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Benjamin Ferencz

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Ferencz ai tempi del Processo agli Einsatzgruppen (1947)

Benjamin Berell Ferencz (Großhorn, 13 luglio 1919) è un giurista statunitense, di nascita ungherese.

Salì alla ribalta rivestendo il ruolo di accusatore capo nel processo agli Einsatzgruppen, uno dei dodici processi secondari di Norimberga che si tennero alla fine della seconda guerra mondiale. Successivamente fu tra i promotori della Corte penale internazionale.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato in Transilvania, emigrò con la famiglia negli Stati Uniti quando aveva dieci anni. Secondo la sua testimonianza, la famiglia dovette emigrare per sfuggire alla persecuzione degli ebrei ungheresi da parte del regime rumeno dopo la cessione della regione alla Romania da parte dell'Ungheria secondo i termini del Trattato del Trianon del 1920.[1]

Studiò sotto Roscoe Pound alla Harvard Law School, dove svolse anche delle ricerche sui crimini di guerra per un libro dell'eminente criminologo Sheldon Glueck, laureandosi nel 1943.[2]

Arruolatosi, servì nel 115º battaglione di artiglieria contraerea. Nel 1945 fu trasferito al quartier generale della Terza Armata del generale Patton, dove fu assegnato a un team dedicato alla persecuzione dei crimini di guerra effettuati da tedeschi su prigionieri di guerra alleati. Fu in tale funzione che si trovò inviato nei campi di concentramento appena liberati dagli alleati. Nelle sue interviste testimonia la durezza di quei giorni e anche dei metodi utilizzati per ottenere le testimonianze d'accusa.

A Natale 1945 Ferencz fu congedato con il grado di sergente. Ritornato a New York, fu richiamato poche settimane dopo a rivestire il ruolo di procuratore dell'accusa ai processi secondari di Norimberga, nel gruppo di legali guidato da Telford Taylor. Taylor lo nominò procuratore capo nel processo alle Einsatzgruppen. Tutti i ventidue imputati furono dichiarati colpevoli. A quattordici venne comminata l'esecuzione capitale, quattro delle quali furono effettivamente eseguite.

Dopo la guerra si dedicò alla carriera avvocatizia, ma ai tempi della guerra del Vietnam lasciò la professione privata e si dedicò completamente a promuovere l'istituzione di un organismo sovranazionale di giustizia e a temi quali i crimini di guerra e contro l'umanità.

Nel 1975 pubblicò il suo primo libro, Defining International Aggression-The Search for World Peace. Dal 1985 al 1996 fu professore a contratto di diritto internazionale presso la Pace University.

Finalmente il 1 luglio 2002 entrò in vigore lo Statuto di Roma, che istituiva la Corte Internazionale di Giustizia. Gli Stati Uniti però non ratificarono il trattato. L'amministrazione Bush anzi concluse una serie di accordi bilaterali per evitare che cittadini statunitensi venissero portati in giudizio dinanzi alla corte internazionale.

Ferencz si oppose a tale soluzione, spingendosi ad affermare in un'intervista del 25 agosto 2006 che George W. Bush avrebbe dovuto essere processato perché aveva iniziato la guerra d'Iraq senza autorizzazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite.[3]

Nel 2009 Ferencz ha ricevuto assieme ad Antonio Cassese il Premio Erasmo per l'opera svolta nella persecuzione e prevenzione dei crimini di guerra.[4]

Ancora nel maggio 2011, pochi giorni dopo la morte di Osama bin Laden, Ferencz si espresse pubblicamente contro l'uccisione, ricordando che un'esecuzione senza giustificazione legale, anche nel caso di un indiziato di omicidi di massa, indebolisce la democrazia.[5]

Opere[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Benjamin B.Ferencz, A Prosecutor's Personal Account: From Nuremberg to Rome, su benferencz.org, 23 settembre 1998. URL consultato il 2 dicembre 2015 (archiviato dall'url originale il 2 febbraio 2007).
  2. ^ Peter C. Hansen, Interview with Benjamin Ferencz (May 2006), su legalhistory.com. URL consultato il 2 dicembre 2015.
  3. ^ Aaron Glantz, Bush and Saddam Should Both Stand Trial, Says Nuremberg Prosecutor, in OneWorld, 25 agosto 2006. URL consultato il 2 dicembre 2015.
  4. ^ Benjamin Ferencz - 2009, Praemium Erasmianum Foundation. URL consultato il 2 dicembre 2015.
  5. ^ Nuremberg lawyer: Bin Laden killing was wrong, The Week, 8 maggio 2011. URL consultato il 2 dicembre 2015.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN97809965 · ISNI (EN0000 0001 0927 9149 · LCCN (ENn80010066 · GND (DE11646545X · BNF (FRcb12294069k (data)