Charles Bickford

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Charles Bickford

Charles Bickford (Cambridge, 1º gennaio 1891Los Angeles, 9 novembre 1967) è stato un attore cinematografico, teatrale e televisivo statunitense.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo gli studi di ingegneria, Bickford fu arruolato nella United States Navy come fochista e luogotenente durante la prima guerra mondiale[1]. Al termine del conflitto scelse la professione di attore e per dieci anni calcò i palcoscenici del vaudeville e degli allestimenti teatrali di New York[1].

Il debutto sugli schermi avvenne nel 1929, quando fu notato dal regista Cecil B. DeMille, il quale gli offrì una parte nel film Dinamite[1]. Ma è il ruolo dell'amante di Greta Garbo in Anna Christie (1930) a portare Bickford alla notorietà[2] e ad assicurargli il prosieguo di una carriera che lo vedrà come inconfondibile caratterista con una stabile carriera a Hollywood[1].

Con il suo aspetto vigoroso e rude, Bickford rappresentò una folta galleria di personaggi, sotto la direzione di grandi registi come Otto Preminger in Un angelo è caduto (1945), King Vidor in Duello al sole (1946), George Cukor in È nata una stella (1954)[2], conquistandosi anche una pessima fama con una serie di esplicite opinioni su colleghi e compagni di lavoro[1].

Nel corso di una carriera durata oltre trent'anni, Bickford fu candidato tre volte all'Oscar come migliore attore non protagonista per Bernadette (1943) di Henry King, La moglie celebre (1947) di H.C. Potter e Johnny Belinda (1948) di Jean Negulesco, senza mai vincerlo[1]. Si noti invece che per tutti e tre film le interpreti femminili, rispettivamente Jennifer Jones, Loretta Young e Jane Wyman, vinsero l'Oscar alla miglior attrice protagonista.

Fu attivo anche in televisione, prendendo parte, tra l'altro, ad alcuni telefilm, tra cui Il dottor Kildare e Il virginiano. In quest'ultima serie interpretò il ruolo di un fiero proprietario di ranch, personaggio che accrebbe la sua popolarità presso il pubblico[1].

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Doppiatori italiani[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g Il chi è del cinema, De Agostini, 1984, Vol. I, pag. 49
  2. ^ a b Le Garzantine - Cinema, Garzanti, 2000, pag. 110

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