Battaglia di Calliano (1796)

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Battaglia di Calliano
parte della Guerra della prima coalizione
Battaglia di Segonzano.jpg
Ex-voto per gli scontri svoltisi a Segonzano, commissionato qualche tempo dopo dagli abitanti di Piazzo e Parlo; sono visibili le truppe di entrambi gli schieramenti, il castello (in basso a sinistra), Segonzano con la chiesa della SS. Trinità (in alto) e Piazzo con la chiesa dell'Immacolata (in basso a destra)
Data2 novembre 1796 e 6,7 novembre 1796
LuogoCembra e Calliano
CausaTentativo del Sacro Romano Impero di rompere l'assedio della fortezza di Mantova.
EsitoVittoria tattica austriaca
Schieramenti
Comandanti
generale Claude Henri de Belgrand de Vauboisbarone Paul Davidovich
Effettivi
10.50019.474
Perdite
4.4003.567
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La battaglia di Calliano fu combattuta il 6 e il 7 novembre 1796, nel contesto della campagna d'Italia di Napoleone Bonaparte. La battaglia si concluse con la sconfitta dei francesi, che furono costretti ad una momentanea ritirata. Fu uno dei pochi successi ottenuti dalle truppe imperiali contro le truppe napoleoniche. La battaglia fu preceduta da uno scontro a Cembra, il 2 novembre 1796.

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Campagna d'Italia (1796-1797).

Nel maggio del 1796 era in corso la campagna d'Italia al comando del giovane Napoleone Bonaparte, che aveva ormai assunto il controllo militare il nord Italia (ad eccezione del Friuli): solo la fortezza di Mantova continuava a resistere e rappresentava l'ultimo baluardo del Sacro Romano Impero contro il dilagare dell'esercito rivoluzionario francese.

Temendo di esser cacciato fuori dall'Italia, l'Impero inviò rinforzi in Trentino al comando del feldmaresciallo Dagobert von Wurmser, per sferrare un'offensiva contro l'Armata d'Italia e rompere l'assedio alla fortezza di Mantova. Tuttavia nei mesi di luglio ed agosto le sue forze furono ripetutamente sconfitte: von Wusmer riuscì a stento a raggiungere Mantova, dove finì a sua volta assediato; in francesi inoltre avanzarono verso nord occupando la maggior parte del Principato Vescovile di Trento. Una divisione francese al comando del Generale Claude de Vaubois fu quindi lasciata a Lavis, allo sbocco della Val di Cembra, per proteggere il nord Italia da eventuali attacchi asburgici.

La spedizione di von Berberek[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 ottobre 1796, fu effettivamente deciso di inviare nuove truppe in Italia al comando del feldmaresciallo Joseph Alvinczy von Berberek. Il grosso delle forze imperiali rimase al comando di von Berberek e si diresse verso Bassano: nello stesso tempo una colonna secondaria fu posta al comando del generale Paul Davidovich, forte di 18.000 effettivi (compresi svariati Schützen), con l'ordine di puntare su Trento, per poi riunirsi col grosso delle forze a Verona. Le colonne riunite dovevano poi proseguire per Mantova per rompere l'assedio.

Scontro di Cembra: 2 Novembre[modifica | modifica wikitesto]

Piazzo (Segonzano), lato della chiesetta di Sant'Antonio che dà sul paese; si possono notare chiaramente i segni, ancora presenti, lasciati dai proiettili sparati dall'esercito francese durante la battaglia[1]

Bonaparte aveva notevolmente sottostimato le forze da mettere in campo. Per opporsi alla minaccia da settentrione, aveva infatti schierato una divisione di soli 10.500 soldati, al comando del generale di divisione de Vaubois, che si dovettero scontrare con gli oltre 19.000 di Davidovich.

L'inizio dell'offensiva di Davidovich portò ad una a una serie di scontri a partire dal 27 ottobre. Il 2 novembre i francesi attaccarono gli austriaci a Cembra.[2]

De Vaubois riuscì ad infliggere 1.100 morti ai suoi nemici, al costo di soli 650 francesi; nonostante questo decise di arretrare verso sud, nonostante Davidovich decidesse di avanzare solo il giorno dopo. La 85a demi-brigade di fanteria di linea francese fu gestita male nel corso di un attacco al castello di Segonzano, e venne respinta.[3] Ritirasi prima verso Trento, e quindi verso Calliano,[2] la divisione di Vaubois perdette in 5 giorni 4400 e 6 cannoni, mentre gli austriaci persero 2000 uomini, tra morti e feriti gravi, e 1500 prigionieri.[4]

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Il 6 Novembre de Vaubois respinse gli attacchi di Davidovich dalla sua posizione a Calliano, causandogli la perdita di 753 uomini. La stessa notte il generale francese dispiegò svariate unità per proteggere le posizioni chiave della zona, indebolendo la posizione principale. All'alba gli austriaci lanciarono un nuovo attacco che fu però respinto per tutta la giornata, con Calliano che cambiò di mano svariate volte. Alcuni confinari croati si fecero a un certo punto strada fino alle retrovie francesi, cosa che provocò il panico fra i francesi che cominciarono a ritirarsi a partire dalle 4 del pomeriggio.

Il secondo giorno di combattimenti a Calliano costò Davidovich ulteriori 1,523 caduti, per un totale di 3.567 per l'intera campagna. Queste perdite elevate impedirono agli austriaci di inseguire efficacemente i francesi in fuga.[5] De Vaubois subì 4,400 perdite fra Cembra e Calliano.[6]

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Davidovich non seppe sfruttare la vittoria tattica, e fu bloccato a Rivoli: la battaglia pertanto dette risultati strategici trascurabili.

Le truppe del Sacro Romano Impero, infatti, entrarono a Trento il 5 novembre 1796. Con la conquista di Castel Pietra, tra il 6 ed il 7 novembre, i francesi furono momentaneamente ricacciati fuori dal Trentino. Tuttavia le truppe di Davidovich furono bloccate a nord di Verona, a Rivoli Veronese, e da qui non furono più in grado di avanzare, fallendo così il loro obbiettivo strategico, che era quello di ricongiungersi con le truppe di von Berberek.

Il generale francese istituì quindi una linea di difesa tra Rivoli Veronese ed il lago di Garda, che gli austriaci non riuscirono però ad infrangere.[7]

La mancata avanzata favorì l'esercito di Bonaparte che, il 14 e il 15 novembre, sconfisse il grosso delle truppe imperiali nella battaglia di Arcole, che segnò la fine di ogni tentativo di rompere l'assedio di Mantova. Le forze di von Berberek furono quindi annientate nella battaglia di Rivoli (14/15 gennaio 1797): la caduta di Mantova seguì poco tempo dopo, il 2 febbraio.

Ormai padrone dell'Italia, nel marzo 1797, Napoleone Bonaparte lanciò una nuova offensiva che portò la guerra direttamente in Austria. In tale contesto una divisione francese al comando del generale Jean-Baptiste Bernadotte entrò prima nel Principato Vescovile di Trento, e quindi nella Contea del Tirolo, facendosi strada attraverso la val Pusteria, fino a Leoboen, invano contrastata dalle truppe asburgiche al comando di von Kerpen e dagli Schützen.

Il Sacro Romano Impero fu costretto alla resa, ratificata nell'Armistizio di Leoben.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonelli, p. 183.
  2. ^ a b (FR) Jacques-Olivier Boudon, Jacques Garnier, La campagne d'Italie 3 : Vers la paix de Campoformio, in Napoléon Ier: Le magazine du Consulat et de l'Empire, nº 26, 2004, pp. 44-52.
  3. ^ (FR) HISTOIRE DE L'ARMÉE D'ITALIE: 85e DEMI-BRIGADE DE BATAILLE., su www.simmonsgames.com. URL consultato il 15 giugno 2018.
  4. ^ (EN) Digby Smith, The Greenhill Napoleonic Wars Data Book - Actions and Losses in Personnel, Colours, Standards and Artillery, 1792-1815, Greenhill Books, 1998, p. 127, ISBN 1-85367-276-9.
  5. ^ Boycott-Brown, p 453
  6. ^ Smith, p 127
  7. ^ (FR) Frédéric Hulot, Le Maréchal Masséna, Pygmalion, 2005, p. 82, ISBN 2-85704-973-0.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elio Antonelli, Segonzano e Sevignano in Valle di Cembra, Trento, Litografia Editrice Saturnia, 1982.
  • Boycott-Brown, Martin. The Road to Rivoli. London: Cassell & Co., 2001. ISBN 0-304-35305-1
  • Chandler, David. The Campaigns of Napoleon. New York: Macmillan, 1966.
  • Smith, Digby. The Napoleonic Wars Data Book. London: Greenhill, 1998. ISBN 1-85367-276-9