Se riscontri problemi nella visualizzazione dei caratteri, clicca qui

Neferneferuaton

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
(Reindirizzamento da Ankhtkheperura)
Ankhkheperura Neferneferuaton
Egypte louvre 169 buste de femme.jpg
Testa di Merytaton, candidata all'identificazione con Ankhkheperura Neferneferuaton. Museo del Louvre, Parigi.
Signore dell'Alto e del Basso Egitto
In carica 1334 a.C. - 1332 a.C.
Predecessore Akhenaton
Successore Smenkhara
Nome completo Ankhkheperura-meri-Neferkheperura/-meri-Uaenra/meri-Aton Neferneferuaton
Morte Akhetaton, ca. 1332 a.C.
Dinastia XVIII dinastia egizia
Padre sconosciuto
Madre sconosciuta
Consorte se Nefertiti: Akhenaton?
se Merytaton: Smenkhara?

Ankhkheperura Meri-Neferkheperura (anche -Meri-Uaenra e -Meri-Aton Neferneferuaton) è il nome con cui varie antiche fonti egizie si riferiscono a una sovrana, non identificata, della XVIII dinastia: probabilmente alla regina Nefertiti, Grande sposa reale del faraone Akhenaton (1351 a.C. - 1334/3 a.C.[1]), o alla loro primogenita Merytaton. Le evidenze archeologiche indicano che una donna regnò come faraone nei momenti finali della XVIII dinastia, durante l'epilogo dell'eresia amarniana. Il suo sesso è confermato da alcune forme femminili correlate al suo cartiglio, e soprattutto dall'epiteto Akhet-en-hyes ("Utile al Suo Sposo") incorporato in una versione del suo secondo cartiglio[2][3][4].

Non deve essere confusa col faraone Smenkhara, che fra i suoi nomi annoverava Ankhkheperura (per intero: Ankhkheperura Smenkhara-Djeser-Kheperu), ma privato di ogni epiteto.

Cronologia generale[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso di un simposio del 2011 su Horemheb, al Metropolitan Museum of Art[5], la cronologia generale della tarda XVIII dinastia è stata così illustrata:

Re Anni di regno (appross.)
Akhenaton 17 anni
Ankhkheperura Neferneferuaton 2+ anni
Ankhkheperura Smenkhara 1-2 anni
Tutankhaton/Tutankhamon 10 anni
Ay 3 anni
Horemheb 14 anni

Non esiste un consenso generale sull'ordine di successione di Neferneferuaton e Smenkhara. A causa della grave scarsità di prove che permettano di fissare le date dei loro regni con certezza, l'ordine di successione dipende dall'interpretazione soggettiva delle evidenze archeologiche conservatesi. Gli studi più antichi, basati su una tradizione nata intorno al 1845, ponevano Smenkhara immediatamente dopo Akhenaton; altri tendevano a fondere Neferneferuaton e Smenkhara in un unico individuo. Il periodo che intercorre tra il 13° anno di regno di Akhenaton e l'incoronazione di Tutankhamon sono estremamente oscuri. I regni di Smenkhara e Neferneferuaton furono molto brevi e lasciarono poche tracce, in monumenti e iscrizioni, a chiarire gli eventi politici di quegli anni. Inoltre, Neferneferuaton aveva lo stesso prenomen, o nome regale, di Smekhara - mentre il suo nome di nascita era il medesimo della regina Nefertiti. Ciò rese molto ardue le ricostruzioni biografiche di questi personaggi. Gli stessi egizi cercarono di cancellare le tracce dell'esistenza dei faraoni devoti ad Aton. Il suo successore negò a Neferneferuaton una sepoltura regale e successivamente, durante il regno di Horemheb, l'intero periodo di Amarna cominciò a essere anatemizzato e i sovrani da Akhenaton ad Ay furono cancellati dalla storia: i loro anni di regno furono assegnati a Horemheb, che così sembrò aver regnato per svariati decenni. Come conseguenza di ciò, per ricostruire le vicende di questi personaggi è spesso necessario ricostruire iscrizioni raschiate e coperte da altre iscrizioni.

A causa di evidenze archeologiche così oscure ed equivoche, il nome, il sesso, le parentele, l'identità e la stessa esistenza di Neferneferuaton sono stati oggetti di dibattito fra gli egittologi. L'assenza di un nome unico è una continua fonte di incertezza nei libri e nelle pubblicazioni anteriori ai primi anni '80: un oggetto caratterizzato dal nome di Smenkhara, di fatto, tende a recare il cartiglio con il nome Ankhkheperura, il che rende dubbia l'appartenenza dell'oggetto tra Ankhkheperura Neferneferuaton e, appunto, Ankhkheperura Smenkhara.

Manetone[modifica | modifica wikitesto]

Manetone fu un sacerdote del III secolo a.C., cioè dell'epoca tolemaica. La sua opera storiografica sull'antico Egitto, Aegyptiaka, suddivise la storia egizia in dinastie, le quali sono ancora alla base degli studi sull'Egitto. Questa opera è andata perduta ed è conosciuta solo tramite frammenti citati da commentatori o epitomatori. D'altronde, dopo la damnatio memoriae di Akhenaton e dei suoi successori, Manetone resta l'unica fonte antica relativamente esplicita. L'Epitome di Manetone, un antico riassunto della sua opera, descrive la tarda XVIII dinastia iniziando con "Amenofi per 30 anni e 10 mesi", che coincide con Amenofi III[6]. Segue "suo figlio Orus per 36 anni e 5 mesi", frequentemente intrepretato come una corruzione del nome di Horemheb, con l'intero arco temporale di Amarna attribuito a lui solo (ma altri identificano questo Orus con Akhenaton). Poi viene "sua figlia Achencheres per 12 anni e 1 mese, poi suo fratello Rathotis per 9 anni". Secondo l'egittologo Marc Gabolde, Achencheres sarebbe Neferneferuaton, con un mero errore di trascrizione che avrebbe portato 2 anni e 1 mese a essere registrati come 12 anni e 1 mese[7] (altri identificano Achencheres con Akhenaton: di fatto, somiglia sia al nome Akhenaton che al nome Ankhkheperura). Molti concordano che Rathotis sia Tutankhamon. Rathotis è seguito da "suo figlio Achencheres per 12 anni e 5 mesi, poi suo figlio Achencheres II per 12 anni e 3 mesi"[6] che sono totalmente inspiegabili e dimostrano i limiti dell'opera di Manetone.

Quindi Ankhkheperura Neferneferuaton sarebbe la Achencheres in questione[8], che diventa Acherres per Sesto Africano e Achencherses per Eusebio di Cesarea, sempre con 12 anni, del tutto inverosimili e inattendibili, di regno. Il fatto che Manetone, pur soggetto a frequenti errori cronologici e di durate dei regni, la definisca "sua figlia" (di Oros, che è da leggersi come Akhenaton) sembra avvalorare l'identificazione di Neferneferuaton con Meritamon. In aggiunta Meritamon era, appunto, sorellastra di Tutankhamon, figlio sempre di Akhenaton e di una moglie secondaria, forse Kiya.

Evidenze archeologiche[modifica | modifica wikitesto]

Ankhkheperura Smenkhara[modifica | modifica wikitesto]

Riproduzione della rappresentazione di Smenkhara e Merytaton nella tomba di Merira II. Disegno di Karl Richard Lepsius.

Vari oggetti si sono rivelati fondamentali per la lenta scoperta dell'esistenza, del sesso e dell'identità di Neferneferuaton, e continuano a essere alla base delle teorie su di lei.

  • Il nome di re Ankhkheperura Smenkhara-Djeser-Kheperu è noto fin dal 1845, quando fu osservato sulle pareti della tomba del funzionario Merira II, maggiordomo di Nefertiti. Questo faraone e Merytaton, la quale reca il titolo di Grande sposa reale, compaiono nell'atto di premiare il proprietario della tomba per i suoi servigi. I nomi del re sono ormai caduti dalla parete, ma furono copiati da Lepsius nel 1850[9].
  • Un vasetto sferico[10] rinvenuto nella Tomba di Tutankhamon reca entrambi i doppi cartigli sia di Akhenaton che di Smenkhara. È l'unico oggetto recante, uno accanto all'altro, i nomi dei due faraoni[11].
Questa rappresentazione su calcare di una coppia reale di Akhetaton in un giardino potrebbe raffigurare Smenkhara e Merytaton[12]. Ägyptisches Museum und Papyrussammlung,Neues Museum, Berlino.

Questi due indizi sono stati interpretati, in passato, come dimostrazione che i due furono coreggenti. La scena della tomba di Merira II non è però datata e Akhenaten non vi è raffigurato nè menzionato nelle iscrizioni. Non è noto con certezza quando morì il proprietario della sepoltura o se abbia vissuto abbastanza per servire un altro re. Anche il vasetto sembrerebbe suggerire una condivisione del potere fra Akhenaton e Smenkhara, ma potrebbe anche trattarsi del caso di un faraone che intende ricollegarsi a un predecessore; la semplice adiacenza dei quattro nomi di due re su di un reperto non è esplicitamente indicativa di una coreggenza. Come molti altri oggetti del periodo, questi indizi sono suggestivi ma non definitivi[13].

  • Incontrovertibili immagini di Smenkhara sono molto rare. Al di fuori della tomba di Merira II, l'immagine di una coppia reale amarniana in un giardino, su un frammento di calcare conservato a Berlino, è spesso attribuita a lui. Questo reperto non reca alcuna iscrizione ma, siccome i due personaggi non somigliano a Tutankhamon e alla sua regina Ankhesenamon, sono stati generalmente identificati con Smenkhara e la sua regina Merytaton; nemmeno Akhenaton e Nefertiti sono esclusi.
  • Una singola etichetta di una giara di vino con la dicitura "Anno 1, vino della casa di Smenkhara" indica che ebbe probabilmente un regno molto breve (altrimenti se ne sarebbero rinvenute altre, con indicazioni temporali più alte)[14]. In aggiunta, un'altra etichetta è datata al 1° anno, dalla "Casa del defunto Smenkhara" fu utilizzata per collocare la morte di Smenkhara durante il raccolto del 1° anno del suo regno; più recentemente, è stata proposta l'interpretazione che il suo possedimento avrebbe continuto a produrre vino all'inizio del regno del suo successore.
  • Esistono alcuni anelli con buona parte del nome di Smenkhara[15][16], ad esempio il reperto UC23800 del Petrie Museum di Londra. L'anello reca chiaramente i geroglifici del nome "...Djeser-Kheperu" preceduti da un geroglifico ("...ka") del nome Smenkhara[17][18].
  • Un blocco di pietra con i nomi quasi completi di Smenkhara e della Grande sposa reale Merytaton è stato registrato e copiato, ma oggi è andato perduto.

Ankhkheperura Neferneferuaton[modifica | modifica wikitesto]

Trascrizione delle parole sulla scatola "Carter 001k".

Un certo numero di reperti provenienti dalla Tomba di Tutankhamon (KV62) fu originariamente creato per Neferneferuaton. Fra di essi, un magnifico pettorale d'oro raffigurante la dea Nut, classificato con la sigla Carter 261p(1)[19]. Altri elementi con tracce di Neferneferuaton sono il sarcofago di pietra, alcune bende della mummia, statuette regali, vasi canopi, cofanetti, tappi di vasi, vari bracciali[20] e alcuni ushabti. Si ritiene, in base ad a parti di testo non modificabili a seconda del cambiamento del sesso del soggetto, che alcuni reperti siano stati fabbricati per una donna. L'archeologo Nicholas Reeves ha ipotizzato, nel 2001, che la celebre maschera d'oro di Tutankhamon potrebbe essere stata creata per la regina Neferneferuaton, siccome il suo nome regale, Ankhkheperura, in parte modificato, è stato individuato in un cartiglio sulla maschera stessa[21][22].

  • Mentre le immagini di Smenkhara sono molto rare, eventuali immagini della regina Neferneferuaton sono del tutto sconosciute.
  • Una scatola di particolare interesse (Carter 001k), sempre dalla Tomba di Tutankhamon, reca la seguente iscrizione[23]:
« Re dell'Alto e del Basso Egitto, Vivente nella Verità, Signore delle Due Terre, Neferkheperura-Uaenra[24].
Figlio di Ra, Vivente nella Verità, Signore delle Corone, Akhenaton, Grande nella Sua Vita.
Re dell'Alto e del Basso Egitto, Signore delle Due Terre, Ankhkheperura Meri-Uaenra[25]
Figlio di Ra, Signore delle Corone, Neferneferuaton Meri-Uaenra.
Grande sposa reale, Merytaton, possa Ella vivere per sempre. »
(Iscrizione della scatola "Carter 001k")
  • L'iscrizione più conclusiva sull'esistenza di Neferneferuaton è una lunga iscrizione in caratteri ieratici incisa nella tomba di Pairi (TT139):
« 3° anno di regno, 3° mese dell'inondazione, 10° giorno. Il Re dell'Alto e del Basso Egitto, Signore delle Due Terre Ankhkheperura Meri-Aton, il Figlio di Ra Neferneferuaton Meri-Uaenra. Adorando Amon, baciando la terra al cospetto di Uenennefer da parte del sacerdote laico, scriba delle divine offerte di Amon nel Tempio di Ankhkheperura a Tebe, Pauah, nato da Yotefseneb. Egli dice:
Il mio desiderio è di vederTi, o Signore dell'albero di persea! Possa la Tua gola avere il vento settetrionale, possa Tu essere sazio senza mangiare, ubriaco senza bere. Il mio desiderio è di vederTi, perché il mio cuore possa gioire. O Amon, protettore del povero: Tu sei il padre di colui che non ha madre e il marito della vedova. [...]
Per il ka del sacerdote laico e scriba del Tempio di Amon nel Palazzo di Ankhkheperura, Pauah, nato da Yotefseneb: Per il tuo ka! Abbi una lieta giornata fra i tuoi concittadini. Suo fratello, il disegnatore di contorni Batchay del Palazzo di Ankhkheperura. »
(Tomba di Pairi)

L'osservazione dell'egittologo Nicholas Reeves sull'iscrizione di Pauah nella tomba di Pairi è la seguente:

« Ciò che noi intravediamo nel [...] graffito è un clero di Amon demoralizzato, ma che, a seguito della recente persecuzione (religiosa) (di Akhenaton) è di nuovo ufficialmente operativo e per di più, a sorpresa, nel tempio funerario del coreggente dell'eretico. La rivoluzione di Amarna era chiaramente entrata in una nuova fase - forse perché il potere non era più, ormai, nelle mani dello stesso Akhenaton, ma in quelle del suo misterioso coreggente, Ankhkheperura Neferneferuaton, che stava optando per una linea decisamente più morbida nei confronti del clero di Amon. »
(Nicholas Reeves[26])

Altre evidenze[modifica | modifica wikitesto]

Fonti amarniane, iscrizioni e cartigli, con relativi epiteti femminili, sembrano far intendere che dopo la morte di Akhenaton abbia regnato, per un brevissimo periodo, un personaggio con questo nome. Secondo alcuni studiosi dietro Ankhtkheperura Neferneferuaton si celerebbe la grande sposa reale Nefertiti[27] che aveva già usato l'epiteto Ankhkhperura Neferneferuaton ("Viventi sono le manifestazioni di Ra, Magnifica è la bellezza di Aton"). Secondo altri si tratterebbe invece della figlia primogenita di Akhenaton e Nefertiti, Meritamon, grande sposa reale del faraone Smenkhara, la quale, già negli ultimi anni di regno del padre, aveva preso il posto della madre (forse caduta in disgrazia) nelle cerimonie ufficiali[2][28].

Nella tomba di Tutankhamon è stato rinvenuto uno scialle di lino recante, affiancati, i cartigli di Smenkhara e di Neferneferuaton[2].

Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

Al prenomen, o nome di trono

Hiero Ca1.svg
N5 S34 t L1
Z2
Hiero Ca2.svg

՚nḫ.t ḫprw r՚ - (Ankhtkheperura, cioè Viventi sono le manifestazioni di Ra) risultano associabili due nomen:

Hiero Ca1.svg
i t
n
N5
i i U7
t
Hiero Ca2.svg

mr t itn - (Meritaton, cioè Amata da Aton) e

Hiero Ca1.svg
i t
n
N5
nfr nfr nfr nfr N36
T21
N5
n
Hiero Ca2.svg

nfr nfr w itn mri w՚ n r՚ - (Neferneferuaton Meriuaenra, cioè Magnifica è la bellezza di Aton, Amata da Uaenra[29]).

Cronologia[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Dinastia Anni di regno
Nuovo Regno XVIII 1333 a.C. - 1333 a.C. ± 30 anni


predecessore:
Akhenaton
Signore del Basso ed Alto Egitto successore:
Smenkhkhara

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Jürgen von Beckerath, Chronologie des Pharaonischen Ägypten, Magonza, Philipp von Zabern, 1997, p. 190, ISBN 3-8053-2310-7.
  2. ^ a b c Bill Manley (a cura di), The Seventy Great Mysteries of Ancient Egypt, Thames & Hudson, Londra 2001. ISBN 0-500-05123-2. p.130.
  3. ^ Krauss, Rolf, Das Ende der Amarnazeit (The End of the Amarna Period), Hildesheim, 1978, pp. 43-7..
  4. ^ Allen, James P., Nefertiti and Smenkh-ka-re, Göttinger Miszellen 141, 1994, pp. 7-17..
  5. ^ A Symposium on Haremhab: General and King of Egypt, youtube.com.
  6. ^ a b W. G. Waddell (a cura di), MANETHO, The Loeb Classical Library; 1940. pp.102-3
  7. ^ Gabolde, Marc. D’Akhenaton à Tout-ânkhamon, 1998. pp.145-85.
  8. ^ Marc Gabolde, D’Akhenaton à Tout-ânkhamon, 1998, pp. 145-185.
  9. ^ de Garies Davies, N. 1905. The Rock Tombs of El Amarna, Part II: The Tombs of Panehesy and Meryra II. Archaeological Survey of Egypt. F. L. Griffith. London: Egypt Exploration Fund.
  10. ^ Griffith Institute: Carter Archives - 405, su www.griffith.ox.ac.uk. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  11. ^ Allen, James P., "The Amarna Succession", in "Causing His Name to Live: Studies in Egyptian Epigraphy and History in Memory of William J. Murnane", p.2.
  12. ^ Aidan Dodson & Dyan Hilton, The Complete Royal Families of Ancient Egypt, Thames & Hudson (2004) ISBN 0-500-05128-3, p.155
  13. ^ Murnane, W.; (1977) Ancient Egyptian Coregencies, pp.213–15.
  14. ^ Pendlebury, J. D. S. ; The City of Akhenaten (1951), Part III, p.164.
  15. ^ Smenkhkare, su www.ucl.ac.uk. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  16. ^ Petrie, W M Flinders (1894). Tell el Amarna. pp. pl. XV. 103–104.
  17. ^ UCL Petrie Museum Online Catalogue - Search Form, su petriecat.museums.ucl.ac.uk. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  18. ^ UCL Petrie Museum Online Catalogue - Search Form, su petriecat.museums.ucl.ac.uk. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  19. ^ Griffith Institute: Carter Archives - 261p(1), su www.griffith.ox.ac.uk. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  20. ^ Griffith Institute: Carter Archives - 620(42), su www.griffith.ox.ac.uk. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  21. ^ Reeves, Nicholas. "Tutankhamun's Mask Reconsidered". In A. Oppenheim and O. Goelet. The Art and Culture of Ancient Egypt. Studies in Honor of Dorothea Arnold (2014). p.511.
  22. ^ King Tut’s awful secret unmasked, in NewsComAu. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  23. ^ Griffith Institute: Carter Archives - 001k, su www.griffith.ox.ac.uk. URL consultato il 17 gennaio 2017.
  24. ^ Parte del nome di Akhenaton.
  25. ^ Variante del nome di Neferneferuaton.
  26. ^ Reeves, C. Nicholas; Akhenaten, Egypt's False Prophet; 2001. p.164.
  27. ^ Harris, J.R., Neferneferuaten Rediviva, in Acta Orientalia, nº 35, 1973, pp. 5-13.
  28. ^ J. Tyldesley, Chronicle of the Queens of Egypt, Londra, Thames & Hudson, 2006, pp. 136-137.
  29. ^ Uaenra era il nome regale di Akhenaton stesso (nella sua interezza: Neferkheperura-Uaenra).

Bibliografia e collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]