Tranquillo Zerbi

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Tranquillo Zerbi

Tranquillo Zerbi (Saronno, 2 gennaio 1891Torino, 10 marzo 1939) è stato un ingegnere italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Zerbi inizia il suo percorso formativo frequentando le scuole primarie a Pisa per poi trasferirsi in Svizzera, a Winterthur, quindi nel Baden, allora stato dell'Impero tedesco, alla scuola di ingegneria della città universitaria di Mannheim dove si diplomò ingegnere meccanico nel 1912.

Dopo il diploma si ritrasferisce in Svizzera, nuovamente a Winterthur, accettando un tirocinio presso la Sulzer, che gli permetterà di affinare la sua conoscenza, anche praticamente, sui motori Diesel.

Rientra in Italia e dopo un primo periodo a Legnano, presso la Franco Tosi, dove lavora sotto la direzione di Ettore Maserati mettendo a frutto l'esperienza sui motori Diesel applicati ai sottomarini, nell'agosto 1919 venne assunto come progettista alla FIAT presso la quale si occupò di automobili da competizione e, dal 1925, anche di motori aeronautici destinati sia alla produzione che alle competizioni aeree.

Nel 1929 assume la direzione degli uffici tecnici, contribuendo ad ispirare ed a dirigere la realizzazione di progetti in qualunque campo della meccanica applicata all'interno dell'azienda torinese fino al marzo 1939. Nello stesso anno gli viene conferita anche l'onorificenza di Grande Ufficiale della Corona d'Italia per le speciali benemerenze aeronautiche.

In quegli anni, grazie alla popolarità conseguita ed alla sua competenza specifica, fece parte del comitato tecnico dell'Ente Nazionale Italiano di Unificazione (UNI) ed assunse anche la carica di presidente della commissione tecnica automobilistica di unificazione.

Morì improvvisamente per una crisi cardiaca, causata da un forte stato influenzale, nella sua casa torinese, lasciando la moglie e tre figli piccoli. Convinto fascista, il corteo funebre fu preceduto da un plotone d'onore di Camicie nere.[1] È sepolto nel cimitero di Pecetto.

I progetti[modifica | modifica wikitesto]

Le sue prime affermazioni risalgono alle vetture da competizione equipaggiate con motore sovralimentato per poi proseguire, con la collaborazione diretta o come consulenza, di ogni motore aeronautico, automobilistico e ferroviario realizzato dalla Fiat nei quindici anni della sua presenza in azienda.

Tra i motori automobilistici da competizione vi fu il Fiat 406 che equipaggiò la monoposto Fiat 806 del 1927, che alla guida di Pietro Bordino il 4 settembre dello stesso anno vinse il Gran Premio Milano, sul circuito di Monza, alla media di 152 km/h.

Nel campo dei motori aeronautici progettò e sviluppò la serie AS, destinata ad equipaggiare gli idrocorsa che partecipavano alla Coppa Schneider, ovvero gli AS.2, AS.3, AS.5 e l'innovativo AS.6, quest'ultimo installato sul detentore del primato di velocità di categoria, il Macchi-Castoldi M.C.72. La sua attività al Reparto Progetti Speciali non gli impedì comunque di progettare anche propulsori destinati alla normale produzione in serie come l'A.22 ed i suoi derivati, l'A.50 ed altri ancora.

Anche nella motoristica ferroviaria il suo ingegno diede eccellenti risultati con la locomotiva Diesel elettrica ed i motori delle "littorine".

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ I solenni funerali dell'ingegnere Tranquillo Zerbi, Stampa Sera, 13 marzo 1939

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Oscar Marchi (a cura di). Aeronautica Militare Museo Storico Catalogo Motori . Pàtron editore, Bologna (1980) ISBN 9788855516709

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]