Bilhorod-Dnistrovs'kyj

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Bilhorod-Dnistrovs'kyj
comune
Білгород-Дністровський
Bilhorod-Dnistrovs'kyj – Stemma Bilhorod-Dnistrovs'kyj – Bandiera
Bilhorod-Dnistrovs'kyj – Veduta
Localizzazione
StatoUcraina Ucraina
Oblast'Flag of Odesa Oblast.svg Odessa
DistrettoNon presente
Territorio
Coordinate46°12′N 30°21′E / 46.2°N 30.35°E46.2; 30.35 (Bilhorod-Dnistrovs'kyj)Coordinate: 46°12′N 30°21′E / 46.2°N 30.35°E46.2; 30.35 (Bilhorod-Dnistrovs'kyj)
Altitudine28 m s.l.m.
Superficie31 km²
Abitanti50 086[2] (2015)
Densità1 615,68 ab./km²
Altre informazioni
Cod. postale67700 — 67719
Prefisso+380 4849
Fuso orarioUTC+2
Codice KOATUU5110300000
Cartografia
Mappa di localizzazione: Ucraina
Bilhorod-Dnistrovs'kyj
Bilhorod-Dnistrovs'kyj
Sito istituzionale

Bilhorod-Dnistrovs'kyj (in ucraino: Білгород-Дністровський?, in turco: Akkerman, "Roccia Bianca"; in rumeno: Cetatea Albă, "Fortezza Bianca"; in genovese Montecastro, in veneziano Maurocastro[3]) è una città-fortezza dell'Ucraina sud-occidentale. Sorge a circa 50 km dal confine tra la Moldavia e l'Ucraina.

Questa città ha una storia di quasi 3000 anni. Fondata sulla bocca dell'estuario del fiume Tyras da navigatori mediorientali provenienti dalla città di Mileto, nei secoli XIII-XIV durante l'epoca del Principato di Moldavia fu eretta da Ștefan III cel Mare una maestosa fortezza che fu per l'appunto battezzata con il nome di Cetatea Albă.

Nomi[modifica | modifica wikitesto]

La città di Bilhorod-Dnistrovs'kyj dalla sua fondazione ha più volte cambiato il suo nome. Gli antichi Greci la chiamarono Tyras, nome che davano anche al Nistro, oppure Ophiusa. Con l'arrivo dei Romani la città mutò il suo nome in Album Castrum, Castello Bianco. Da questa denominazione, il nome di Bilhorod avrà sempre al suo interno la parola "bianco", ovvero il colore delle sue scogliere: i Bizantini infatti la conobbero prima con il nome di Asperon, che in pecenego vuol dire Bianco; i Greci chiamarono la città sia Leukopolis, letteralmente Città Bianca, sia Asprokastron, dal pecenego Asperon, sia Maurokastron, letteralmente Castello Nero.

Proprio con quest'ultimo nome la città venne conosciuta dai Veneziani che la denominarono Maurocastro (o Moncastro). Il nome Moncastro fu usato anche dai Genovesi durante il loro dominio dal XIV al XV secolo [4]. La città diventata parte integrante del Regno di Polonia nel 1387, mutò il suo nome in Białogród. Successivamente con l'arrivo degli Ottomani nel 1503, Bilhorod cambiò ancora una volta il suo nome e questa volta fu quello in turco di Akkerman.[5]

Nel 1918 il nome mutò nuovamente nel rumeno Cetatea Albă, quindi dal 1944 al 1991 la città prese il nome di Belgorod-Dnestrovski, che in russo significa Città Bianca del Nistro, per poi mutare di nuovo, dopo il crollo dell'Unione Sovietica, in Bilhorod-Dnistrovs'kyj, il nome ucraino attuale.

Bilhorod-Dnistrovs'kyj è conosciuta in altre lingue della regione balcanica e sarmatica sempre col nome equivalente di Città Bianca o Roccia Bianca.

Ha dato i natali al mezzosoprano Elena Cernei ed al pugile Vasyl Lomachenko.

Eventi collegati[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1826 vi fu firmata la Convenzione di Akkerman.

Monumenti[modifica | modifica wikitesto]

  • Fortezza Akkerman (o fortezza di Belgorod-Dniester) costruita nel XIII secolo forse dai genovesi.
  • Chiesa greca (Giovanni Battista), XIII - XVII secolo.
  • Chiesa Armena dell'Assunzione, XIV - XV secolo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Державний комітет статистики України. Чисельність наявного населення України на 1 січня 2011 року, Київ-2011 (doc) (ZIP), su stat6.stat.lviv.ua. URL consultato il 17 marzo 2019 (archiviato dall'url originale il 10 ottobre 2012).
  2. ^ [1]
  3. ^ Esempio: Christophe Koch, Histoire abrégée des traités de paix, entre les puissances de l'Europe depuis la paix de Westphalie, tomo IV, CHAPITRE LXX, Paris, 1817.
  4. ^ Browning, Robert (1991). "Asprokastron". In Kazhdan, Alexander (ed.). The Oxford Dictionary of Byzantium. Oxford and New York: Oxford University Press. p. 212. ISBN 978-0-19-504652-6.
  5. ^ John Kaba, Politico-economic Review of Basarabia, United States, American Relief Administration, 1919, p. 15.

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