Faver

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Faver
ex comune
Faver – Stemma
Faver – Veduta
Faver visto dalla cappella di sant'Antonio di Piazzo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Trentino-South Tyrol.svg Trentino-Alto Adige
ProvinciaTrentino CoA.svg Trento
Amministrazione
Data di soppressione31 dicembre 2015
Territorio
Coordinate46°11′N 11°14′E / 46.183333°N 11.233333°E46.183333; 11.233333 (Faver)Coordinate: 46°11′N 11°14′E / 46.183333°N 11.233333°E46.183333; 11.233333 (Faver)
Altitudine672 m s.l.m.
Superficie9,43 km²
Abitanti849[1] (31-12-2015)
Densità90,03 ab./km²
FrazioniLocalità Ponciach, Località Portegnago/Portegnach, Località Rorè
Comuni confinantiCembra, Salorno (BZ), Segonzano, Valda
Altre informazioni
Cod. postale38030
Prefisso0461
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT022082
Cod. catastaleD516
TargaTN
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitantifaorani o faori (faurani)
Patronosan Valentino e santi Filippo e Giacomo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Faver
Faver
Sito istituzionale

Faver (Fàver o Fàoro in dialetto cembrano[2]) è stato un comune italiano di 849 abitanti in provincia di Trento, noto per la propria produzione vinicola; è un caratteristico villaggio cembrano dal clima mite. Il 1º gennaio 2016 si è fuso con Grauno, Grumes e Valda per formare il nuovo comune di Altavalle.

Il paese è tradizionalmente diviso in due rioni: Còrt e Vich, ciascuno dotato di una fontana e una piazza. I due rioni erano divisi da una frona[3], che costituiva anche il confine di giurisdizione. Vich era amministrato dai signori del Castello di Segonzano e Cort dai signori di Monreale (Königsberg).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese subì gravi danni durante le guerre napoleoniche, alle quali sono legati numerosi racconti popolari. Nel 1918 una colonna italiana piazzò un paio di mitragliatrici al Crocifisso di Costor sulla strada cembrana; con questo espediente si ottenne la resa dei reparti austriaci.

Nel primo dopoguerra si formò un Partito Socialista Italiano, che nel 1922 vinse le elezioni comunali.

Anche durante la Seconda guerra mondiale la strada di Cembra fu percorsa dai Tedeschi in ritirata.

Solo nel secondo dopoguerra Faver ebbe un'evoluzione edilizia ed economica.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Vista della chiesa

Luogo particolarmente curioso, nella Val dei Pozzi, sono le cave del M. Vallaccia, dove c'era un tabernacolo di pietra arenaria, detto l'òm selvàdech per via di un essere leggendario che abitava la foresta e che scomparve dopo la benedizione del vescovo di Trento. (da verificare)

La Chiesa parrocchiale di S. Filippo e S. Giacomo fu consacrata nel 1116, ma fu ricostruita nel 1462 e più volte ampliata nei secoli successivi. Circa tre secoli dopo la chiesa fu bruciata dai Francesi, che posero il paese a sacco. Dopo questo incendio, che coinvolse anche alcune abitazioni, la chiesa fu ricostruita nelle attuali forme tra il 1853 e il 1854 da G. Giacomelli, un muratore di Predazzo, mentre il campanile è di dieci anni più tardo e si sviluppa su un progetto di G. Pelz, originario di Cembra. Il campanile è alto 56 m. e le sue campane sono udibili in tutta la Val di Cembra. L'interno della chiesa è molto vasto e adornato da stucchi simbolici e da tele di un pittore ottocentesco di Predazzo. Dell'antica chiesa -ora sede municipale- rimangono dei lacerti affrescati al piano terra, attualmente coperti da pannelli in cartongesso. Nello spazio a sud dell'abside c'è il cimitero.

In Piazza da Vich sorge la casa Tabarelli de Fatis, un fabbricato che è stato rimaneggiato nel 1869 ed è detto il "Castello" e comprende un'ampia corte.

All'estremità nord-orientale di Vich c'è la Chiesetta del S. Crocifisso, caratterizzata dal campanile a vela e dal suo stile composito. Al suo interno è custodito un crocifisso ligneo proveniente da Egna documentato già nel 1825 quando è stato "riattato" e benedetto per essere ivi collocato.

Dintorni di Faver[modifica | modifica wikitesto]

Il Molin de Portegnach
  • I vigneti: la vasta conca verde disegna il suggestivo paesaggio della vite del Trentino, sul quale torreggia il paese di Faver con le sue case allineate lungo la strada principale. Sotto l'alta rupe di porfido si nota una sequenza di gradinate di viti e poco oltre sorge un vecchio maso a fianco di un olivo indicatore di un clima mite, nonostante l'altitudine.
  • Il Ponte di Cantilàga: è l'antico collegamento con le sponde di Cembra e Segonzano e sorge presso i ruderi del castello di Segonzano. Per secoli è stato l'unico collegamento carrabile tra le due sponde.
  • Ponciàch: è una località di soggiorno estiva di recente sviluppo; il suo paesaggio è caratterizzato da un ampio spazio pratoso orlato dal bosco. Da qui si può osservare un antico bacino lacustre tagliato da un torrente. I boschi e i prati soprastanti sono detti Mezalòn e furono assegnati nel 1833 a Faver dopo la lite detta dei "cinque secoli".
  • M. Castion: da un'altitudine di 1528 m. si può godere del panorama della Valle dell'Adige e dei monti del Trentino-Alto Adige. Questo luogo era stato un punto di ritrovo religioso e di riparo per le antiche popolazioni sottostanti. I reperti archeologici hanno posto una prima frequentazione a partire dal Medio Bronzo.
  • Il Molin de Portegnach: è un mulino costruito nel 1859 da Andrea Tabarelli di Faver e recuperato recentemente come centro culturale. Inaugurato nel 2009 è ora sede e proprietà dell'Associazione Sorgente '90 [1]. Al suo interno ci sono alcune sale adibite ad eventi culturali, oltre ad una sala prove/incisione, un angolo cottura ed uno spazio destinato all'ospitalità di gruppi organizzati. La sala macine conserva le macchine da mugnaio originarie.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[4]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Faver è un centro vitivinicolo e di commercio ortofrutticolo e vinicolo. Altre fonti economiche sono l'artigianato. Fino agli anni trenta del Novecento resistette l'industria del baco da seta, che si affiancava alla viticoltura.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
15 maggio 2000 8 maggio 2005 Bruno Pilzer Un territorio, la sua gente (lista civica) Sindaco [5]
9 maggio 2005 16 maggio 2010 Osvaldo Di Crisci Esperienza e rinnovamento (lista civica) Sindaco [6]
17 maggio 2010 31 dicembre 2015 Matteo Paolazzi Noi con voi - Il vostro e nostro futuro (lista civica) Sindaco [7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Teresa Cappello, Carlo Tagliavini, Dizionario degli Etnici e dei Toponimi Italiani, Bologna, ed. Pàtron, 1981.
  3. ^ termine dialettale; indica un passaggio o uno spazio limitato da edifici
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  5. ^ Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, Elezioni comunali di Faver del 2000 (PDF), su regione.taa.it, 17 giugno 2004. URL consultato il 18 giugno 2012.
  6. ^ Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, Elezioni comunali di Faver del 2005 (PDF), su regione.taa.it, 5 febbraio 2008. URL consultato il 18 giugno 2012.
  7. ^ Regione Autonoma Trentino-Alto Adige/Südtirol, Elezioni comunali di Faver del 2010 (PDF), su regione.taa.it, 3 settembre 2010. URL consultato il 18 giugno 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Aldo Gorfer, Le valli del Trentino: Trentino orientale, Manfrini, Trento, 1977, pp. 343 e ss.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]