Gianfranco Rosi (regista)

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Gianfranco Rosi al Festival di Berlino 2016.

Gianfranco Rosi (Asmara, 30 novembre 1963[1][2]) è un regista italiano di documentari.

Nel 2013 ha vinto il Leone d'oro alla Mostra del cinema di Venezia con Sacro GRA. Nel 2016 ha vinto l'Orso d'oro al Festival di Berlino con Fuocoammare, per il quale è stato anche candidato all'Oscar al miglior documentario. Rosi è l’unico regista di documentari ad aver vinto due dei più alti riconoscimenti dei tre maggiori festival cinematografici europei (Festival di Venezia, Festival di Berlino, Festival di Cannes) e l’unico regista oltre a Michael Haneke, Ang Lee, Ken Loach, e Jafar Panahi a riuscirci nel ventunesimo secolo.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato ad Asmara, in Eritrea,[3] dove lavorava il padre, dirigente della sezione esteri di una banca di proprietà dell'Iri, vi cresce fino ai dodici anni, quando viene evacuato, nel pieno della guerra nazionale di indipendenza.[4][5] Vive poi a Roma e Istanbul con la famiglia.[6]

Nel 1985, a 23 anni, mentre frequentava da qualche mese la facoltà di medicina all'università di Pisa,[4] si trasferisce a New York per studiare cinema. Si diploma presso la Tisch School of the Arts dell'università di New York col suo primo mediometraggio, Boatman,[6] girato in seguito a un viaggio in India e presentato con successo a vari festival internazionali (Sundance, Locarno, Toronto), venendo poi trasmesso dalle principali emittenti mondiali (BBC, PBS, WDR, RAI).[7] Dirige poi il cortometraggio Afterwords, presentato alla 57ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.

Ha diretto Pubblicità Progresso e cortometraggi, mentre, come freelance, si è occupato della supervisione creativa al doppiaggio per la Universal, Fox, Paramount e Dreamworks.[7] È stato guest lecturer presso la Tisch School of the Arts, il Centro de Capacitación Cinematográfica di Città del Messico e la Scuola universitaria professionale della Svizzera italiana di Lugano.[8]

Rosi, primo da sinistra, parte della giuria della sezione Orizzonti alla 66ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia (2009).

Nel 2008, il suo primo lungometraggio Below Sea Level, girato a Slab City, in California, vince il premio per il miglior documentario nella sezione Orizzonti alla 65ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.[9] La pellicola si aggiudica anche il premio come miglior documentario al Bellaria Film Festival, il Premio Vittorio De Seta per il miglior documentario al Bari International Film Festival 2009 e viene candidato come miglior documentario agli European Film Awards 2009.

Nel 2010 dirige il lungometraggio El sicario - Room 164, film-intervista su un sicario messicano. Il film, oggetto di critiche contrastanti,[10][11] vince il premio Fipresci alla 67ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia.[12] Si aggiudica inoltre il premio Doc/It come miglior documentario italiano dell'anno e quello per miglior film al DocLisboa 2010 e al Doc Aviv 2011.

Nel 2013 il suo film Sacro GRA vince il Leone d'oro al miglior film alla 70ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia, diventando il primo documentario di sempre a vincere il premio e il primo film italiano a vincerlo dai tempi di Così ridevano (1998).[13][14]

Il suo successivo docufilm, Fuocoammare (2016), girato a Lampedusa, isola-simbolo della crisi europea dei migranti, vince l'Orso d'oro al Festival di Berlino 2016.[15][16] Il film viene scelto come rappresentante dell'Italia all'Oscar per il miglior film straniero, ma, pur non riuscendo ad entrare nella rosa finale, ottiene una candidatura all'Oscar al miglior documentario.[17]

Nel 2020 presenta Notturno in concorso alla 77ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia che successivamente verrà candidato all'Oscar al Miglior film in lingua straniera.

Dalla ex moglie, Anna, ha avuto una figlia all'inizio degli anni duemila.[5][18]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Car Wash - cortometraggio (1985)
  • Coney Island - cortometraggio (1985)
  • Roosevelt Island - cortometraggio (1986)
  • Vaudeville - cortometraggio (1987)
  • Boatman - mediometraggio documentario (1993)
  • Afterwords - cortometraggio (2001)
  • Below Sea Level - documentario (2008)
  • El sicario - Room 164 - documentario (2010)
  • Sacro GRA - documentario (2013)
  • Fuocoammare - documentario (2016)
  • Notturno - documentario (2020)

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Avventurosa.net, Gianfranco Rosi
  2. ^ La sua data di nascita è incerta, alcune fonti indicano il 30 novembre 1963; si veda fra le tante: Gianfranco Rosi, su Toutlecine.challenges.fr; altre più genericamente il 1964 tra cui ASAC Dati: Persona.
  3. ^ Nino Luca, Premiati gli "homeless" di Gianfranco Rosi, video.corriere.it, 8 settembre 2008. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  4. ^ a b [1]
  5. ^ a b Cinquantamila, Gianfranco Rosi
  6. ^ a b Festivalscope.com, Rosi Gianfranco Archiviato il 27 aprile 2016 in Internet Archive.
  7. ^ a b CINEMAGAY.it - Autori e attori
  8. ^ Gianfranco Rosi - Festival Scope: Festivals on Demand for Film Professionals World Wide, su festivalscope.com. URL consultato il 28 febbraio 2012 (archiviato dall'url originale il 25 febbraio 2011).
  9. ^ 66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, la Biennale di Venezia. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  10. ^ (EN) Jeannette Catsoulis, A Thug Talks and Talks, and Scribbles, in The New York Times, 27 dicembre 2011. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  11. ^ Danilo Monte, “El Sicario. Room 164” vince il premio documentari Doc It, in Il Fatto Quotidiano, 12 gennaio 2012. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  12. ^ (EN) Awards 2010, FIPRESCI. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  13. ^ Premi ufficiali della 70. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica, labiennale.org, 7 settembre 2013. URL consultato il 6 settembre 2014.
  14. ^ Il Leone d'oro a Rosi con «Sacro Gra», cinema-tv.corriere.it, 8 settembre 2013. URL consultato il 6 settembre 2014.
  15. ^ «Fuocoammare» di Rosi, Lampedusa arriva a Berlino, video.corriere.it, 2 febbraio 2016. URL consultato il 12/02/2016.
  16. ^ Arianna Finos, Berlino, l'Orso d'oro per il miglior film a Rosi con "Fuocoammare", storia di migranti, in La Repubblica, 20 febbraio 2016. URL consultato il 20 febbraio 2016.
  17. ^ [2]
  18. ^ [3]
  19. ^ Ciak d’oro 2014, a La Grande Bellezza otto premi. Paolo Virzì miglior regista, su ilfattoquotidiano.it. URL consultato il 04/06/14.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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