Battaglia di Cembra

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Battaglia di Cembra
parte della Guerra della prima coalizione
Battaglia di Segonzano.jpg
Ex-voto per gli scontri svoltisi a Segonzano, commissionato qualche tempo dopo dagli abitanti di Piazzo e Parlo; sono visibili le truppe di entrambi gli schieramenti, il castello (in basso a sinistra), Stedro con la chiesa della Santissima Trinità (in alto) e Parlo e Piazzo con la chiesa dell'Immacolata (in basso a destra)
Data2 novembre 1796
LuogoCembra e Segonzano
CausaTentativo del Sacro Romano Impero di rompere l'assedio della fortezza di Mantova.
EsitoVittoria tattica austriaca
Schieramenti
Comandanti
Effettivi
10.50019.000
Perdite
6501.100
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Con il nome di battaglia di Cembra si indica una serie di scontri combattuti il 2 novembre 1796 in Val di Cembra, nell'ambito della campagna d'Italia. Gli scontri si conclusero con la sconfitta dei francesi, che furono costretti ad una momentanea ritirata, e furono uno dei pochi successi ottenuti dalle truppe imperiali contro quelle napoleoniche.

Antefatto[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Campagna d'Italia (1796-1797).
Piazzo (Segonzano), cappella di Sant'Antonio; nel riquadro più chiaro del muro si possono notare i segni lasciati dai proiettili sparati dall'esercito francese, ancora presenti[1]

Nel maggio del 1796 era in corso la campagna d'Italia al comando del giovane Napoleone Bonaparte, che aveva ormai assunto il controllo militare il Nord Italia (ad eccezione del Friuli): solo la fortezza di Mantova continuava a resistere e rappresentava l'ultimo baluardo del Sacro Romano Impero contro il dilagare dell'esercito rivoluzionario francese.

Temendo di esser cacciato fuori dall'Italia, l'Impero inviò rinforzi in Trentino al comando del feldmaresciallo Dagobert von Wurmser, per sferrare un'offensiva contro l'Armata d'Italia e rompere l'assedio alla fortezza di Mantova. Tuttavia nei mesi di luglio ed agosto le sue forze furono ripetutamente sconfitte: von Wusmer riuscì a stento a raggiungere Mantova, dove finì a sua volta assediato; in francesi inoltre avanzarono verso nord occupando la maggior parte del principato vescovile di Trento. Una divisione francese al comando del Generale Claude de Vaubois fu quindi lasciata a Lavis, allo sbocco della Val di Cembra, per proteggere il Nord Italia da eventuali attacchi asburgici, tuttavia Napoleone aveva notevolmente sottostimato le forze da mettere in campo.

Il 2 ottobre 1796 fu effettivamente deciso di inviare nuove truppe in Italia al comando del feldmaresciallo Joseph Alvinczy von Berberek: il grosso delle forze imperiali rimase al comando di von Berberek e si diresse verso Bassano: nello stesso tempo una colonna secondaria fu posta al comando del generale Paul Davidovich, forte di 18.000 effettivi (compresi svariati Schützen), con l'ordine di puntare su Trento, per poi riunirsi col grosso delle forze a Verona. Le colonne riunite dovevano poi proseguire per Mantova per rompere l'assedio.

La battaglia[modifica | modifica wikitesto]

Il 2 novembre la divisione di de Vaubois, composta da 10.500 unità, attaccò a Cembra la divisione di Davidovich, forte di 19.000 unità combattenti[2]; ulteriori scontri fra le truppe, denominati "battaglia di Segonzano", avvennero anche a Piazzo; la ottantacinquesima demi-brigade di fanteria di linea francese fu gestita male nel corso di un attacco al castello di Segonzano (che restò danneggiato), e venne respinta.[3]

De Vaubois riuscì ad infliggere 1.100 morti ai suoi nemici, al costo di soli 650 francesi, ciononostante decise di arretrare verso sud. Davidovich avanzò solo il giorno dopo, al che i francesi si ritirarono verso Trento, per poi subire un'altra sconfitta nella battaglia di Calliano[2]. Davidovich, tuttavia, non seppe sfruttare la vittoria tattica e fu bloccato a Rivoli, rendendo quindi vane le vittorie conseguite in questi scontri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Antonelli, p. 183.
  2. ^ a b (FR) Jacques-Olivier Boudon, Jacques Garnier, La campagne d'Italie 3 : Vers la paix de Campoformio, in Napoléon Ier: Le magazine du Consulat et de l'Empire, n. 26, 2004, pp. 44-52.
  3. ^ (FR) HISTOIRE DE L'ARMÉE D'ITALIE: 85e DEMI-BRIGADE DE BATAILLE., su simmonsgames.com. URL consultato il 15 giugno 2018.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elio Antonelli, Segonzano e Sevignano in Valle di Cembra, Trento, Litografia Editrice Saturnia, 1982.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]