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Smenkhara

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Smenkhara
Spaziergang im Garten Amarna Berlin.jpg
Questa rappresentazione su calcare di una coppia reale di Amarna potrebbe raffigurare Smenkhara e Merytaton. Berlino, Neues Museum.
Re dell'Alto e Basso Egitto
In carica ca. 1335 a.C. –
ca. 1334/1333 a.C.
Predecessore Akhenaton
Successore Ankhtkheperura - Tutankhamon
Nome completo Ankhkheperura Smenkhkara Djeser Kheperu
Nascita Tebe, ca. 1355 a.C.
Morte Akhetaton, ca. 1334/1333 a.C.
Luogo di sepoltura sconosciuto
Dinastia XVIII dinastia
Padre Amenofi III
Madre Tiy
Consorte Merytaton
Figli Merytaton Tasherit?

Smenkhara (1355 a.C. circa – Akhetaton, 1334/1333 a.C.) è stato un faraone della XVIII dinastia egizia.

Biografia == La carenza di dati storici dovuta alla distruzione sistematica (damnatio memoriae) di tutti i monumenti che concluse il periodo di Amarna, operata in gran parte dal faraone Horemheb in un clima di zelante restaurazione dello status quo che precedette l'eresia di Akhenaton, rende estremamente difficile ricostruire la sequenza e le dinamiche degli immediati successori di Akhenaton.
Smenkhara era, probabilmente, figlio di Amenhotep III e di una moglie secondaria, Sitamon e quindi fratellastro di Akhenaton. Si ritiene che Smenkhara sia stato co-reggente di Akhenaton nell'ultima parte del regno di quest'ultimo, la meno conosciuta, quando viene chiamato anche suo genero.
Salì al trono per matrimonio (secondo un costume diffuso: anche Ay e Horemheb si legittimarono come faraoni sposando donne della famiglia reale, rispettivamente Ankhesenamon e Mutnodjmet), avendo preso in moglie la propria nipote Meritaton, figlia primogenita di Akhenaton e di Nefertiti (la quale potrebbe aver regnato prima di lui), e si ritiene sia vissuto una ventina d'anni. Iscrizioni situate a Ermopoli (Ashmunein) menzionano anche una giovane principessa Merytaton Tasherit, forse figlia di Smenkhara e Merytaton.

Un'importante rappresentazione di Smenkhara, esaminata già nel 1845, si trova ad Amarna sulle pareti della tomba di Meryre II, attendente della regina Nefertiti.

Riproduzione della rappresentazione di Smenkhara e Meritaton nella tomba di Meryre II.

Vi compaiono Smenkhara e Meritaton, rispettivamente nelle vesti di Faraone e di Grande Sposa Reale, assistiti dai raggi del dio Aton, mentre premiano Meryre per i suoi servigi. I nomi del re sono ormai caduti dalla parete, ma furono copiati da Lepsius nel 1850. Successivamente, venne alla luce un'altra serie di nomi che includevano l'identico nome regale: Ankhtkheperura meri ("amato da") Neferkheperura e Neferneferuaton meri ("amato da") Uaenra, essendo sia Neferkheperura che Uaenra i nomi reali di Akhenaton. Ciò portò a una grande confusione, poiché vigeva l'assunto che il nome reale fosse unico. Per tutto il XIX secolo si credette che, con queste evidenze, Smenkhara avesse mutato il proprio nome in Neferneferuaton, forse dal momento in cui si trovò a regnare da solo alla morte di Akhenaton nel 1335 a.C. Dagli anni '70, la scoperta di caratteri femminili in certe versioni del nome, e ancor più negli epiteti, portò a formulare svariate teorie, per esempio che quell'individuo altri non fosse che Nefertiti mascherata da Smenkhara prima di cambiare nuovamente il proprio nome in Neferneferuaton. Quando queste speculazioni furono associate al rinvenimento di varie stele che raffiguravano Akhenaton in pose molto familiari, se non intime, con un altro re, cominciò a farsi strada l'ipotesi che Akhenaton e Smenkhara fossero una coppia omosessuale. Negli anni seguenti si speculò che si trattasse di due individui distinti con lo stesso nome: un monarca maschile di nome Smenkhara e uno femminile di nome Neferneferuaton. Il dibattito per un Neferneferuaton femminile è giunto a una soluzione quando gli egittologi Marc Gabolde e James Peter Allen hanno appurato che certi oggetti nella tomba di Tutankhamon, originariamente recanti il nome e la destinazione di Neferneferuaton con l'epiteto "desiderato/a da Akhenaton", erano originariamente stati inscritti con l'epiteto Akhet-en-hyes, ovvero "efficace per il suo sposo": quando il primo epiteto poteva riferirsi comodamente al genero Smenkhara, il secondo invece, che parla di uno sposo, non si addiceva che a una donna.

In passato si è creduto che la mummia estremamente danneggiata rinvenuta dall'archeologo Edward R. Ayrton, nel 1907, nella tomba KV55 della Valle dei Re appartenesse a questo effimero sovrano e che vi sarebbe stato trasferito dalle tombe di Akhetaton (l'attuale Tell el-Amarna) al momento dell'abbandono della nuova capitale da parte di suo nipote Tutankhamon: teoria però smentita poiché recentemente è stato attestato che il corpo della KV55, appartiene ad Akhenaton, padre di Tutankhamon (appurata tale paternità dal medesimo esame). In virtù di questa identificazione, non si hanno ad oggi tracce del corpo di Smenkhara. Il suo regno non dovrebbe essere durato più di tre anni, forse meno, e nient'altro è noto con certezza. Tutankhamon fu sicuramente il suo immediato successore, e nella sua tomba il cartiglio col nome di Smenkhara compare più volte: su una veste di lino decorata con 39 margherite d'oro le cui pailettes recano, col suo, anche il nome della Grande Sposa Reale Meritaton; su uno scialle di lino, accanto ai cartigli del misterioso regnante femminile Ankhtkheperura (che alcuni identificano con Nefertiti, altri con Meritaton); su un arco e su alcune bende della mummia (cartigli, questi, poi rielaborati per Tutankhamon). Dubbi maggiori presenta il secondo sarcofago antropoide di Tutankhamon: il volto è sensibilmente diverso da quello degli altri due sarcofagi, della famosa maschera funeraria e delle altre immagini del giovane faraone; inoltre il feretro, per i suoi vetri intarsiati e i suoi motivi, è assai simile a quello rinvenuto nella tomba KV55, e siccome i cartigli del nome mostrano d'essere stati rielaborati, molti studiosi hanno concluso che appartenesse a Smenkhara e fosse stato riutilizzato per il successore.
La confusione nella conoscenza di questo periodo non è certo aiutata dagli epitomatori di Manetone che riportano un Achencheres II, posizionandolo dopo il sovrano, un tale Rathotis, che viene unanimemente associato a Tutankhamon, con un regno della non credibile durata di 12/15 anni.

Liste Reali[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Flavio anni di regno Sesto Africano anni di regno Eusebio di Cesarea anni di regno
Achencheres (?) 12/15 Acherres (?) 12/15 Achencherses (2) 12/15


Titolatura[modifica | modifica wikitesto]

Titolo Traslitterazione Significato Nome Traslitterazione Lettura (italiano) Significato
G5
ḥr Horo
Srxtail.jpg

G16
nbty (nebti) Le due Signore

G8
ḥr nbw Horo d'oro

M23
X1
L2
X1
nsw bjty Colui che regna
sul giunco
e sull'ape
Hiero Ca1.svg
N5 S34 L1 Z2
Hiero Ca2.svg
ˁnḫ ḫprw rˁ Ankhkheprura Vivente è la manifestazione di Ra
G39 N5
s3 Rˁ Figlio di Ra
Hiero Ca1.svg
N5
O34
U22 D28 D45 L1
Z2
Hiero Ca2.svg
smnḫ k3 rˁ ḏsr ḫprw Smenkhkaradjeserkhepru Potente è l'anima di Ra

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Federico Arborio Mella, L'Egitto dei faraoni, Milano, Mursia, 1976 ISBN 88-425-3328-9
  • Franco Cimmino, Dizionario delle dinastie faraoniche, Bologna, Bompiani, 2003 ISBN 88-452-5531-X
  • Alan Gardiner, La civiltà egizia, Torino, Einaudi, 1997 ISBN 88-06-13913-4
  • Alfred Heuss et al., I Propilei. I, Verona, Mondadori, 1980
  • Università di Cambridge, Storia Antica, II,1. Il Medio Oriente e l'area Egea 1800-1380 a.C., Milano, Il Saggiatore, 1975

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Signore dell'Alto e del Basso Egitto Successore Double crown.svg
Akhenaton 13351333 a.C. Tutankhamon