerezza.

Primati[modifica | modifica sorgente]

Esemplari sopravvissuti[modifica | modifica sorgente]

Dei cinque esemplari costruiti, i primi due (MM.72-MM.73) furono destinati al collaudo e all'allenamento, mentre gli altri tre (MM.74-MM.75-MM.76) alla gara L'unico Esemplare originale sopravvissuto al mondo (MM.76) è esposto al pubblico nel Padiglione Velo del Museo storico dell'Aeronautica Militare di Vigna di Valle, sul lago di Bracciano (Provincia di Roma), uno dei più importanti musei italiani dell'aviazione.

Velivoli comparabili[modifica | modifica sorgente]

Macchi m.52r Macchi m.67

  • Curtiss CR-3 (comparabile solo perché partecipante alla stessa edizione del trofeo schneider, anche se sostanzialmente differente nelle forme e nella tipologia)

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Fiat AS2 in Avio, http://www.aviogroup.com/it/. URL consultato l'11 mar 2010.
  2. ^ Macchi M.39 in Уголок неба.
  3. ^ (EN) Schneider Cup Races in Society of Air Race historians, http://www.airrace.com/. URL consultato l'11 marzo 2010.
  4. ^ (EN) Eves, Edward The Schneider Trophy Story. pag. 243. Shrewsbury. Airlife Publishing Ltd., 2001. ISBN 1-84037-257-5.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) Taylor, Michael J. H. (1989). Jane's Encyclopedia of Aviation. London: Studio Editions, pag. 618

Altri progetti[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]