Third United States Army

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Third United States Army
US3ASSI.svg
Scudetto da spalla della Third United States Army
Descrizione generale
Attiva 1918–1919
1932–1974
1982–presente
Nazione Stati Uniti Stati Uniti
Servizio Flag of the United States Army.png United States Army
Tipo Comando di componente del servizio militare (formalmente armata)
Guarnigione/QG Shaw Air Force Base
Contea di Sumter, South Carolina, U.S.A.
Soprannome "Patton's Own"
Motto "Tertia Semper Prima"
(latino per "Terza Sempre Prima")
Battaglie/guerre Prima guerra mondiale
Occupazione della Germania (1919)
Seconda guerra mondiale
Occupazione della Germania (1945)
Guerra del Golfo
Operazione Desert Shield
Operazione Desert Storm
Guerra in Afghanistan
Operazione Enduring Freedom
Guerra d'Iraq
Operazione Iraqi Freedom
Comandanti
Comandante in Capo Luogotenente Generale James L. Terry[1]
Comandanti degni di nota Walter Krueger
Courtney Hodges
George S. Patton
Lucian Truscott
Thomas J. H. Trapnell
Tommy Franks
David D. McKiernan
Vincent K. Brooks

[senza fonte]

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La Third United States Army (3ª Armata dell'esercito degli Stati Uniti) è una formazione dell'esercito degli Stati Uniti costituita per la prima volta nella fase finale della prima guerra mondiale e nuovamente attivata nel 1944 durante la seconda guerra mondiale.

Posta al comando del risoluto e aggressivo generale George Smith Patton l'armata si distinse durante la campagna in Europa del 1944-1945 mostrando grande spirito offensivo e notevoli capacità nella guerra di movimento meccanizzata. La 3ª Armata, costituita da numerose divisioni corazzate e motorizzate molto efficienti, ebbe un ruolo decisvo nella battaglia di Normandia, nella liberazione della Francia e nella battaglia delle Ardenne, durante la quale contribuì a fermare l'offensiva tedesca. Sempre al comando del generale Patton, concluse la guerra con una serie di vittorie, attraversando per prima il Reno, avanzando nel cuore della Germania fino a Lipsia e arrivando vicino a Praga.

Dopo la seconda guerra mondiale il comando della 3ª Armata è rimasto attivo all'interno dell'esercito americano e il suo quartier generale ha diretto nel 1991 le forze terrestri statunitensi impegnate nell'operazione Desert Storm. Attualmente la 3ª Armata, ridenominata anche United States Army Central' è un Army Service Component Command dell'esercito. L'armata costituisce la componente terrestre dell' U.S. Central Command (ARCENT) e la Coalition Forces Land Component Command (CFLCC) per la Central Command Area of Responsibility (AOR), operante principalmente in Nord Africa ed Asia Sudoccidentale.

Attivazione e Prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

La Terza Armata degli Stati Uniti venne attivata come formazione durante la prima guerra mondiale il 7 novembre 1918, a Chaumont, Francia, quando il Comando Generale dell'American Expeditionary Force emise l'ordine Generale 198 organizzando la Terza Armata e annunciando il quartier generale del suo staff. Il 15, il generale Joseph T. Dickman assunse il comando ed emise l'Ordine Generale della Terza Armata n° 1. La Terza Armata era costituita da tre corpi (III, Mag. Gen. John L. Hines; IV, Gen. Charles Muir, e VII, Mag. Gen. William G. Hahn) e sette divisioni.

Prima missione[modifica | modifica wikitesto]

Il 15 novembre 1918, al generale Dickman venne affidata la missione di muoversi rapidamente e con ogni mezzo nella Germania centrale con compiti di occupazione. Doveva disarmare e sciogliere le forze tedesche come ordinato dal generale John J. Pershing, comandante delle Forze di Spedizione americane.

La marcia verso la Germania con il compito di occuparla iniziò il 17 novembre 1918. Entro il 15 dicembre il quartier generale della Terza Armata aprì a Mayen presso Coblenza. Due giorni dopo, il 17 dicembre 1918, venne costituita la testa di ponte di Coblenza, costituita da un ponte di barche e tre ponti ferroviari su tutto il Reno.

Le truppe della Terza Armata non avevano incontrato nessun atto ostile di qualsiasi tipo. Nella zona occupata, sia l'approvvigionamento alimentare che il carbone erano sufficienti. La traversata del Reno delle divisioni di prima linea venne effettuata in tempo utile e senza confusione. Le truppe, attraversando il Reno e raggiungendo le aree loro assegnate, alloggiarono preparatoriamente per occupare le posizioni selezionate alla difesa. La forza della Terza Armata, a partire dal 19 dicembre, data in cui l'occupazione del ponte venne completata, fu di 9.638 ufficiali e 221.070 soldati semplici.

L'avanzata della Terza Armata[modifica | modifica wikitesto]

"Questo antico castello arroccato su una collina sopra il fiume Mosella e la città di Cochem, Germania, è la sede centrale del Quarto Corpo d'Armata degli Stati Uniti. In primo piano vi è il Cpl. James C. Sulzer, Quarto Corpo d'Armata, Foto Unità. 9 gennaio 1919."

Il 12 dicembre, venne emesso l'Ordine da campo n° 11, dirigendo la Terza Armata ad occupare il settore settentrionale della testa di ponte di Coblenza, con l'obiettivo di avanzare attraversando il Reno alle 07:00, il 13 dicembre. Il nord (a sinistra) del confine rimase invariato. Il sud (a destra) del confine era come precedentemente menzionato.

Prima dell'avanzata la 1ª Divisione passò al comando del III Corpo. Con tre divisioni, 1a, 2a, e 32a, il III Corpo occupava il settore americano della testa di ponte di Coblenza, iniziando il movimento delle truppe in posizione all'ora prevista, il 13 dicembre. I quattro ponti a disposizione per attraversare il fiume all'interno del ponte di Coblenza erano il ​​ponte di barche e il ponte della ferrovia a Coblenza, i ponti della ferrovia a Engers e Remagen. Il 13 dicembre l'avanzata iniziò con i cachi americani che attraversano il Reno nelle posizioni avanzate. Lo stesso giorno la 42ª Divisione passa al comando del IV Corpo, che, a sostegno del III Corpo, proseguì la sua marcia per occupare i Kreise di Mayen, Ahrweiler, Adenau e Cochem.

Il VII Corpo occupava sotto lo stesso ordine parte della Regierungsbezirk del Trier entro i limiti dell'esercito.

Il 15 dicembre il quartier generale della Terza Armata a Mayen aprì a Coblenza: il quartier generale del III Corpo a Polch aprì a Neuwied e il Quartier Generale del IV Corpo rimase a Cochem, con il VII corpo a Grevenmacher. Attraversando il Reno sul fronte accorciato -da Rolandseck a Rhens sulla sponda occidentale- la Terza Armata non incontrò nessun atto ostile di qualsiasi tipo. Nell'area occupata sia le scorte alimentari che di carbone erano sufficienti.

Per la notte del 14 dicembre, le truppe della Terza Armata avevano occupato le loro posizioni nel perimetro della testa di ponte di Coblenza.[2]

Armata d'occupazione[modifica | modifica wikitesto]

Nel mese di gennaio 1919, la Terza Armata fu impegnata nella formazione e preparazione delle truppe sotto il suo comando per ogni evenienza. Venne distribuita una lettera di istruzioni ai comandanti minori che prescriveva un piano d'azione nel caso in cui riprendessero le ostilità. Vennero create installazioni in tutta l'area dell'Armata per facilitarne il comando.

Nel mese di febbraio, vennero aperte scuole militari nella zona della Terza Armata; venne organizzato un deposito di furiere; vennero arruolati 2.000 ufficiali e soldati venuti per seguire corsi nelle università inglesi e francesi; vennero create migliori strutture di congedo; e vennero fatti piani per l'invio di divisioni americane negli Stati Uniti. Il 4 febbraio, il controllo militare della Stadtkreis di Treviri venne trasferito al Quartier Generale della Terza Armata.

Nel mese di marzo, vennero effettuati compiti abituali di occupazione e di formazione; si tenne un concorso ippico dell'Armata; vennero istituiti centri educativi delle divisioni, dei corpi e dell'Armata nella zona della Terza Armata; il comandante del porto di Coblenza assune le funzioni di ufficiale di regolazione Coblenza; la 42ª divisione venne rilasciata dal IV Corpo e posta nella Riserva d'Armata.

Nel mese di aprile, cominciò l'esodo delle divisioni americane dalla Terza Armata verso gli Stati Uniti. Nel corso del mese, vennero istituiti i parcheggi dei trasporti a motore; si svolse un motor show dell'Armata; l'area dell'Armata venne riorganizzata; e venne avviata la centralizzazione della proprietà militare in previsione di restituirla agli Stati Uniti. Il 20 aprile 1919, il comando della Terza Armata passo dal Mag. Dickman al tenente generale Hunter Liggett.

Preparazione all'avanzata[modifica | modifica wikitesto]

Il 14 maggio, il maresciallo Ferdinand Foch, generale in capo degli eserciti alleati, presentò i piani delle operazioni al comandante della Terza Armata da utilizzare nel caso in cui la Germania avesse dovuto rifiutarsi di firmare il trattato di pace. Il 20 maggio, il maresciallo Foch ordinò ai comandanti alleati d'inviare truppe verso Weimar e Berlino, nel caso in cui il trattato di pace non venisse firmato. Il 22 maggio, la Terza Armata pubblicò il suo piano di avanzamento, dal 30 maggio in vista della imminente emergenza. Il 27 maggio, il maresciallo Foch informò il generale John J. Pershing, comandante in capo dell'AEF, che il Consiglio Supremo di Guerra desiderava che le armate alleate fossero subito pronte a riprendere le operazioni attive contro i tedeschi.

Il 1 ° giugno, l'avanzata del GHQ dell'AEF, a Treviri venne interrotta. Il 16 giugno, il maresciallo Foch notificò al generale Pershing che gli eserciti alleati dovevano essere pronti dopo il 20 giugno a riprendere le operazioni offensive e che i movimenti preliminari cominciassero il 17 giugno. Il 19 giugno, il generale Pershing comunicò al maresciallo Foch che a partire dal 23 giugno la Terza Armata avrebbe occupato le città di Limburg, Westerburg, Hachenburg e Altenkirchen e che il III Corpo avrebbe conquistato la ferrovia che collega queste città. Il 23 giugno, i tedeschi mostrarono l'intenzione di firmare il trattato di pace e le operazioni previste vennero sospese. Il 30 giugno, Foch e Pershing conferirono sull'argomento di lasciare truppe americane sul Reno.

Una pace separata[modifica | modifica wikitesto]

Il 1º luglio, il generale Pershing notificò al Ministero della Guerra che in rispetto della Germania sulle condizioni militari impostategli (probabilmente entro tre mesi dopo la ratifica tedesca del trattato), le forze americane in Europa sarebbero state ridotte ad un solo reggimento di fanteria integrato da servizi ausiliari. Di conseguenza, la Terza Armata venne sciolta il 2 luglio 1919. Il suo quartier generale e tutto il personale (che contava circa 6.800 uomini) e le unità sotto di essa vennero successivamente assegnati alle forze americane in Germania. Questa forza sarebbe poi rimasta in Germania per più di tre anni. Ciò è dovuto, almeno in parte, al fatto che gli Stati Uniti, che avevano respinto il Trattato di Versailles, erano quindi ancora "de jure" in guerra con la Germania. Questa situazione rimase irrisolta fino all'estate del 1921, quando venne firmato un trattato di pace separata.[senza fonte]

Reattivazione e periodo interbellico[modifica | modifica wikitesto]

La Terza Armata non vide la luce del giorno fino al 1932. Il 9 agosto dello stesso anno, in una riorganizzazione delle forze in campo negli Stati Uniti, vennero attivate quattro armate sul campo, tra cui la Terza Armata, per controllare le formazioni dello U.S. Army di stanza nel suolo patrio. Fino alla formazione delle forze americane prima della sua entrata nella Seconda Guerra Mondiale, la Terza Armata rimase in gran parte una formazione sulla carta. Teneva esercitazioni periodicamente, ma queste non erano quasi mai sufficienti.

Seconda guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Bandiera americana sulla Fortezza di Ehrenbreitstein dopo l'occupazione di Coblenza da parte della 3ª Armata nel 1945

La mobilitazione vide la Terza Armata assumere il ruolo di addestrare alcuni dei grandi numeri di reclute che il progetto stava portando nelle Forze Armate. Il tenente generale Walter Krueger, che guadagnò poi fama per la sua padronanza della Sesta Armata durante le operazioni nel Pacifico, comandò la Terza Armata dal maggio 1941 al febbraio 1943. Sotto la sua guida, venne posta la base successiva del successo dell'Armata come formazione di combattimento. A Krueger successe il tenente generale Courtney Hodges che guidò l'Armata per il resto del 1943. La notizia che molti si aspettavano arrivò nel dicembre 1943. La Terza Armata venne spedita dagli Stati Uniti al Regno Unito.

La Terza Armata non prese parte alle fasi iniziali dell'Operazione Overlord. Tuttavia, quando venne fatta scendere in campo, il suo campo di combattimento adattò molto di più lo stile del suo comandante. Il tenente generale George Patton fu uno dei maggiori esponenti della guerra corazzata dell'esercito statunitense. Quando la Terza Armata venne trasferita in Francia, fu solo dopo che le formazioni di Bradley avevano raggiunto lo sfondamento in Normandia. La Terza Armata diede seguito a quel successo e iniziò un grande scatto in tutta la Francia. Fu solo l'inevitabilità dei problemi logistici che fermò la forza di Patton vicino ai confini della Germania.

Dopo un periodo di consolidamento, la Terza Armata era di nuovo pronta a passare all'offensiva. Tuttavia, i tedeschi lanciarono poi la loro ultima grande offensiva della guerra - la battaglia delle Ardenne. Questa battaglia fu un tentativo di ripetere la svolta decisiva del 1940. Tuttavia, nel 1944, i tedeschi erano condannati al fallimento. Sorsero i loro problemi logistici, ed essi si arenarono. Tuttavia, avevano rotto il fronte degli Stati Uniti, e ci volle un grande sforzo per ridurre i conseguenti salienti. In uno dei grandi movimenti della guerra, Patton trasformò l'asse di avanzamento della Terza Armata di novanta gradi e la mise a sud delle forze tedesche. Il saliente tedesco venne ridotto a fine gennaio 1945, e il rimanente processo di chiusura fino al Reno avrebbe potuto essere completato. Ebbero luogo alcuni combattimenti feroci, ma da aprile ci fu una grande barriera naturale tra la Terza Armata e il cuore della Germania. A differenza del 1918, la traversata del Reno fu avversa. Tuttavia, la testa di ponte venne vinta, e la Terza Armata si imbarcò in un altro grande slancio verso est. Raggiunse l'Austria e in maggio liberò il complesso del campo di concentramento di Mauthausen-Gusen. Le sue forze finirono in Cecoslovacchia, più ad est di tutte le unità americane.

I rapporti post-operazioni della Terza Armata riportano che la Terza Armata catturò 765.483 prigionieri di guerra, con ulteriori 515.205 nemici già tenuti nelle prigioni delle divisioni e dei corpi trasformati tra il 9 maggio e il 13 maggio 1945, per un totale di 1.280.688 prigionieri di guerra, e che, inoltre, le forze della Terza Armata uccisero 144.500 soldati nemici e ne ferirono 386.200, per un totale di 1.811.388 perdite nemiche.[3] Il rapporto di Fuller dei record della Terza Armata si differenzia solo per il numero di nemici uccisi e feriti, affermando che tra il 1º agosto 1944 e il 9 maggio 1945, vennero uccisi 47.500 nemici, 115.700 feriti, e 1.280.688 catturati. Il totale combinato di Fuller delle perdite nemiche è di 1.443.888 nemici uccisi, feriti, o catturati dalla Terza Armata. La Terza Armata perse 16.596 morti, 96.241 feriti e 26.809 dispersi in azione per un totale di 139.646 vittime.[4]

Occupazione della Germania[modifica | modifica wikitesto]

L'occupazione fece segno di nuovo, e la Terza Armata raccolse la sfida d'iniziare a ricostruire la Germania del dopoguerra. Nel dopoguerra, l'Armata G-2 ospitò brevemente la Missione Fedden.[5] La Terza Armata rimase in Germania fino al ritorno negli Stati Uniti nel 1947. Al rientro negli Stati Uniti, i suoi compiti furono molto simili a quelli del 1930, agire come una forza di comando e di formazione per le unità negli Stati Uniti. La Guerra di Corea vide il ripetersi delle precedenti mansioni di formazione della Seconda Guerra Mondiale. La Terza Armata rimase responsabile di questo aspetto delle operazioni delle Forze Armate degli Stati Uniti fino al 1974, quando una nuova sede principale, quella del Forces Command, o FORSCOM venne attivato per sostituire la Terza Armata. La Terza Armata fu quindi disattivata, e rimase così per buona parte del decennio.

ARCENT[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 dicembre 1982 si tenne una cerimonia speciale a Fort McPherson in occasione del ritorno in stato di Armata Attiva del quartier generale della Terza Armata degli Stati Uniti sotto il comando del tenente generale M. Collier Ross. Illustri ospiti all'evento inclusero ex Comandanti della Terza Armata, il generale (in pensione) Herbert B. Powell e il tenente generale (in pensione) Louis W. Truman.

Il nuovo quartier generale venne stabilito a Fort McPherson, e la sua nuova missione era quella di servire come componente dell'esercito in un comando unificato, il Comando Centrale degli Stati Uniti, che ha la responsabilità su una vasta area d'oltremare che copre alcune parti dell'Africa, dell'Asia, e del Golfo Persico.

Da parte sua, la Terza Armata avrebbe potuto attingere al serbatoio di unità dell'esercito, ed divenne responsabile della pianificazione, dell'addestramento e della rapida implementazione di queste unità in situazioni di crisi.[6]

Operazione Desert Shield e Operazione Desert Storm[modifica | modifica wikitesto]

Fu fino al 1990 che la Terza Armata non tornò a combattere. Saddam Hussein invase il Kuwait nell'agosto del 1990, e le forze americane vennero immediatamente inviate in Arabia Saudita per proteggere quel regno. Dal momento che l'Arabia Saudita si trovava all'interno dell'area CENTCOM, la Terza Armata venne inviata a comandare le unità dell'Esercito nel teatro. In un primo momento, il XVIII Corpo costituì le forze assegnate alla Terza Armata; solo abbastanza uomini per garantire che gli iracheni non potessero invadere l'Arabia Saudita. Tuttavia, nel novembre 1990, vennero annunciati massicci rinforzi nella forma del VII Corpo dalla Germania. Questa distribuzione segnò il più ampio uso di formazioni corazzate degli Stati Uniti dalla Seconda Guerra Mondiale, e quindi era giusto che il vecchio comando di Patton, la Terza Armata, avesse dovuto avere il controllo della battaglia. Con l'apertura delle ostilità, il XVIII Corpo aveva sotto il suo comando tre divisioni americane e una francese e il VII Corpo quattro divisioni americane e una britannica, dando così alla Terza Armata un totale di nove divisioni sotto il suo comando, più i reggimenti di cavalleria corazzata distaccati ad entrambi i corpi.

La Terza Armata fu la forza d'attacco principale nell'operazione Desert Storm. Le unità erano sul fianco sinistro della forza attaccante e spazzarono nel sud dell'Iraq. Poi voltarono ad est ed impegnarono la Guardia Repubblicana Irachena in duri combattimenti. Gran parte di questa forza venne distrutta. In termini di obiettivi immediati, la Guerra del Golfo fu un incredibile successo. Gli iracheni vennero espulsi dal Kuwait e le loro forze vennero accuratamente massacrate.

Durante la crisi, il 22º Comando di supporto servì come Combat service support primario per la Logistica e l'organizzazione dell'ARCENT durante parti delle operazioni Desert Shield, Desert Storm e Desert Farewell. Il Comando venne attivato come SUPCOM ARCENT (provvisorio) il 19 agosto del 1990, ma fu in funzione dal 10 agosto 1990. L'ARCENT SUPCOM (PROV) fu redesignato come 22º Comando di Supporto il 16 dicembre 1990.[7] Durante il conflitto, il comandante era il maggiore generale, e poi tenente generale, William 'Gus' Pagonis. Quando il comando venne demolito nella seguente operazione Desert Farewell, gli successe il 1º Gruppo di Supporto Area.

Controllo aggressione[modifica | modifica wikitesto]

La Terza Armata/ARCENT rimase impegnato in Asia Sudoccidentale, dopo la fine della guerra del Golfo, con diverse operazioni per far rispettare il cessate il fuoco.

Operazione VIGILANT WARRIOR[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 1994, l'ARCENT venne nuovamente chiamata a comandare, controllare, e distribuire le forze dell'esercito in Kuwait in sostegno della libertà durante l'Operazione Vigilant Warrior.

L'Operazione VIGILANT WARRIOR venne avviato in seguito agli atteggiamenti e ai commenti bellicosi di Saddam Hussein e delle forze militari irachene lungo il confine iracheno-kuwaitiano. Questo atto di aggressione minacciava di sconvolgere il delicato equilibrio della pace nella regione.

La rapida generazione e la distribuzione di una forza formidabile dell'Armata dell'ARCENT dimostrò chiaramente di risolvere l'impegno per i suoi amici e alleati nella regione.[8]

Operazione VIGILANT SENTINEL[modifica | modifica wikitesto]

Meno di un anno dopo, Saddam Hussein avrebbe di nuovo schierato forze irachene vicino al suo confine con il Kuwait. Nel mese di agosto, la Terza Armata/ARCENT fornì il comando e il controllo per un rapido dispiegamento di una pesante brigata task force. Ancora una volta, le minacce irachene vennero decisamente soddisfatte mentre l'ARCENT condusse contemporaneamente un importante esercizio di addestramento in Egitto, "BRIGHT STAR 95," che coinvolse le forze militari di 6 altre nazioni. Questa operazione contingente validò procedure criticate per la distribuzione, in particolare il carico minimo di materiale dalle navi di preposizionamento mobili e la sua distribuzione ai soldati che arrivavano. La diffusione di un "pacchetto Fly-Away" dell'importante personale contingente convalidò anche le procedure per il comando e il controllo di un gruppo schierato rapidamente in grado di condurre operazioni di combattimento immediatamente all'arrivo. La risposta immediata, misurata ed efficace di VIGILANT SENTINEL all'aggressione irachena convinse rapidamente Hussein a ritirare le sue forze dal confine kuwaitiano.[8]

Operazione DESERT STRIKE[modifica | modifica wikitesto]

Nel settembre 1996, Iraq violò le sanzioni delle Nazioni Unite per la distribuzione delle forze nord nel 36º Parallelo e attaccò i curdi nel nord dell'Iraq. In risposta al rifiuto di Hussein di cessare questi attacchi contro il popolo curdo, gli Usa lanciarono attacchi missilistici Cruise contro obiettivi militari selezionati all'interno dell'Iraq. Mentre le tensioni rimasero elevate nella regione, venne schierata una brigata pesante task force in Kuwait sotto il comando della Terza Armata/ARCENT per scoraggiare i potenziali attacchi di rappresaglia in Kuwait. Hussein presto capitolò, ritirando le sue forze militari a sud del 36º parallelo.[8]

Operazione DESERT THUNDER I[modifica | modifica wikitesto]

Quando Saddam Hussein bloccò le ispezioni sulle armi delle Nazioni Unite, testò la volontà di un impegno della coalizione, violando la no-fly zone, e minacciò pubblicamente di abbattere gli over-flights da ricognizione U2. Nell'autunno del 1997, il CENTCOM rispose con una forza d'attacco terrestre, navale ed aerea di oltre 35.000 soldati degli Stati Uniti e delle forze della coalizione. A sostegno di questa potente forza multinazionale, multiservizi di terra, il generale Anthony Zinni C., Comandante in Capo del CENTCOM, istituì una Coalizione permanente/Joint Task Force (C/JTF), con sede a Camp Doha, Kuwait, e comandata dal tenente generale Tommy R. Franks, Comandante Generale della Terza Armata/ARCENT.

Oltre agli Stati Uniti e alle forze della coalizione già in Kuwait, una brigata task force della 3ª Divisione di Fanteria, Fort Stewart, in Georgia, si schierò rapidamente in Kuwait. Partendo dal campo di aviazione Hunter Army, la brigata task force schierò 4.000 persone e 2.900 tonnellate corte di attrezzature da 120 aeromobili. Entro 15 ore dallo sbarco al Madinat al-Kuwait International Airport, l'unità aveva scaricato attrezzature preposizionate ed era in posizione di battaglia nel deserto. Il 28 febbraio, la Coalizione/Joint Task Force-Kuwait era pronta a difendere il Kuwait con una forza terrena forte di oltre 9.000 soldati.

Argentina, Australia, Canada, Repubblica Ceca, Ungheria, Nuova Zelanda, Polonia, Romania, Regno Unito, e il Kuwait completarono la C/JTF fornendo squadre di collegamento, supporto aereo, elementi di operazioni speciali, difesa chimica/biologica, le unità di difesa di base, unità MASH, e personale medico.

Aggiunte alle forze sul terreno furono le attrezzature per altre due brigate (una dell'esercito e una dei marines) in mare nel Golfo Persico con la Maritime Preposizione Force. Queste navi erano pronte a collegarsi ai soldati e ai marines che avrebbero richiamato le loro attrezzature e avrebbero iniziato le operazioni di combattimento, se necessario. Gli attacchi aereei forniti dalla Marina, dall'Aeronautica, e le attività della Coalizione completarono questa forza formidabile.

Questa fu la più grande forza multinazionale assemblata in Asia Sudoccidentale dopo la conclusione della guerra del Golfo.

La capacità dimostrata d'implementare rapidamente le forze di combattimento di tutto il mondo con successo dissuase l'aggressione irachena e contribuì a ripristinare il rispetto del programma d'ispezioni sulle armi delle Nazioni Unite. Nel novembre del 1998, quando il lavoro degli ispettori delle Nazioni Unite venne nuovamente interrotto, la Terza Armata tornò rapidamente nel Golfo Persico per convincere Saddam che gli Stati Uniti erano pronti a far rispettare i termini del cessate il fuoco.[8]

Operazione DESERT THUNDER II[modifica | modifica wikitesto]

Dato che Saddam Hussein aveva violato le sanzioni delle Nazioni Unite e minacciato la stabilità regionale, gli Stati Uniti iniziarono a schierarsi in Kuwait e a prepararsi per le operazioni di combattimento. La Coalizione/Joint Task Force-Kuwait, in vigore dall'Operazione DESERT THUNDER I, svolse un ruolo chiave nella rapida implementazione, ricezione, gestione temporanea, movimento in avanti, e integrazione di forze.

Le unità distribuite in Kuwait compresero le avanguardie della 3ª Divisione di Fanteria e della 32ª Army Air e del Missile Defense Command (AAMDC), il personale del Theater Support Command (TSC), le forze dell'Air Suppor Operations Center (ASOC), e dei Marines. Inoltre, il reimpiego della Marine Expeditionary Unit (MEU), nel Golfo Persico venne per il momento sospeso e una seconda MEU venne inviata al Golfo Persico come rinforzo.

Mentre le forze si stavano schierando nella regione del Golfo Persico, il segretario generale delle Nazioni Unite Kofi Annan volò a Baghdad per incontrare Saddam Hussein.

A seguito dei negoziati, Saddam Hussein accettò di permettere la ripresa ininterrotta delle ispezioni sulle armi delle Nazioni Unite. A metà novembre, dato che la crisi si era disinnescata, ci furono 2.300 soldati schierati in Kuwait a sostegno della C/JTF-Kuwait.[8]

Operazione Desert Fox[modifica | modifica wikitesto]

Quando gli aerei iracheni iniziarono a sfidare la no-fly zone stabilita, e i sistemi di difesa aerea irachena spararono sugli aerei alleati nel dicembre 1998, le forze americane e britanniche risposero con un'enorme sfoggio di potenza di fuoco.

L'aviazione alleata e gli aerei della marina, e i missili Cruise ingaggiarono comando e controllo, comunicazioni, e selezionati obiettivi della Guardia repubblicana impegnati la mattina del 16 dicembre. Questi attacchi concentrati contro obiettivi iracheni continuarono fino al primo mattino del 19 dicembre.

Durante la campagna, le forze della Terza Armata si schierarono di nuovo per difendere il Kuwait, e per rassicurare gli alleati nella regione del Golfo Persico.

Entro la fine di dicembre, la C/JTF-Kuwait era costituita da circa 6.000 soldati, tra cui la 31a Marine Expeditionary Unit.[8]

Operazione Iraqi Freedom[modifica | modifica wikitesto]

Dopo diversi mesi di manovra diplomatica, la Terza Armata venne distribuita all'inizio del 2003. Le forze che aveva sotto il suo comando per l'Operazione Iraqi Freedom erano molto meno numerose rispetto a quelle che aveva comandato dodici anni prima. Aveva il V Corpo come sua forza di impatto principale, con solo due divisioni complete e una brigata aerea sotto quel comando. C'era anche la I MEF, che controllava altre due divisioni e una brigata. Tuttavia, i numeri erano costituiti dai progressi tecnologici che resero questa una forza potente. Ci vollero sei settimane per completare la conquista dell'Iraq, con la 3ª divisione di fanteria, la componente mec-corazzata pesnate del XVIII Airborne Corps, muoversi più velocemente di quanto Patton era riuscito a fare durante il suo grande slancio in tutta la Francia.

Le conseguenze della campagna videro la sede della Terza Armata a Baghdad, dirigendo la sua terza occupazione in 100 anni.

Ruolo corrente[modifica | modifica wikitesto]

Come risultato delle delocalizzazioni BRAC del luglio 2011, la Terza Armata degli Stati Uniti ha sede alla Shaw Air Force Base, Carolina del Sud con un elemento avanzato a Camp Arifjan, Kuwait. Amministrativamente chiamata di nuovo ARCENT, continua a servire come componente di comando dell'esercito per il CENTCOM, e l'elemento avanzato è in servizio come Forza della Coalizione Terrestre del Component Command (CFLCC). Fornisce supporto e servizi ai comandi di teatro ARFOR, così come il supporto dell'Armata diretto verso altri servizi.

In precedenza, in Arabia Saudita, le sue basi sono Base aerea Re Abdul Aziz, Dhahran, Base aerea Re Fahd, Taif, Base aerea Re Khalid, Khamis Mushayt, Base aerea di Eskan e Base aerea di Riyadh.[9] The Army moved all its bases and equipment to Qatar in 2003.[10]

Concentrandosi principalmente sul Medio Oriente, la zona di responsabilità (AOR) del Comando Centrale e della Terza Armata è una regione grande e complessa. Si estende dagli Stati dell'Asia centrale al Corno d'Africa. L'AOR comprende una superficie di circa 6 500 000 miglia quadrate (16 834 923 km²) costituiti da 27 paesi popolati da oltre 650 milioni di persone che parlano 12 lingue principali e che rappresentano sette grandi religioni. All'interno di questa regione d'importanza strategica giacciono i crocevia storici di tre continenti, la maggior parte delle riserve di petrolio e di gas naturale del mondo, e il collegamento marittimo principale tra l'Europa e l'Asia. Le risorse, la diversa geografia, le influenze religiose, e i conflitti storici hanno plasmato questa regione per secoli e continuano a farlo oggi.

In linea con la strategia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti, la Terza Armata sostiene il Comando Centrale attraverso una strategia di cooperazione per la sicurezza del teatro che comprende i quattro fondamenti della Strategia Militare Nazionale. La Terza Armata mantiene una presenza costante avanzata, conduce esercitazioni congiunte e della coalizione in tutta la regione, fornisce assistenza umanitaria in caso di necessità, sviluppa una stretta collaborazione con le nazioni responsabili, assiste negli sforzi di sminamento, e fornisce il supporto ad altri componenti del servizio militare. La Terza Armata è pronta a rispondere rapidamente attraverso lo sviluppo e l'esecuzione di piani di guerra e di missioni di emergenza, come richiesto. Questa strategia offre al presidente una vasta gamma di opzioni per dissuadere l'aggressione e la coercizione da una supposta presenza avanzata, e per sconfiggere con decisione qualsiasi avversario se la deterrenza fallisce attraverso l'intero spettro dei conflitti.[11]

Unità della Terza Armata[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ U.S. Third army homepage, U.S. Army. URL consultato il 20 novembre 2011.
  2. ^ "Crossing the Rhine," History of the American Third Army, 14 November 1918 to 2 July 1919, Third Army, A.E.F., 2 July 1919.
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  5. ^ Christopher, John. The Race for Hitler's X-Planes (The Mill, Gloucestershire: History Press, 2013), pp.28 and 123.
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  11. ^ Third Army Commanding General's Welcome Letter, arcent.army.mil, 2007.

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