In guerra per amore

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In guerra per amore
Paese di produzione Italia
Anno 2016
Durata 99 min
Genere commedia, drammatico, sentimentale, guerra
Regia Pif
Soggetto Pif, Michele Astori
Sceneggiatura Pif, Michele Astori, Marco Martani
Produttore Mario Gianani, Lorenzo Mieli, Fausto Brizzi
Produttore esecutivo Olivia Sleiter
Casa di produzione Wildside, Rai Cinema con il contributo del MiBACT in collaborazione con Crédit Agricole Cariparma e Crédit Agricole Carispezia
Distribuzione (Italia) 01 Distribution
Fotografia Roberto Forza
Montaggio Clelio Benevento
Effetti speciali Stefano Colaprete, Rodolfo Migliari
Musiche Santi Pulvirenti
Scenografia Marcello Di Carlo
Costumi Cristiana Ricceri
Interpreti e personaggi

In guerra per amore è un film del 2016 diretto da Pif.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

New York, 1943. Arturo Giammarresi, palermitano emigrato in America, è innamorato, corrisposto, di Flora, la nipote del proprietario del ristorante dove lavora come cameriere. Ma lei è già stata promessa dallo zio a Carmelo, figlio del braccio destro di Lucky Luciano. Flora suggerisce ad Arturo di chiedere la mano direttamente al padre, ingenuamente pensando di superare in questo modo la volontà dello zio: il padre però si trova in Sicilia.

Arturo accetta la proposta, e per suggellarla si fa un autoscatto con Flora sullo sfondo del Ponte di Brooklyn: Arturo porta la fotografia con sé in Sicilia per mostrarla al padre di Flora.

Arturo in un bar chiede un bicchiere di “water”, ma lo pronuncia “war”, in presenza di un ufficiale dell'esercito che, incuriosito, gli chiede se sia un siciliano, consigliandogli di arruolarsi perché stanno proprio cercando dei siciliani in vista dello sbarco nell'isola. Arturo si arruola, ma vista la sua inettitudine è relegato a gestire gli asini da soma. Nel frattempo in Sicilia Saro Cupane e Mimmo Passalacqua, uno cieco e l'altro zoppo, in vedetta sulle falesie della costa, osservano lo sbarco degli americani e tentano di avvisare gli abitanti del vicino paese di Crisafulli. Ma gli americani bombardano i civili procurando morti e distruzione.

A sbarco avvenuto avviene il primo contatto con i mafiosi del paese. Don Calò assicura al comandante Vincent Maone che in breve tempo tutti i militari si arrenderanno, e che il paese accoglierà festosamente gli americani liberatori. Così avviene, ed il comandante resta quindi in attesa della lista di mafiosi da liberare vista la preziosa collaborazione prestata, e che deve essere consegnata da un agente OSS appositamente paracadutato. Arturo viene chiamato in servizio, legato ad un cavo assieme ad un asinello, e trasportato verso Crisafulli.

La gente del paese vede quindi, con grande meraviglia, un asino che vola: Arturo viene lanciato, assieme all'asino, presso il casolare dove è stato catturato il luogotenente Catelli. Sfortuna vuole che anch'egli cada nel letto della ragazza illibata, ed è quindi a sua volta catturato dal padre ancora più infuriato. Condivide la prigionia con il tenente Catelli fino alla loro liberazione ad opera del maggiore Vincent Maone.

Nel frattempo, a New York, don Tano architetta con il figlio l'uccisione di Arturo, e fa recapitare al capomafia del paese di Crisafulli, don Calò, una lettera con le indicazioni anagrafiche del caso. Arturo cerca inutilmente il padre il Flora, di cui sa solo che vive a Crisafulli; si prestano ad aiutarlo Saro e Mimmo che grazie ad Arturo evitano la fucilazione essendo stati sorpresi a rubare un paio di scarpe ad un soldato americano morto. Condanna di fucilazione che appare incomprensibile anche al luogotenente Catelli, stante che il suo capo, il maggiore Maone, essendo ormai in possesso della lista dei mafiosi predisposta da Lucky Luciano, libera assassini, estorsori e ladri.

Arturo è diventato amico di Catelli di cui ammira lealtà e coraggio nel denunciare al maggiore Maone che stanno liberando delinquenti. E ne riceve in prestito la giacca da ufficiale in modo da fare una buona impressione ai genitori di Flora. Ciò favorisce Arturo, che mostrando la fotografia con Flora sotto il Ponte di Brooklyn ottiene il consenso alle nozze; ma danneggia Catelli che, avendo preso il posto di Arturo, viene scambiato per lui ed ucciso da mano mafiosa, mentre falsi testimoni dichiarano che sono stati i tedeschi. Ma ormai i mafiosi sono prossimi al potere e don Calò viene nominato sindaco sotto l'egida del nuovo partito: la Democrazia Cristiana.

Arturo torna negli Stati Uniti portando con sé la lettera di denuncia delle collusioni con la mafia che Catelli aveva indirizzato al presidente Franklin Delano Roosevelt. La consegna personalmente al posto di guardia della Casa Bianca, si siede su una panchina ad aspettare fiducioso.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato girato principalmente ad Erice[1] con scene alle saline di Trapani, alla Scala dei Turchi nei pressi di Realmonte e alle grotte di Scurati nei pressi di Custonaci.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film è stato presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma 2016[2], alla quale è seguita una seconda anteprima a Napoli il 25 ottobre presso il cinema Metropolitan, ed è stato distribuito nelle sale italiane dalla 01 Distribution a partire dal 27 ottobre 2016.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Citazioni e riferimenti[modifica | modifica wikitesto]

  • All'interno del film viene reso omaggio al fotografo Robert Capa, che in quel di Sperlinga scattò una foto famosissima.[3].
  • Le scene in cui Arturo non riesce a pronunciare correttamente water sono una citazione dell'episodio Voglio fa' l'americano de Il testimone (stagione 2, episodio 4).
  • In questo film, così come in La mafia uccide solo d'estate, i protagonisti si chiamano Arturo Giammarresi e Flora Guarneri.
  • La cantautrice Thony interpreta il brano principale della colonna sonora "Donkey flyin' in the sky".

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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