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Ankhtkheperura

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Testa di Merytaton, candidata ad essere identificata con la figura di Ankhtkheperura. Parigi, Museo del Louvre.

Ankhtkheperura Neferneferuaton (... – Akhetaton, 1333/1332 a.C) è il nome con cui ci si riferisce a una sovrana, non identificata, della XVIII dinastia egizia.

I rilievi archeologici collegano questi nomi a una donna che verosimilmente avrebbe regnato come faraone, nei momenti finali della XVIII dinastia, negli anni dell'epilogo dell'eresia amarniana. Il suo genere è assicurato da caratteri indiscutibilmente femminili che sovente ne accompagnano il cartiglio, e dall'epiteto Akhet-en-hyes ("efficace per il suo sposo")[1][2][3].

Non deve essere confusa col faraone Smenkhara, che fra i suoi nomi annoverava un Ankhtkheperura, ma privato di ogni epiteto.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fonti amarniane, iscrizioni e cartigli, con relativi epiteti femminili, sembrano far intendere che dopo la morte di Akhenaton abbia regnato, per un brevissimo periodo, un personaggio con questo nome. Secondo alcuni studiosi dietro Ankhtkheperura Neferneferuaton si celerebbe la grande sposa reale Nefertiti[4] che aveva già usato l'epiteto Ankhtkhperure Neferneferuaton ("Viventi sono le manifestazioni di Ra, Magnifica è la bellezza di Aton"). Secondo altri si tratterebbe invece della figlia primogenita di Akhenaton e Nefertiti, Meritamon, grande sposa reale del faraone Smenkhara, la quale, già negli ultimi anni di regno del padre, aveva preso il posto della madre (forse caduta in disgrazia) nelle cerimonie ufficiali[1][5].

Nella tomba di Tutankhamon è stato rinvenuto uno scialle di lino recante, affiancati, i cartigli di Smenkhara e di Ankhtkheperura[1].

Ad aumentare la confusione intorno a questo sfuggente personaggio, Manetone, o meglio i suoi epitomatori, così enunciano la tarda XVIII dinastia: "Amenofi (Amenhotep III[6]) per 30 anni e 10 mesi; poi suoi figlio Oros (Akhenaton, ma con con uno scambio di anni con Horemheb) per 36 anni e 5 mesi; poi Achencheres, sua figlia, 12 anni, un mese; poi suo fratello Rathotis (Tutankhamon) per 9 anni." Quindi Ankhtkheprura sarebbe la Achencheres in questione[7], che diventa Acherres per Sesto Africano e Achencherses per Eusebio di Cesarea, sempre con 12 anni, del tutto inverosimili e inattendibili, di regno. Il fatto che Manetone, pur soggetto a frequenti errori cronologici e di durate dei regni, la definisca "sua figlia" (di Oros, che è da leggersi come Akhenaton) sembra avvalorare l'identificazione di Ankhtkheperura con Meritamon. In aggiunta Meritamon era, appunto, sorellastra di Tutankhamon, figlio sempre di Akhenaton e di una moglie secondaria.

Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

Al prenomen, o nome di trono

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N5 S34 t L1
Z2
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՚nḫ.t ḫprw r՚ - Ankhtkheperura (Viventi sono le manifestazioni di Ra)

risultano associabili due nomen

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i t
n
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i i U7
t
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mr t itn - Meritaton (Amata da Aton)

e

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i t
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N5
nfr nfr nfr nfr N36
T21
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nfr nfr w itn mri w՚ n r՚ - Neferneferuaton Meriwaenra (Magnifica è la bellezza di Aton, Amata da Ra)

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Dinastia Anni di regno
Nuovo Regno XVIII 1333 a.C. - 1333 a.C. ± 30 anni


predecessore:
Akhenaton
Signore del Basso ed Alto Egitto successore:
Smenkhkhara

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c ed. Bill Manley, The Seventy Great Mysteries of Ancient Egypt, Thames & Hudson, Londra 2001. ISBN 0-500-05123-2. p.130
  2. ^ Krauss, Rolf, Das Ende der Amarnazeit (The End of the Amarna Period), Hildesheim, 1978, pp. 43-47.
  3. ^ Allen, James P., Nefertiti and Smenkh-ka-re, Göttinger Miszellen 141, 1994, pp. 7-17.
  4. ^ Harris, J.R., Neferneferuaten Rediviva, in Acta Orientalia, nº 35, 1973, pp. 5-13.
  5. ^ J. Tyldesley, Chronicle of the Queens of Egypt, Londra, Thames & Hudson, 2006, pp. 136-137.
  6. ^ W.G.Waddell (traduttore), MANETHO (The Loeb Classic Library), 1940, p. 102-103.
  7. ^ Marc Gabolde, D’Akhenaton à Tout-ânkhamon, 1998, pp. 145-185.


Bibliografia e collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]