L'ala o la coscia?

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L'ala o la coscia?
Titolo originaleL'aile ou la cuisse
Lingua originaleFrancese
Paese di produzioneFrancia
Anno1976
Durata104 min
Rapporto2.35 : 1 - 35 mm
Generecommedia
RegiaClaude Zidi
SceneggiaturaClaude Zidi, con Michel Fabre
ProduttoreChristian Fechner, Pierre Grunstein
Casa di produzioneLes Films Christian Fechner
FotografiaClaude Renoir, Wladimir Ivanov
MontaggioRobert Isnardon e Monique Isnardon;
MusicheVladimir Cosma
ScenografiaMichel de Broin
CostumiJacques Fonteray
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali
Doppiatori italiani

L'ala o la coscia? è un film del 1976 diretto da Claude Zidi, con Louis de Funès e Coluche. Si è piazzato al secondo posto nella classifica dei film più visti in Francia nel 1976 (dopo Lo squalo), con 5,8 milioni di spettatori.[1]

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

La sceneggiatura, originariamente intitolata Merci patron[2], era stata scritta per Louis de Funès e il gruppo rock demenziale Les Charlots con cui Zidi aveva fatto i suoi primi quattro film. A seguito di un disaccordo tra Les Charlots e il produttore Christian Fechner che portò poi allo scioglimento del gruppo, Zidi riscrisse la sceneggiatura per Pierre Richard, col quale aveva girato La Moutarde me monte au nez (1974) e La Course à l'échalote (1975). Ma è infine Coluche che velocemente sostituì Pierre Richard, dopo il rifiuto di quest'ultimo a partecipare. Sebbene Coluche e de Funès siano ai poli opposti nel loro approccio alla commedia, insieme lavorano sorprendentemente bene: non vi è alcun senso di rivalità o tensione, a volte evidente in alcuni altri memorabili abbinamenti di de Funès (ad esempio con Jean Gabin in Nemici... per la pelle del 1968).

All'uscita nelle sale il film dimostra che i francesi non hanno dimenticato il grande comico: per incassi nel 1976 risulta secondo a livello nazionale, superato solo da Lo squalo di Steven Spielberg.[3]

Esterni[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo al nº 5 di Place d’Iéna, dove è stato girato parte del film

Il film è stato girato in vari luoghi, tra cui Puteaux (Hauts-de-Seine), Rungis (Valle della Marna) e Guise (Aisne). Gli uffici della Guida Duchemin erano ambientati in un palazzo al nº 5 di Place d'Iena a Parigi[4], il cui primo proprietario fu Gustave Eiffel che all'epoca godeva di una vista mozzafiato dalla Torre omonima; è attualmente di proprietà della famiglia Hariri.[5]

Il film segna l'unico faccia a faccia di due superstar francesi: Coluche (di origini ciociare) in piena ascesa e Louis de Funès, di ritorno dopo un doppio infarto. Una squadra di rianimazione rimane sul set per tutto il tempo delle riprese, pronta ad ogni evenienza, insieme ad un'ambulanza. Il produttore Christian Fechner e il regista Claude Zidi, che desideravano collaborare con de Funès, avevano infatti ottenuto, dopo il benestare dei cardiologi, un'assicurazione sanitaria per due settimane di lavorazione – dopo forti difficoltà da parte della casa cinematografica che, conoscendo lo stato di salute malferma del grande comico, non se la sentiva di metterlo sotto contratto.[6]

Critica[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola si caratterizza per il ritmo veloce e le trovate divertenti. Degni di nota anche gli eccentrici travestimenti di Duchemin.

Il critico cinematografico italiano Edoardo Caroni scrive:

« L'impatto con la società contemporanea e il progresso atterriscono de Funès, così come spiazzano Tati, Keaton e lo stesso Chaplin. Nel finale, in occasione del suo ingresso tra gli accademici di Francia, Duchemin ritrova l'orologio che ha in precedenza smarrito nella fabbrica: questo episodio, oltre a presentare un lato comico, preannuncia un mondo dominato dai prodotti in serie e dai fast food, tristemente anticipato dall'inquietante figura di Tricatel.[7] »

Anche L'ala o la coscia?, come altri film del comico francese, è tutto giocato sulle antinomie: Duchemin/Tricatel, cucina tradizionale/cibi precotti, antichi valori/società moderna, anziani/giovani. Proprio in tali contrasti risiede la cifra stilistica dell'opera e la chiave di volta della sua comicità.[6] Uno dei migliori film che de Funès ha fatto col regista Claude Zidi, L'ala o la coscia? offre non solo una commedia di sublime ilarità, ma anche un'acerba satira dai toni deliziosi sulla cultura gastronomica francese. Naturalmente, ciò che porta il film al successo sono i due bravi comici dal grande talento, ciascuno dei quali ha raggiunto una popolarità senza eguali nel corso della propria carriera.[3]

Julien Guiomar fa la parte del cattivo, Tricatel, con un gusto evidente, mentre su insistenza di de Funès, Claude Gensac appare brevemente nel film come segretaria di Duchemin, sebbene sia così pesantemente truccata da essere a malapena riconoscibile. Il regista Zidi era riluttante ad usare Gensac a causa della sua continuativa associazione con de Funès nella serie di film I gendarmi di Saint-Tropez, in cui interpretava il ruolo della moglie infelice. Poco prima di girare questo film, Louis de Funès subì un doppio infarto e la conseguenza è un notevole cambiamento nel suo stile comico, che diventa molto più delicato, meno frenetico e più sottile rispetto al passato, ma altrettanto efficace, in particolare quando il suo personaggio assume vari travestimenti (specie quello di una dolce vecchietta). Da parte sua Coluche fornisce la comicità fisica che non può più dare de Funès, sebbene quest'ultimo presenti la sua quota di irresistibili battute. Gli sforzi combinati di questi due grandi interpreti comici, insieme a una sceneggiatura piena di gag e a un cast di supporto molto capace, sono ciò che rendono L'ala o la coscia? una delle più divertenti commedie del cinema francese.[3]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ dati botteghino, su CBObox-office.
  2. ^ Con riferimento al disco dei Les Charlots uscito nel 1971.
  3. ^ a b c Cfr. la critique di James Travers (2008), su L'Aile ou la Cuisse a Films de France.
  4. ^ Dove è stato girato anche un episodio della serie televisiva Agente speciale.
  5. ^ Sito della famiglia di Rafiq al-Hariri (EN)
  6. ^ a b Vedi la recensione di Edoardo Caroni, Comicità alla francese. Il cinema di Louis de Funès, Bonanno Editore, 2012, pp. 67-70.
  7. ^ E. Caroni, op. cit., p. 69.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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