Macchi M.19

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Macchi M.19
Macchi M.19.jpg
Descrizione
Tipo idrocorsa
Equipaggio 1
Costruttore Italia Aeronautica Macchi
Data primo volo agosto 1920
Data ritiro dal servizio 1921
Esemplari 1
Sviluppato dal Macchi M.17
Dimensioni e pesi
Apertura alare 15,86 m
Propulsione
Motore un Fiat A.14
Potenza 650 CV (478 kW)
Prestazioni
Velocità max 240 km/h
Autonomia  100 km

[senza fonte]

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Il Macchi M.19 era un idrocorsa (idrovolante da competizione) monomotore biplano a scafo centrale, progettato e costruito dall'azienda italiana Aeronautica Macchi nel 1920.

Realizzato in esemplare unico, venne sviluppato per partecipare alla 4ª edizione della Coppa Schneider del 1920 ma riuscì ad essere ultimato solo per quella successiva del 1921.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la 3ª edizione della Coppa Schneider, prova svolta nel 1919 sul circuito di Bournemouth, Regno Unito, la Federazione Aeronautica Internazionale introdusse una nuova regola dove imponeva per ogni concorrente un carico utile di 300 kg (660 lb). Per soddisfare questi requisiti l'Aeronautica Macchi, che aveva deciso di partecipare alla 4ª edizione che si sarebbe disputata l'anno successivo a Venezia, sul circuito del Lido[1], si basò sul precedente idrocorsa Macchi M.17 progettato da Alessandro Tonini. Il nuovo modello riproponeva l'impostazione classica degli idrovolanti dell'epoca, monomotore a scafo centrale con velatura biplana, ma a differenza dell'M.17 equipaggiato con un motore Isotta Fraschini V.6, un 6 cilindri a V raffreddato a liquido montato in configurazione spingente, l'impianto motore si basò su un più potente Fiat A.14, sempre con architettura a V ma a 12 cilindri, in grado di sviluppare una potenza pari a 650 CV (478 kW) posizionato su un castello tubolare al centro dell'ala superiore abbinato ad un'elica a quattro pale in configurazione traente.

Sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Il Macchi M.19 effettuò il primo volo nell'agosto del 1920 dall'idroscalo della Schiranna, sul lago di Varese, sede del centro prove idrovolanti dell'azienda varesina.

I primi voli di prova mostrarono una reazione di coppia del potente motore, che richiese una riprogettazione della carena e del timone. Ciò, inoltre, comportò che l' M.19 mancò l'appuntamento del 1920 con la coppa Schneider.

L'anno successivo la regola del peso supplementare peso fu ribassata. Nella gara del 1921, l'M.19 pilotato da Zanetti,[2][3] gareggiò contro due Macchi M.7, un Savoia S.19 e, unico aeromobile straniero, un Nieuport-Delage. Dopo il primo giro della gara condotto in testa,[3] l'M.19 si dovette ritirare al 12 ° giro con l'albero motore danneggiato.[4][5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (FR) Historique Coupe Schneider 1920 su La Coupe Schneider et hydravions anciens, http://www.hydroretro.net/index.html. URL consultato il 10 aprile 2011.
  2. ^ (EN) 1929 | 1 - 0967 | Flight Archive.
  3. ^ a b Aerei Militari.
  4. ^ (EN) Schneider Trophy Races.
  5. ^ (FR) Historique Coupe Schneider 1921 su La Coupe Schneider et hydravions anciens, http://www.hydroretro.net/index.html. URL consultato il 10 aprile 2011.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Michael J. H. Taylor, Jane's Encyclopedia of Aviation, London, Studio Editions, 1989.
  • The Illustrated Encyclopedia of Aircraft (Part Work 1982-1985), Orbis Publishing, p. 2395.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Immagini[modifica | modifica wikitesto]