Macchi M.5

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Macchi M.5
Macchi m5.jpg
Descrizione
Tipo idrocaccia
Equipaggio 1 (monoposto)
Progettista Carlo Felice Buzio
Luigi Calzavara
Costruttore Italia Aeronautica Macchi
Data primo volo 1917
Utilizzatore principale Italia Regia Marina
Altri utilizzatori Italia Regia Aeronautica
Stati Uniti US Navy
Stati Uniti USMC
Dimensioni e pesi
Lunghezza 8,08 m
Apertura alare 11,90 m
Altezza 2,85 m
Superficie alare 28,0
Peso a vuoto 720 kg
Peso carico 990 kg
Propulsione
Motore un Isotta Fraschini V.4B
Potenza 160 CV (119 kW)
Prestazioni
Velocità max 189 km/h
Autonomia 3 h e 40 min
Armamento
Mitragliatrici 2 Vickers calibro 7,7 mm fisse in caccia

i dati sono estratti da The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985)[1]

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Il Macchi M.5 fu un idrocaccia monomotore monoposto italiano costruito dalla Società Anonima Nieuport-Macchi, poi Aeronautica Macchi, a Varese. Era estremamente manovrabile ed agile e ha uguagliato gli aerei non idrovolanti nei combattimenti.[1]

Storia del progetto[modifica | modifica sorgente]

Il primo prototipo di un caccia biplano monoposto era il Tipo M che volò la prima volta nel 1917. Costruito dagli ingegneri Carlo Felice Buzio e Luigi Calzavara aveva uno scafo con chiglia a singolo gradino e una cabina di pilotaggio aperta davanti alle ali ed era simile al precedente Macchi M.3. Fu seguito da un altro prototipo con la coda riveduta contrassegnato dalla sigla Ma e da successivi progetti come il M bis e il Ma bis. Il prototipo che ha dato origine alla produzione fu il M.5 e come gli altri prototipi era azionato da un unico motore Isotta Fraschini V.4B. Le forniture per la Regia Marina furono consegnate nel 1917. Produzioni successive erano più potenti, sia perché dotate di un motore Isotta Fraschini V.6 sia perché erano stati ridisegnati i galleggianti, furono chiamate M.5 mod. Macchi produsse 200 aerei e altri 44 furono costruiti dalla Società Aeronautica Italiana.

Impiego operativo[modifica | modifica sorgente]

Gli M.5 furono utilizzati da cinque squadroni pattugliatori marittimi come combattenti o come scorta per i convogli, e alcune volte furono imbarcati sulla nave appoggio idrovolanti Giuseppe Miraglia. Verso la fine della prima guerra mondiale, questi idrovolanti furono utilizzati sia dalla United States Navy sia dalla United States Marine Corps. L'aspirante Charles Hazzaline Hammann, che ottenne la prima Medal of Honor data a un aviatore della marina statunitense, prestò servizio su un M.5.[2][3].

Nel 1923, quando la Regia Aeronautica venne istituita, 65 M.5 erano ancora in servizio, anche se furono tutti demoliti negli anni successivi.

Utilizzatori[modifica | modifica sorgente]

bandiera Regno d'Italia
Stati Uniti Stati Uniti

Cultura di massa[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Orbis 1985, pag. 2393
  2. ^ Hanlon, Macchi M.5 in The Doughboy Center.
  3. ^ Mauro Antonellini, Salvat ubi lucet: la base idrovolanti di Porto Corsini e i suoi uomini 1915-1918, Faenza, Casanova Editore, 2008, p.126. ISBN 978-88-95323-15-2. URL consultato il 23 settembre 2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • (EN) The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing.
  • (EN) Fred T. Jane, All the World's Aircraft 1919, Londra, Sampson Low, Marston e Co.. (ISBN non esistente).
  • (EN) Michael John H. Taylor, Jane's encyclopedia of aviation, 2nd Edition, London, Studio Editions, 1989. ISBN 0-51710-316-8.
  • (EN) Gordon Swanborough, Peter Bowers, United States Navy Aircraft since 1911, 2nd edition, London, Putnam, 1976. ISBN 0-370-10054-9.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]