Don't Believe the Truth

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Don't Believe the Truth
Artista Oasis
Tipo album Studio
Pubblicazione 2005
Durata 42 min : 58 sec
Dischi 1
Tracce 11
Genere Alternative rock
Britpop
Etichetta Big Brother Recordings, Sony
Produttore Dave Sardy
Registrazione Olympic Studios, Londra, UK
Note Tracce 02-03-05-08-11 di Noel - 04,06,07 di Liam - 10 di Gem - 01,09 Andy
Certificazioni
Dischi d'oro Argentina Argentina[1]
(vendite: 20 000+)
Canada Canada[2]
(vendite: 50 000+)
Dischi di platino Giappone Giappone[3]
(vendite: 250 000+)
Irlanda Irlanda (2)[4]
(vendite: 30 000+)
Regno Unito Regno Unito (3)[5]
(vendite: 900 000+)
Oasis - cronologia
Album precedente
(2002)
Album successivo
(2006)
Singoli
  1. Lyla
    Pubblicato: 16 maggio 2005
  2. The Importance of Being Idle
    Pubblicato: 22 agosto 2005
  3. Let There Be Love
    Pubblicato: 28 novembre 2005

Don't Believe the Truth è il sesto album della band inglese Oasis, pubblicato il 30 maggio 2005.

Tre volte disco di platino nel Regno Unito nelle prime settimane del 2006 (oltre 900.000 copie vendute), è entrato nelle classifiche direttamente alla posizione numero 1. Negli Stati Uniti d'America ha venduto oltre 202.000 copie[6] e ha ottenuto il migliore piazzamento nelle chart dai tempi di Be Here Now nel 1997, posizionandosi alla numero 12. Al 2015 il disco ha venduto 7 milioni di copie in tutto il mondo.

Genesi del disco[modifica | modifica wikitesto]

La genesi di questo disco è quantomai difficile. L'album avrebbe dovuto vedere la pubblicazione nell'estate o nell'autunno del 2004. Dopo la decisione degli Oasis di collaborare con i Death In Vegas nella produzione, nascono dei dissidi all'interno della band di Manchester. Il compositore principale Noel Gallagher ritiene utile rompere questa collaborazione, mentre il frontman Liam Gallagher è propenso ad andare avanti. Nel frattempo il batterista Alan White viene allontanato dal gruppo, visto che Noel lo accusa di scarso interesse nei confronti della band, e viene chiamato alla batteria Zak Starkey, figlio del celebre batterista Ringo Starr (Beatles) e già batterista degli Who.

Dopo una pausa, gli Oasis tornano in studio, ai Wheeler End Studios, sotto la direzione provvisoria di Noel. Nel giugno 2004 la band suona dal vivo due brani inediti, The Meaning of Soul e A Bell Will Ring, alla Lighthouse di Poole e al Festival di Glastonbury.

Dopo aver appreso dei problemi della band da Marcus Russell, il produttore statunitense Dave Sardy esprime interesse verso la produzione del disco e, ricevuti i demo, ne effettua un primo missaggio, che viene lodato dalla band. Sardy raggiunge dunque la band agli Olympic Studios, a Londra, ma le sessioni londinesi hanno vita breve. Il produttore chiede alla band di trasferirsi con lui ai Capitol Studios di Los Angeles per registrare ex novo alcuni brani e iniziare le registrazioni del disco, che iniziano nell'ottobre 2004 e durano 9 settimane.

Ritrovato un certo equilibrio interno, il 30 maggio 2005 la band pubblica Don't Believe The Truth (anticipato dal singolo Lyla), il cui titolo è stato scelto proprio in risposta alle notizie di un presunto scioglimento fatte circolare dalla stampa anglosassone.

Nell'aprile 2005 The Meaning of Soul, Mucky Fingers, Keep the Dream Alive e Let There Be Love trapelano illegalmente su Internet. L'intero album compare sul web il 3 maggio 2005, ben 27 giorni prima della data di pubblicazione ufficiale, a causa molto probabilmente di un errore di confusione delle date da parte della Apple Inc., che lo rende disponibile sull'iTunes Music Store tedesco.

Caratteristiche del disco e riscontro[modifica | modifica wikitesto]

L'album si apre con il brano Turn Up the Sun, scritto da Andy Bell e caratterizzato da una lunga introduzione acustica prima dell'ingresso, potente, della batteria e della chitarra elettrica[7]. Il pezzo, che originariamente - secondo quanto rivelato da Noel Gallagher - doveva dare il titolo all'album[8], fu usato come brano d'apertura delle esibizioni dal vivo del tour di Don't Believe the Truth, compresi i tre concerti tenuti dalla band al City of Manchester Stadium tra la fine di maggio e i primi di giugno 2005. Dopo Mucky Fingers, canzone dal ritmo martellante basata su un giro di sei accordi e su un assolo di armonica[7][9], c'è Lyla, singolo che ha lanciato il disco e considerato da alcuni un archetipo della canzone degli Oasis[9]. Nel brano, che incarna la rinnovata spavalderia del gruppo di Manchester[10], Noel fa da seconda voce. Love Like a Bomb, scritta da Liam Gallagher, ha un avvio lento prima di prorompere in un turbinio sonoro ed è impreziosita da un breve assolo di pianoforte, che la rende forse la canzone più commovente dell'intero disco[9]. È stata scritta - ebbe a dire Liam - "con in mente Julie Christie"[8]. Il secondo singolo è un altro grande successo: The Importance of Being Idle, brano dalla struttura semplice, a ritmo di marcia, molto apprezzato da critica e pubblico, in cui Noel sottolinea in modo autobiografico l'importanza di essere pigri ispirandosi ad un romanzo intitolato allo stesso modo. Segue una canzone di Liam, The Meaning of Soul, uno dei brani più corti mai pubblicati dal gruppo, con poco più di un minuto e mezzo di durata totale. Il pezzo, utilizzato anche per uno spot di Sky in Inghilterra, fu eseguito dagli Oasis anche alla cerimonia BRIT Awards del 2007, dopo aver ricevuto il premio "Outstanding Contribution to Music". Guess God Thinks I'm Abel, dal significativo titolo autobiografico ("Credo che Dio pensi che sia io Abele"), è un pezzo prevalentemente acustico, in cui la voce di Liam, accompagnata da un coro di sottofondo, parla di come l'amicizia possa trasformarsi in inimicizia, con possibile riferimento al rapporto con il fratello[7][9]. Con Part of the Queue, in cui Noel rivela tutte le sue qualità vocali[7], si ritorna al ritmo martellante delle tracce iniziali. Noel prende spunto dalla fila cui si è costretti al supermercato[8][9]. In Keep The Dream Alive l'equilibrio tra chitarra acustica ed elettrica partorisce una melodia che ricorda Live Forever, arricchita da un lungo tratto in cui il suono dello strumento è distorto[7]. Segue A Bell Will Ring di Gem Archer, brano ipnotico e psichedelico[10], annoverato da alcuni tra i punti più alti del disco[11]. A chiudere il disco vi è una ballata di grande impatto[9] introdotta da un duetto tra pianoforte e chitarra acustica e destinata a rimanere nel cuore dei fan: Let There Be Love, in cui i fratelli Gallagher tornano a cantare insieme (non accadeva dai tempi di Acquiesce). Noel Gallagher ha dichiarato di essere stato costretto dalla casa discografica a pubblicare Let There Be Love come singolo[8].

A detta dei critici all'ottima produzione di Dave Sardy si affianca un sound coinvolgente. Per molti di loro questo album rappresenta il miglior prodotto della band dai tempi dell'acclamato (What's the Story) Morning Glory?[12].

Tracce[modifica | modifica wikitesto]

  1. Turn Up the Sun – 3:59 (Andy Bell)
  2. Mucky Fingers – 3:56 (Noel Gallagher)
  3. Lyla – 5:10 (Noel Gallagher)
  4. Love Like a Bomb – 2:53 (Liam Gallagher, Gem Archer)
  5. The Importance of Being Idle – 3:40 (Noel Gallagher)
  6. The Meaning of Soul – 1:43 (Liam Gallagher)
  7. Guess God Thinks I'm Abel – 3:25 (Liam Gallagher)
  8. Part of the Queue – 3:48 (Noel Gallagher)
  9. Keep the Dream Alive – 5:46 (Andy Bell)
  10. A Bell Will Ring – 3:08 (Gem Archer)
  11. Let There Be Love – 5:32 (Noel Gallagher)
Japanese version
  1. Can Y'See It Now? (I Can See It Now!!) – 4:06 (Noel Gallagher)
  2. Sittin' Here in Silence (On My Own) – 2:00 (Noel Gallagher)
US iTunes version
  1. Pass Me Down the Wine – 3:50 (Liam Gallagher)
UK & Canada iTunes version
  1. Eyeball Tickler – 2:47 (Gem Archer)

Formazione[modifica | modifica wikitesto]

Oasis[modifica | modifica wikitesto]

Personale addizionale[modifica | modifica wikitesto]

Tour[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Don't Believe the Truth Tour.

Il tour di Don't Believe the Truth iniziò all'Astoria di Londra e toccò 26 paesi, per un totale di 3,2 milioni di spettatori e 113 concerti. Il tour è immortalato nel documentario Lord Don't Slow Me Down, pubblicato nel 2007.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (ES) Gold & Platinum Discs, su CAPIF. URL consultato il 15 maggio 2015 (archiviato dall'url originale il 6 luglio 2011).
  2. ^ (EN) Gold Platinum Database - Don't Believe the Truth, Music Canada. URL consultato il 13 maggio 2015.
  3. ^ (JA) ゴールド等認定作品一覧 2005年5月, Recording Industry Association of Japan. URL consultato il 13 maggio 2015.
  4. ^ 2005 Certification Awards – Multi Platinum, Irish Recorded Music Association. URL consultato il 13 maggio 2015.
  5. ^ (EN) Certified Awards, British Phonographic Industry. Digitare "Oasis" in "Keywords", dunque premere "Search".
  6. ^ (EN) Gary Trust, Ask Billboard: "English Beat", Billboard, 23 gennaio 2009. URL consultato il 24 giugno 2009 (archiviato dall'url originale il 1º febbraio 2009).
  7. ^ a b c d e (EN) Oasis - Don't Believe The Truth, Sputnik Magazine, 1º giugno 2005.
  8. ^ a b c d Intervista contenuta in "The Ear Has No Memory", documentario contenuto nella versione DVD di Don't Believe the Truth, 2005
  9. ^ a b c d e f (EN) Oasis : Don't Believe the Truth - Album reviews, NME.com, 1º giugno 2005.
  10. ^ a b (EN) Don't Believe the Truth - Oasis. iTunes review, itunes.apple.com.
  11. ^ (EN) Nick Southall, Oasis - Don't Believe the Truth, Stylus Magazine, 31 maggio 2005.
  12. ^ (EN) Don't Believe The Truth, metacritic.com

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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