Chiesa dell'Immacolata (Piazzo)

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Chiesa dell'Immacolata
Piazzo di Segonzano - chiesa dell'Immacolata - lato 2.jpg
StatoItalia Italia
RegioneTrentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige
LocalitàPiazzo
ReligioneCristiana cattolica
TitolareMaria Immacolata (precedentemente, Madonna del Carmine)[1]
DiocesiArcidiocesi di Trento
ConsacrazioneXII secolo; 1468 (seconda consacrazione)
Stile architettonicoTardo gotico
Inizio costruzioneXII secolo
Completamento1893 (ultimo ampliamento)

Coordinate: 46°10′57.37″N 11°15′08.63″E / 46.182602°N 11.252398°E46.182602; 11.252398

La chiesa dell'Immacolata, o chiesa della Beata Vergine Maria, è una chiesa in stile tardo gotico situata a Piazzo, una frazione di Segonzano (provincia di Trento)[2][3].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lapide sulla facciata sinistra del protiro, a ricordo dell'incendio che lo distrusse nel 1863 e della successiva ricostruzione
La chiesa nel 1883 o nel 1884, prima dell'ampliamento delle navate e del presbiterio

Una cappella sul sito, in stile romanico[4], esisteva già nel XII secolo; l'altare di questa prima chiesa fu consacrato dal vescovo di Trento Altmanno, quindi fra il 1124 e il 1149, come si desume da un reliquiario in legno di larice su cui si trova un sigillo in cera del vescovo (che è anche la più antica immagine in cera di un vescovo di Trento), tolto da un altare della chiesa nel 1893 e oggi conservato nel museo diocesano di Trento[3][1]. La chiesa viene poi citata in un documento ecclesiastico di Cembra del 1388[1]. Una seconda consacrazione, con un probabile ampliamento non particolarmente significativo, si ebbe il 16 ottobre 1468[1][4].

Nel 1524, la chiesa venne ricostruita in stile gotico, ad opera di maestranze guidate da Michele di Gardena, che lavorò in quel periodo anche ad altre chiese delle valli di Cembra e Fiemme (come San Pietro di Cembra e San Biagio di Albiano); a questo periodo sono risalenti gli affreschi interni della chiesa[3][1], eccetto quelli della parte superiore dell'affresco sulla parete sinistra del presbiterio, più tarda, databile fra il 1600 e il 1650, che commemora due matrimoni della famiglia a Prato, uno con i Corret e l'altro con i Lodron[1].

La navata centrale

Nel 1717, ma la data non è certa, ci fu un terzo ampliamento, con l'allungamento delle navate (come si nota dall'assenza di affreschi sulla volta della parte più recente) e probabilmente la costruzione di un nuovo protiro[5]; nel 1778 vennero eseguiti gli affreschi sopra al portale d'ingresso[5].

il 24 luglio 1863 la chiesa fu colpita da un incendio, che danneggiò gravemente il protiro; esso fu ricostruito nel 1866 dagli abitanti di Piazzo su progetto dell'architetto Francesco Saverio Tamanini, e con il contributo dell'abate Giovanni Battista a Prato, che donò le colonne e la gradinata[1][5]. Due anni dopo il cimitero, precedentemente disposto intorno alla chiesa, sul lato destro e sul retro, venne spostato fuori paese (per la costruzione del nuovo camposanto vennero asportate delle pietre dai ruderi del castello di Segonzano)[5]. Nel 1893 si ebbe l'ultimo ampliamento della chiesa, con l'aggiunta delle due navate laterali e l'ingrandimento del presbiterio, realizzate rispettando l'originario stile gotico della chiesa[3][1][4].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Gli affreschi del protiro, risalenti al 1778

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

L'esterno consiste in un ampio protiro che copre un portale gotico[1], costruito nel 1866, qualche anno dopo un incendio che danneggiò gravemente la chiesa; sopra al portale, un affresco risalente al 1778 ritrae l'Immacolata, con Gesù bambino in braccio e la luna sotto ai piedi, richiamo alla donna dell'Apocalisse; ai suoi lati sono dipinti san Pietro e san Paolo[1]. La gradinata e le colonne in pietra rosa furono donate dall'abate Giovanni Battista a Prato in seguito all'incendio del 1863. Ai due lati del portale si trovano altre lapidi commemorative di alcuni signori a Prato e del cappellano Luigi Villotti[1]. Il portico è bucato su ciascuna delle tre facce da un'arcata archiacuta che, su ciascun lato, è affiancata da una colonna in pietra che la separa da un'ampia monofora[3]. Sopra l'arcata frontale si apre un piccolo oculo circolare, mentre in cima alla facciata si trova un altro foro, a forma di croce[3].

L'accesso al cortile della chiesa, che un tempo ospitava il cimitero (ora situato fuori dal paese, in vista del castello), è protetto da due cancelli di ferro, uno a destra del protiro, l'altro in fondo al lato sinistro della chiesa.

Il campanile, risalente alla prima costruzione[4], è dotato di finestre a bifora centinate[3][1].

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Gli affreschi della navata centrale

All'interno, la chiesa è divisa in tre navate separate da sei colonne di pietra rossa[1][2]; il soffitto della navata centrale è affrescato con motivi floreali e immagini di Dio e dei quattro evangelisti, questi ultimi rappresentati come angelo, bue alato, leone alato e aquila. Al termine di ciascuna navata laterale si trova invece un altare risalente al 1600.

Nel presbiterio, sopra alla porta della sagrestia è appeso il quadro votivo raffigurante la battaglia di Segonzano del 1796, realizzato qualche tempo dopo; sulla parete ai lati del quadro sono affrescati santa Barbara e un prelato ignoto, del XVI secolo, e sopra ancora, risalente al 1600, vi è un affresco con san Michele trionfante e stemmi nobiliari degli a Prato[1][2]; sulla parete opposta si trova una lapide in memoria di un nobile Barbi di Cembra[1]. La successiva costruzione della porta della sagrestia rovinò parte dell'immagine di santa Barbara[1]. Sull'arcata sovrastante l'altare nel presbiterio sono visibili pochi resti di altri affreschi, sempre del '500, tra i quali si può parzialmente distinguere san Giovanni Battista[1].

Ciascuna parete laterale della chiesa è dotata di una nicchia; quella della parete sinistra ospita una statua della Madonna col Bambino, quella della parete destra una di sant'Antonio da Padova.

Altare centrale[modifica | modifica wikitesto]

L'altare principale

L'altare centrale, di stile barocco[1] e realizzato nel 1600[4], è ornato da un motivo a foglie. In cima è rappresentato Dio benedicente con la mano destra e la sinistra appoggiata su un globo crucigero. Più in basso, la colomba dello Spirito Santo è posizionata al centro di un motivo a raggi.

Nella nicchia sottostante chiusa da una tela raffigurante anch'essa la Madonna col Bambino, è conservata una statua tardo gotica della Madonna dell'Uva, databile intorno al 1468, anno in cui avvenne la seconda consacrazione dell'altare[1][2][4]. La statua, realizzata in legno, poggia su un piedistallo esagonale dalle decorazioni gotiche, e rappresenta la Vergine con in braccio Gesù Bambino, a cui dà un grappolo d'uva[1]. Tradizionalmente questa statua veniva portata in processione solo in caso di grandi calamità, e con la partecipazione degli altri comuni storici della Val di Cembra (Cembra, Faver, Grumes, Lisignago, Sevignano e Valda); l'ultima processione avvenne nel 1881[1][2].

Altari laterali[modifica | modifica wikitesto]

Altare della navata sinistra
Altare della navata destra

I due altari che chiudono le navate laterali, di epoca seicentesca e consacrati entrambi nel 1652 durante una visita pastorale, prima della costruzione delle navate stesse nel 1893 erano appoggiati alla parete settentrionale della chiesa[1]. L'altare della navata sinistra è del 1627, ed è costituito da due colonne decorate con foglie e fiori, sormontate da un capitello corinzio, che a sua volta sostiene un mezzo arco; due angeli, trafugati nel 1978, erano appoggiati ciascuno su un mezzo arco[1]. Il timpano triangolare ospita una colomba posizionata al centro di una raggera a forma di sole[1]. La pala raffigura un paesaggio collinare con san Rocco e san Sebastiano, sovrastati dalla Madonna col Bambin Gesù, accompagnati da due putti e con in mano degli scapolari del Carmelo[1].

L'altare della navata destra era originariamente consacrato a san Simone, probabilmente perché era stato donato da Simone Barbi, che fu capitano del castello di Segonzano per venticinque anni e che è ricordato da una lapida murata nel presbiterio[1]; la pala raffigura la Madonna incoronata dalla santa Trinità e, in ginocchio sotto di lei, i santi Giovanni Battista e Antonio abate[1]. Anche da esso, nel 1978, furono sottratte delle decorazioni a forma d'angelo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q r s t u v w x y z aa Antonelli, pp. 415-425.
  2. ^ a b c d e PARROCCHIA DI PIAZZO, su Santuario Madonna dell'Aiuto - Segonzano (TN). URL consultato il 2 luglio 2014.
  3. ^ a b c d e f g Chiesa dell′Immacolata <Piazzo, Segonzano>, su Le chiese delle diocesi italiane. URL consultato il 29 luglio 2017.
  4. ^ a b c d e f Touring club italiano, p. 291.
  5. ^ a b c d Antonelli, pp. 426-438.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elio Antonelli, Segonzano e Sevignano in Valle di Cembra, Trento, Litografia Editrice Saturnia, 1982.
  • Touring club italiano, Trentino Alto Adige, Touring Editore, 1976.

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