Giuseppe Zenti

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Giuseppe Zenti
vescovo della Chiesa cattolica
Giuseppe zenti.jpg
Coat of arms of Giuseppe Zenti.svg
Mihi vivere Christus
 
TitoloVerona
Incarichi attualiVescovo emerito e amministratore apostolico di Verona (dal 2022)
Incarichi ricoperti
 
Nato7 marzo 1947 (75 anni) a San Martino Buon Albergo
Ordinato presbitero26 giugno 1971 dal vescovo Giuseppe Carraro
Nominato vescovo3 dicembre 2003 da papa Giovanni Paolo II
Consacrato vescovo11 gennaio 2004 dal vescovo Flavio Roberto Carraro, O.F.M.Cap.
 

Giuseppe Zenti (San Martino Buon Albergo, 7 marzo 1947) è un vescovo cattolico italiano, dal 2 luglio 2022 vescovo emerito e amministratore apostolico di Verona.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce a San Martino Buon Albergo, in provincia e diocesi di Verona, il 7 marzo 1947.[1]

Formazione e ministero sacerdotale[modifica | modifica wikitesto]

Frequenta il seminario vescovile della diocesi di Verona.

Il 26 giugno 1971[1] è ordinato presbitero dal vescovo Giuseppe Carraro.

Dopo l'ordinazione inizia il suo ministero presso il paese natale; prosegue poi gli studi all'Università di Padova dove si laurea in Lettere classiche nel 1975 con una tesi su "Le Sedi apostoliche in Sant'Agostino".

Dal 1974 al 1993 opera nel seminario minore di San Massimo all'Adige, oltre ad insegnare lettere e ricoprire la carica di vicerettore alle medie e al ginnasio-liceo "Gian Matteo Giberti". Nel 1989 è nominato pro-rettore del seminario.

Dal 1993 al 1997 è parroco di Santa Maria Immacolata in Borgo Milano (Verona), prima di essere trasferito a Legnago, dove rimarrà fino al 25 gennaio 2002, quando viene nominato vicario generale della diocesi.

Ministero episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Vescovo di Vittorio Veneto[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 dicembre 2003 Giovanni Paolo II lo nomina vescovo di Vittorio Veneto;[2] succede ad Alfredo Magarotto, dimessosi per raggiunti limiti di età. L'11 gennaio 2004 riceve l'ordinazione episcopale, nella cattedrale di Verona, dal vescovo Flavio Roberto Carraro, co-consacranti i vescovi Alfredo Magarotto e Giuseppe Amari. Il 1º febbraio seguente prende possesso della diocesi.

Nei suoi anni di episcopato in terra trevigiana è intervenuto più volte sui quotidiani locali (Il Gazzettino e La Tribuna di Treviso), invitando Unabomber ad un faccia a faccia privato.[3]

Scrive, inoltre, due lettere aperte a Romano Prodi ottenendo sempre risposta: la prima volta durante la campagna elettorale del 2006 per chiedere attenzione alla famiglia nel suo programma; la seconda nel settembre dello stesso anno, esprimendo il concetto che il lavoro precario scoraggerebbe i giovani a sposarsi. A questa lettera rispondono, criticamente, il senatore Maurizio Sacconi, il presidente di Confindustria Treviso Andrea Tomat e don Antonio Mazzi, seguiti a ruota dal Presidente del Consiglio.

Prendendo spunto anche dalla controversia sulla lezione di Ratisbona di papa Benedetto XVI afferma come solo partendo dall'ermeneutica e dall'esegetica è possibile instaurare un dialogo tra le religioni.

Nel dicembre 2006, come altri presbiteri veneti, si è scagliato pubblicamente contro la figura di Babbo Natale:[4]

«…sempre più violenta e intollerante si fa la cultura di babbo natale [volutamente scritto con iniziali minuscole] che […] con il Natale cristiano non ha nulla da spartire. […] Sta scippando e defenestrando il Natale cristiano per buttarlo fuori dalla scena del sociale che conta, […][in] modo strategicamente vincente, poiché si avvale della potenza suasiva dei mass media di maggior audience, che puntano le carte sulla carica emotiva, e del mercato economico, per estirpare le radici cristiane rendendole innocue, alterandone i geni.»

(Giuseppe Zenti, articolo pubblicato dal settimanale diocesano L'Azione, 3 dicembre 2006)

Vescovo di Verona[modifica | modifica wikitesto]

L'8 maggio 2007, una settimana dopo aver incontrato a Roma papa Benedetto XVI con tutti i vescovi del Triveneto, comunica la sua nomina a vescovo di Verona,[5] succedendo così a Flavio Roberto Carraro, ritiratosi per limiti di età. Il 30 giugno successivo prende possesso della diocesi.[1]

Il 26 marzo 2011 conferisce l'ordinazione episcopale a Giuseppe Pellegrini, suo vicario generale, chiamato alla guida della diocesi di Concordia-Pordenone.[6][7]

Il 14 maggio 2015, a poco più di due settimane dalle elezioni regionali, invia agli insegnanti di religione della diocesi un'e-mail "confidenziale" con una chiara indicazione di voto a favore di una candidata leghista, "convinto che molti ne condividano il programma formalmente e pubblicamente espresso",[8] suscitando però molte polemiche. Scusatosi,[9] dichiara di aver segnalato la candidata perché "preoccupato per il sociale debole, cioè i poveri, e per le scuole paritarie cattoliche".[10] Il 27 maggio, intervenendo telefonicamente ad una trasmissione televisiva, accusa il proprio portavoce, che aveva sottolineato che la candidata leghista non rappresenta la Chiesa veronese e che "tanti cattolici […] non si sono trovati d'accordo con quanto accaduto", di parlare male di lui e di dire "delle sciocchezze".[11]

Il 18 giugno 2022, durante la campagna elettorale per le elezioni comunali, invia ai confratelli della diocesi una lettera indicante i temi a cui prestare attenzione nei programmi dei candidati. In particolare, secondo Zenti, non si sarebbe dovuto votare a favore di chi afferma il gender nelle scuole, l'aborto, l'eutanasia.[12]

Il 2 luglio 2022 papa Francesco accoglie la sua rinuncia, presentata per raggiunti limiti di età, al governo pastorale della diocesi di Verona;[13] gli succede Domenico Pompili, fino ad allora vescovo di Rieti. Rimane amministratore apostolico della diocesi fino all'ingresso del successore.

Genealogia episcopale e successione apostolica[modifica | modifica wikitesto]

La genealogia episcopale è:

La successione apostolica è:

Araldica[modifica | modifica wikitesto]

Stemma Descrizione
Coat of arms of Giuseppe Zenti.svg A sinistra, in alto, vi è la Croce di Gesù Cristo, ad indicare l'amore effuso da Gesù per la Chiesa; il monte a tre cime indica la Terra e tutto il popolo abbracciato da Dio; la stella d'argento a cinque punte rappresenta la Madonna, a cui è dedicata la cattedrale di Verona. A destra il pastorale dorato racchiude al centro l'immagine del Gesù Buon Pastore, che indica il compito di guida della diocesi di Verona, affidato a Zenti; il pesce appeso alla lenza è legato alla tradizione veronese. Si dice, infatti, che san Zeno, ottavo vescovo di Verona, pescasse nell'Adige.[14]

Il motto Mihi vivere Christus è tratto dalla lettera di San Paolo ai Filippesi.[14]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • La libertà del credente, Venezia, Marcianum Press, 2013
  • Cercate il suo volto, Venezia, Marcianum Press, 2014
  • Il travaglio della verità in Agostino, Venezia, Marcianum Press, 2016
  • La comunione ecclesiale in Agostino, Venezia, Marcianum Press, 2016
  • Agostino, un amico affidabile, Venezia, Marcianum Press, 2017
  • Alla scoperta delle Confessioni di Agostino, Venezia, Marcianum Press, 2020
  • Alla scoperta della Trinità di Agostino, Venezia, Marcianum Press, 2021

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Biografia - Diocesi di Verona, su diocesiverona.it. URL consultato il 18 giugno 2022.
  2. ^ Rinunce e nomine. Rinuncia del Vescovo di Vittorio Veneto (Italia) e nomina del successore, su press.vatican.va, 3 dicembre 2003. URL consultato il 18 giugno 2022.
  3. ^ Unabomber, lettera-appello del vescovo di Vittorio Veneto per chiedere di porre fine a questi gesti, su toscanaoggi.it, 18 marzo 2005. URL consultato il 18 giugno 2022.
  4. ^ Vescovo-Bacanal, tutti contro Babbo Natale, su corrieredelveneto.corriere.it, 19 dicembre 2009. URL consultato il 18 giugno 2022.
  5. ^ Rinunce e nomine. Rinuncia del Vescovo di Verona (Italia) e nomina del successore, su press.vatican.va, 8 maggio 2007. URL consultato il 18 giugno 2022.
  6. ^ Il Vescovo Mons. Giuseppe Pellegrini, su diocesi.concordia-pordenone.it. URL consultato il 18 giugno 2022.
  7. ^ Rinunce e nomine. Rinuncia del Vescovo di Concordia-Pordenone (Italia) e nomina del successore, su press.vatican.va, 25 febbraio 2011. URL consultato il 18 giugno 2022.
  8. ^ La polemica: il testo integrale della lettera del Vescovo Zenti, in Verona In, 15 maggio 2015. URL consultato il 18 giugno 2022.
  9. ^ Il vescovo: «Chiedo scusa alla Chiesa e per polemiche», in L'Arena. URL consultato il 31 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 21 maggio 2015).
  10. ^ Zenti: «Ho fermato la lettera ma non ho imposto nessuno», in L'Arena, 16 maggio 2015. URL consultato il 29 agosto 2018 (archiviato dall'url originale il 29 settembre 2015).
  11. ^ «Lite» a Diretta Verona tra il vescovo e Don Fasani, in L'Arena (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2016).
  12. ^ Comunali: Vescovo a preti, no a chi sostiene idee gender, su ANSA, 20 giugno 2022. URL consultato il 20 giugno 2022.
  13. ^ Rinunce e nomine. Rinuncia e nomina del Vescovo di Verona (Italia), su press.vatican.va, 2 luglio 2022. URL consultato il 2 luglio 2022.
  14. ^ a b Diocesi di Verona - Lo Stemma, su diocesiverona.it. URL consultato il 10 febbraio 2021.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Vescovo di Vittorio Veneto Successore BishopCoA PioM.svg
Alfredo Magarotto 3 dicembre 2003 – 8 maggio 2007 Corrado Pizziolo
Predecessore Vescovo di Verona Successore BishopCoA PioM.svg
Flavio Roberto Carraro, O.F.M.Cap. 8 maggio 2007 – 2 luglio 2022 Domenico Pompili
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