Il delitto perfetto

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Il delitto perfetto
Dial for murder.jpg
Screenshot dai titoli di testa del film
Titolo originale Dial M for Murder
Lingua originale inglese
Paese di produzione Stati Uniti d'America
Anno 1954
Durata 105 min
Rapporto 1,37:1
Genere giallo
Regia Alfred Hitchcock
Soggetto dal lavoro teatrale di Frederick Knott
Sceneggiatura Frederick Knott
Produttore Alfred Hitchcock (non accreditato)
Casa di produzione Warner Bros.
Fotografia Robert Burks
Montaggio Rudi Fehr
Musiche Dimitri Tiomkin
Scenografia Edward Carrere, George James Hopkins
Interpreti e personaggi
Doppiatori italiani
Premi
2 National Board of Review Awards 1954: miglior attrice (Grace Kelly), miglior attore non protagonista (John Williams)

Il delitto perfetto (Dial M for Murder) è un film thriller del 1954 diretto da Alfred Hitchcock, originalmente distribuito in formato stereoscopico.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

Londra. Tony Wendice, un ex campione di tennis che ora commercia in articoli sportivi, scopre che la ricca moglie Margot lo tradisce con Mark Halliday, uno scrittore statunitense di romanzi gialli. Wendice decide pertanto di sbarazzarsi della consorte inscenando «un delitto perfetto», in modo da ereditare a tempo debito la sua piccola fortuna.

Grace Kelly in una scena del film

Per evitare qualunque sospetto a suo carico, Wendice per quasi un anno si dedica alla scrupolosa e attenta elaborazione dell'omicidio, trovando infine il sicario ideale in Swann, un suo spregiudicato ex compagno di college, già colpevole di furto, che ora vive mantenuto da alcune anziane signore. Con il ricatto e con una promessa di denaro, Wendice costringe Swann a uccidere per lui la moglie Margot, orchestrando così un delitto apparentemente perfetto.

Ma gli eventi non vanno come previsto: per garantirsi un alibi incontestabile, Wendice si reca con Halliday a un ricevimento, mentre alla stessa ora Swann s'introduce nell'appartamento dove l'ignara Margot sta dormendo. All'ora prefissata, Wendice chiama la moglie al telefono per far scattare la trappola: Margot si reca a rispondere e viene aggredita alle spalle da Swann, in attesa dietro le tende, il quale tenta di strangolarla.

Una strenua e disperata resistenza consente però a Margot di liberarsi dell'omicida. Dopo una violenta colluttazione, la donna riesce a difendersi e uccide Swann, conficcandogli nella schiena un paio di forbici. Wendice, che assiste al telefono e comprende ciò che è accaduto, rientra immediatamente a casa e approfitta della situazione per sfruttare l'uccisione di Swann a suo vantaggio. Con freddezza e cinismo, riesce a inquinare le prove in modo da far accusare la moglie di omicidio — alcune lettere ricattatorie anonime, mandate dallo stesso Wendice, sarebbero state la prova dell'odio della donna per Swann.

Margot viene condannata così al patibolo, ma l'ispettore Hubbard, zelante e intelligente investigatore di Scotland Yard, dopo l'iniziale scetticismo sull'innocenza della donna, comprende a poco a poco che nella vicenda c'è qualcosa di poco chiaro e, grazie a uno stratagemma, trova le prove per scagionare definitivamente Margot e incolpare il marito-mandante.

Produzione[modifica | modifica wikitesto]

Regia[modifica | modifica wikitesto]

Il film fu girato originariamente in formato stereoscopico, per contrastare la nascente popolarità della televisione. Il cinema tridimensionale, considerato con diffidenza dal regista, ebbe infatti un primo e breve periodo di popolarità intorno alla metà degli anni 1950, esaurendosi nel giro di un paio d'anni. Hitchcock lo usò con sottigliezza, evitando effetti eccessivi, si limitò a sottolineare il rilievo con inquadrature dal basso, e, appositamente, aveva fatto costruire una buca in modo che la macchina da presa fosse al livello del pavimento.[1]

Sceneggiatura[modifica | modifica wikitesto]

L'idea del film fu suggerita a Hitchcock da un dramma di Frederick Knott dal titolo omonimo, rappresentato a Londra nel giugno 1952 e a New York nell'ottobre dello stesso anno. Alfred Hitchcock e Jack Warner acquistarono i diritti cinematografici dell'opera di Frederick Knott da Alexander Korda, il quale li aveva acquistati per la modica somma di 1.000 sterline e li rivendette a 30.000.[2]

Un telefono nero è la prima inquadratura del film. Poi i titoli di testa scorrono su un disco telefonico molto grande, fatto costruire appositamente da Hitchcock: spicca il tasto «6» dove compare al posto del gruppo di lettere «MNO» un'unica «M» rossa: è l'anticipo della telefonata del marito, segnale atteso dal sicario per ucciderne la moglie, ed è una doppia allusione al nome del quartiere londinese di Maida Vale dove si trova la casa dei protagonisti e alla parola «Murder», ovvero «Assassinio». L'immagine traduce letteralmente il titolo inglese Dial M for Murder, che in italiano potrebbe essere reso come Digita M come Morte — letteralmente «Murder» è «Omicidio», ma dato il contesto si può preferire «Morte»: l'omicidio ne costituisce una sottospecie, e il suono della parola è molto simile a quello dell'inglese originale.[3]

Cast[modifica | modifica wikitesto]

Il film segna l'inizio della collaborazione fra Hitchcock e Grace Kelly, con la quale girerà gli altri due film successivi, La finestra sul cortile e Caccia al ladro. Il regista trovò in lei un'attrice pienamente rispondente alle sue esigenze espressive: una bionda elegante in apparenza fredda e distaccata, in realtà con un gran "fuoco dentro".[4] Ray Milland interpretò il ruolo del marito e John Williams, che aveva già recitato per Hitchcock ne Il caso Paradine e a New York a teatro proprio nell'omonimo melodramma, quello dell'ispettore.

Alfred Hitchcock appare qua fra i partecipanti a un banchetto universitario in una fotografia appesa alla parete di casa Wendice.

Riprese[modifica | modifica wikitesto]

Le riprese furono realizzate fra il 30 luglio e il 25 settembre 1953, in soli 36 giorni. Il film fu girato negli studi Warner Bros. di Burbank.[5]

Il regista concentrò l'allestimento scenografico in un solo set che rappresentava l'interno della casa dei protagonisti. Fu molto attento nella selezione dell'arredamento che volle elegante e raffinato: mobili Chippendale, soprammobili di pregio, statuette Wedgwood e, alle pareti, stampe di Rosa Bonheur. L'arredamento fu firmato da George James Hopkins, uno scenografo candidato per 13 volte agli Oscar, che aveva iniziato la sua carriera nel 1917, all'epoca del muto, curando scene e costumi dei film di Theda Bara.

Hitchcock dedicò particolare attenzione ai colori fatti indossare alla protagonista Grace Kelly. All'inizio del film sfoggia un elegante abito di pizzo rosso, poi, col procedere della trama, il suo guardaroba perde gradualmente di colore, rosso-cupo, blu-grigio, grigio, fino all'ultimo cappotto di un triste marrone: «i suoi vestiti sono diventati sempre più scuri man mano che l'intreccio diventava più "oscuro"».[6]

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Locandina originale

La première avvenne il 28 maggio 1954 a New York. Il giorno seguente, il film uscì nel circuito cinematografico statunitense con il titolo originale Dial M for Murder, distribuito dalla Warner Bros. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito, venne usato anche il titolo completo Alfred Hitchcock's Dial M for Murder.

Il film ebbe varie riedizioni a cominciare dagli anni 1960. Considerando solo le uscite negli Stati Uniti, nel febbraio 1980, a San Francisco, ne fu presentata la versione in 3D. Ancora nel 1999, ci fu un'altra prima a New York il 9 aprile e, quindi, un'altra versione in 3D, uscita il 2 gennaio 2004.[7]

Edizione italiana[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene il titolo italiano del film sia Il delitto perfetto, nell'edizione in DVD-Video la pellicola è stata intitolata da Warner Bros. Delitto perfetto, non marcando quindi la differenza con il remake del 1998, chiamato anch'esso Delitto perfetto.

Critica[modifica | modifica wikitesto]

Hitchcock non aveva grandi aspettative su questo film e gli aveva dedicato poco tempo, eppure il risultato fu eccellente. I critici apprezzarono la capacità del regista di sfruttare cinematograficamente l'origine teatrale del testo valorizzandone pienamente la concentrazione: il film si svolge tutto all'interno della casa, solo due o tre volte la cinepresa esce all'esterno, rispettando rigorosamente l'unità di luogo e di azione.

Del teatro c'è il tema centrale: la messa in scena, la finzione. Il marito progetta in ogni dettaglio l'assassinio della moglie, studiando come un regista tempi e luoghi del delitto, l'ispettore a sua volta smonta la sua costruzione e restituisce la verità.

La ricorrente vena di sadismo che molta critica rileva sottotraccia nei film del regista[8], qui si limita a far correre alla classica vittima bionda Grace Kelly[9], dopo il rischio di strangolamento, il rischio di impiccagione.

Altro aspetto sottolineato dalla critica è l'atmosfera di grande tensione, una suspense costante, che coinvolge emotivamente lo spettatore con un gioco continuo di aspettative, di imprevisti, di anticipi e sospensioni.[10]

Lo studioso Gianfranco Bettetini ha dedicato un'analisi ampia e approfondita alle principali sequenze del film, nel suo libro Tempo del senso, studiando in particolare l'uso del tempo, la costruzione della suspense e le varie tecniche cinematografiche utilizzate dal regista.[11]

Remake[modifica | modifica wikitesto]

Ne è stato girato un remake nel 1998, Delitto perfetto, diretto da Andrew Davis e interpretato da Michael Douglas, Gwyneth Paltrow e Viggo Mortensen.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Truffaut, p. 178
  2. ^ Spoto, pp. 436-437
  3. ^ Spoto, p. 439
  4. ^ Taylor, p. 277
  5. ^ Luoghi delle riprese per "Il delitto perfetto", imdb.it. URL consultato il 16 dicembre 2011.
  6. ^ Truffaut, p. 179
  7. ^ Date di uscita per "Il delitto perfetto", imdb.it. URL consultato il 16 dicembre 2011.
  8. ^ Cesario, pp. 212, ss.
  9. ^ Le donne di Sir Alfred, cinemaleo.wordpress.com, 13 agosto 2009.
  10. ^ Bruzzone, pp. 197-200
  11. ^ Bettetini, pp. 202-212

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianfranco Bettetini, Tempo del senso - La logica temporale dei testi audiovisivi, Milano, Bompiani, 1979.
  • Natalino Bruzzone [et al.], I film di Alfred Hitchcock, Roma, Gremese, 1992, ISBN 88-7605-719-6.
  • Salvatore Cesario, La psicoanalisi e Hitchcock - Che cosa la psicoanalisi può imparare da Hitchcock, Milano, FrancoAngeli, 1996, ISBN 88-204-9427-2.
  • Donald Spoto, Il lato oscuro del genio - La vita di Alfred Hitchcock, Carolina Sargian (traduttore), Torino, Lindau, 2006, ISBN 88-7180-602-6.
  • John Russell Taylor, Hitch - La vita e l'opera di Alfred Hitchcock, Mario Bonini (traduzione), Milano, Garzanti, 1980, SBN IT\ICCU\SBL\0307357.
  • François Truffaut, Il cinema secondo Hitchcock, Giuseppe Ferrari e Francesco Pititto (traduzione), Milano, Il Saggiatore, 2009, ISBN 978-88-565-0109-4.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN1145424143386790311 · BNF: (FRcb15064270s (data)
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