Jack Ma

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Jack Ma nel 2018.

Jack Ma Yun (馬雲T, 马云S, Mǎ YúnP; Hangzhou, 10 settembre 1964) è un imprenditore cinese.

È stato il primo imprenditore della Repubblica Popolare Cinese ad apparire sulla copertina della rivista Forbes,[1] mentre nel 2009 venne scelto dalla rivista Times come uno dei 100 uomini più importanti al mondo.[2] Nel 2010 fu inoltre selezionato da Forbes come uno degli "Eroi della filantropia nell'Asia" (in inglese: Asia's Heroes of Philanthropy) per i suoi contributi alla lotta contro la povertà.[3]

Nel settembre 2018 annuncia di voler lasciare entro un anno la carica di presidente esecutivo del gruppo Alibaba, pur rimanendo nel Consiglio di Amministrazione fino al 2020, per dedicarsi ad attività di filantropia nel settore dell'istruzione.[4] Nel mese successivo viene rivelata la sua iscrizione al Partito Comunista Cinese[5]. Scomparso per diversi mesi dopo aver criticato la Repubblica Popolare Cinese[6] riappare in una video conferenza il 20 gennaio 2021.[7][8][9]

Al 2021, secondo Forbes, è il 4° uomo più ricco della Cina e il 21° uomo più ricco del mondo con un patrimonio di 62 miliardi di dollari dopo Carlos Slim Helu.[10][11]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

È nato a Hangzhou, nella provincia dello Zhejiang, nel 1964, durante la rivoluzione culturale cinese. A dodici anni cominciò ad interessarsi all'inglese, che imparò da solo offrendosi come guida turistica gratuita a Hangzhou. In una intervista sulla Inc.com (tradotto dall'inglese):[12]

«Per otto anni ho raggiunto in bicicletta ogni mattina, pedalando per 39 minuti, neve o pioggia, un albergo vicino al Lago dell'Ovest presso Hangzhou. [...] Portavo gratuitamente in giro turisti, così da poter migliorare il mio inglese. Tale esperienza mi cambiò profondamente, e cominciai a diventare molto più globalizzato di molti cinesi. Ciò che imparavo dai miei insegnanti era spesso diverso da ciò che mi raccontavano i turisti.»

Nel 1979 conobbe una famiglia australiana con cui passò diversi giorni, per poi diventare amici e rimanere in contatto epistolare negli anni successivi. Nel 1985 ebbe la prima occasione di uscire dalla Cina, passando le vacanze estive in Australia con tale famiglia. Jack Ma ricorda l'evento come uno dei più importanti della sua vita (tradotto dall'inglese):[12]

«Prima della mia prima partenza dalla Cina, ero stato educato che la Cina era il paese più ricco e felice al mondo. Quindi, quando arrivai in Australia, pensai "Oh mio dio", tutto è diverso da ciò che mi è stato detto.»

Fallì ben due volte gli esami d'ingresso per l'università, ma riuscì infine ad iscriversi alla Hangzhou Teacher's Institute,[13] dove si laureò in inglese nel 1988. Durante i suoi studi divenne presidente dell'unione studentesca della sua università, e successivamente presidente della federazione studentesca di Hangzhou.[12]

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Cominciò la sua carriera come insegnante di inglese all'università, con uno stipendio di soli 100-120 Yuan al mese (circa 15 euro).[12] Nel 1995 ebbe l'occasione di andare a Seattle come interprete di una delegazione commerciale. Lì ebbe l'occasione di connettersi a internet per la prima volta, esperienza che lasciò in lui una forte impressione, tanto da fargli richiedere un prestito di 2.000 dollari per aprire e gestire un sito sulla Cina (China Yellowpages) assieme ad alcuni amici, nonostante la sua totale inesperienza nel campo.[12]

Dopo aver lavorato con alcune compagnie statali quali la China International Electronic Commerce Center per la promozione del commercio elettronico, nel dicembre del 1998 raccolse 60.000 dollari statunitensi assieme a 18 amici con i quali fondò Alibaba.com, per poi fondare la Alibaba Group. Dal 1999 al 2000 la Alibaba Group raccolse un totale di 25 milioni di dollari dalla SoftBank, Goldman Sachs, Fidelity Investments ed altri istituti di credito, e raggiunse la redditività nel dicembre del 2001. Nel maggio del 2003 fu fondata la piattaforma di vendita online Taobao, e nel dicembre del 2004 la Alipay, servizio di pagamento online che fu creato assieme alla Taobao come strumento di pagamento online, divenne un'impresa indipendente. Nell'ottobre del 2005 Alibaba Group assunse il controllo di Yahoo! China, come primo passo per una cooperazione con Yahoo!.[14] Nel 2006 Jack Ma partecipò al corso di formazione commerciale intitolato "China CEO Program" della Cheung Kong Graduate School of Business, per acquisire una formazione amministrativa e commerciale di alto livello ed esser esposto al clima imprenditoriale internazionale.[15][16]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ [1], Copertina di Forbes dell'11 aprile 2011.
  2. ^ [2], Sito della Times (inglese).
  3. ^ In Pictures: 48 Heroes of Philanthropy
  4. ^ Jack Ma, l'uomo più ricco della Cina, lascia Alibaba: "Non voglio morire in ufficio, meglio in spiaggia", su ilfattoquotidiano.it, 8 settembre 2018. URL consultato l'8 settembre 2018.
  5. ^ Jack Ma, svelato il segreto dell'imprenditore più famoso della Cina: è membro del Partito comunista, su repubblica.it, 27 novembre 2018. URL consultato il 27 novembre 2018.
  6. ^ Dov’è finito Jack Ma? Il tycoon scomparso dopo le critiche al governo cinese, su money.it, 6 gennaio 2021. URL consultato il 9 gennaio 2021.
  7. ^ Alibaba, il leader Jack Ma riappare in pubblico dopo oltre 2 mesi, su Tgcom24. URL consultato il 20 gennaio 2021.
  8. ^ Guido Santevecchi, Jack Ma riappare con un filmato dopo tre mesi di silenzio (e Alibaba risale in Borsa), su Corriere della Sera, 20 gennaio 2021. URL consultato il 20 gennaio 2021.
  9. ^ Il ritorno di Jack Ma: riappare in pubblico il miliardario più famoso della Cina, ex ceo di Alibaba, su Rainews. URL consultato il 20 gennaio 2021.
  10. ^ Jack Ma, su forbes.com. URL consultato il 22 febbraio 2021.
  11. ^ THE REAL-TIME BILLIONAIRES LIST, su forbes.com. URL consultato il 22 febbario 2021.
  12. ^ a b c d e [3], Intervista sulla Inc.com.
  13. ^ Alibaba.com, About Jack Ma.
  14. ^ Storia dell'impresa sul sito ufficiale della Alibaba
  15. ^ China CEO Program della CKGSB .
  16. ^ Profilo di Jack Ma sulla CKGSB Archiviato il 12 settembre 2013 in Internet Archive. .

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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