Giorgia O'Brien

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Giorgia O'Brien, all'anagrafe Giorgio Montana (Palermo, 11 maggio 1928Palermo, 18 agosto 2004), è stata una cantante e attrice italiana.

Prima[1] diva transgender degli anni cinquanta e sessanta, dotata di una voce ermafrodita che gli permise di esibirsi sia come soprano sia come baritono.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nata di sesso maschile a Palermo, fin da piccola mostra una predisposizione per il canto, tanto che a soli otto anni si esibisce nei cori amatoriali della città, sognando un giorno di diventare una diva del melodramma.[3] Dopo varie visite da un endocrinologo emerse il suo ermafroditismo, grazie al quale possedeva una corda vocale maschile e una femminile, che gli permise di usare toni da baritono e di soprano con estrema disinvoltura con una voce che poteva raggiungere elevate estensioni.[4] Seppur scettici i genitori gli permisero di prendere lezioni di canto per affinare e gestire al meglio la propria voce. Nel 1947 fece colpo sulla commissione dell'Accademia di Santa Cecilia con la sua interpretazione dell'aria Un bel dì vedremo della Madama Butterfly,[5], ma trovò molta difficoltà ad avviare la propria carriera a causa del perbenismo e moralismo imperante in quel periodo.[6]

Si trasferisce prima in Germania poi in Francia, dove lavora in numerosi spettacoli come fantasista en travesti per diverse compagnie teatrali, lavorando al fianco di altri artisti affermati come Coccinelle.[5] I suoi spettacoli erano caratterizzati da abiti di lustrini e pailettes che richiamavano quelli di Wanda Osiris, contornata da un corpo di ballo che comprendeva una giovane Raffaella Carrà.[7] Al suo ritorno in Italia diventa una diva dell'avanspettacolo, esibendosi presso il Teatro Ambra Jovinelli di Roma con repertorio che andava dalle canzonette alle arie della Callas, ricevendo il plauso di numerose personalità tra cui Anna Magnani e Luchino Visconti.[5] Ma il troppo successo le si rivolta contro, tanto che nel 1964 viene estromessa dagli ambienti dell'avanspettacolo.[5]

Nel 1970 completa il suo percorso verso la conversione sessuale andando a Casablanca, per sottoporsi all'operazione.[5] Torna in Italia, consapevole della sua nuova femminilità assume il nome d'arte di Giorgia e prende il cognome O'Brien come omaggio a Margaret O'Brien,[6] l'attrice che interpreta Beth nel film Piccole donne del 1949. Lavora per tre anni al Teatro Piccolo di Milano, lavora con Patrice Chéreau e collabora con personaggi come Sylvano Bussotti, Lucia Poli, Ugo Gregoretti, Franco Zeffirelli e Giuseppe Bertolucci, quest'ultimo le affida un ruolo nel film del 1979 Oggetti smarriti. Vittorio Caprioli si ispirò a lei per la sua trasposizione de La cavalcata delle valchirie, dove la diva sostenne il doppio ruolo di Brunilde (soprano) e Wotan (basso).

Per il cinema lavora per Roberto Benigni in Johnny Stecchino, del 1991, dove interpreta la moglie del ministro. Nel 1998 al teatro Lelio di Palermo in "Benvenuto cafe' Chantal" cinterpreta "La Donna Fenomeno" vestita per metà come un uomo e per metà come una donna. Nel 1999 si esibì al fianco di Sergio Cammariere al Teatro Flaiano di Roma, dove ha riproposto il suo repertorio.[5] Mentre nel 2000 l'amico Gianfranco Mingozzi le affida una parte nel suo film Tobia al caffè.

Giorgia O'Brien muore nel 2004, dopo una breve malattia, lasciando il marito Georges Argand, morto poco dopo.[6] Nel 2008, l'amico Gianfranco Mingozzi racconta la sua vita nel documentario Giorgio/Giorgia (storia di una voce), presentato nella sezione "L'altro Cinema - Extra" nel corso del Festival Internazionale del Film di Roma 2008 e alla 24ª edizione del Torino GLBT Film Festival - Da Sodoma a Hollywood.

Filmografia parziale[modifica | modifica wikitesto]

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Palermo, un documentario racconta Giorgia O'Brien, siciliainformazioni.com. URL consultato il 21 luglio 2013.
  2. ^ Giorgio/Giorgia (storia di una voce), moviepalyer.it. URL consultato il 21 luglio 2013.
  3. ^ Giorgia O'Brien, un uomo dalla voce d'angelo
  4. ^ Giorgia O'Brien "il soubrettissimo"
  5. ^ a b c d e f Giorgia O'Brien "il soubrettissimo"
  6. ^ a b c Giorgia O'Brien, un uomo dalla voce d'angelo
  7. ^ O'Brien (Giorgio Montana), trasformista, delteatro.it. URL consultato il 3 maggio 2009.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]