Alfio Marchini

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Alfio Marchini
Nazionalità Italia Italia
Polo Polo pictogram.svg
Squadra Loro Piana Blue Team
Carriera
Nazionale
Italia Italia  ?
Statistiche aggiornate al 15 giugno 2013

Alfio Marchini (Roma, 1º aprile 1965) è un imprenditore, giocatore di polo e politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Roma da una famiglia di costruttori vicina al Partito comunista italiano, frequenta l'Istituto Massimiliano Massimo e il Collegio San Giuseppe - Istituto De Merode, conseguendo il diploma di maturità scientifica. Separato e padre di cinque figli, tre maschi e due femmine.

Nipote di un partigiano che ha guidato la Resistenza romana partecipando, tra l'altro, alla liberazione di Sandro Pertini da Regina Coeli e guadagnandosi l'Ordine militare d'Italia.

Inizia a lavorare durante gli studi superiori al fianco del nonno Alfio “senior” e del prozio Alvaro Marchini, già presidente della Roma e padre dell'attrice Simona Marchini. Assume la guida della società di famiglia Astrim Costruzioni s.p.a. nel 1989, dopo la morte di Alfio, ancor prima di terminare gli studi in ingegneria civile a 23 anni presso l'Università degli Studi di Roma La Sapienza (votazione di laurea 108/110).[1] Dal 1998 guida le attività imprenditoriali della famiglia soprattutto fuori dall'Italia.

Nel giugno del 1994 viene nominato, dai Presidenti di Camera e Senato, membro del Consiglio di Amministrazione della RAI e dal luglio 1994 diviene presidente del Consiglio di Amministrazione di SIPRA, la concessionaria di pubblicità della RAI. A dicembre 1994 si dimette dall'incarico in RAI a causa del disaccordo sulla strategia aziendale e sulle nomine realizzate dall'allora governo Berlusconi.[2]

Nel 1996 diventa socio fondatore, membro del Board Internazionale e presidente del Board Italiano dello Shimon Peres Center For Peace; inoltre è membro del Board di Non Governmental Peace Strategies Project e cofondatore della Associazione ItaliaDecide; è stato nel consiglio di amministrazione della Fondazione Mariani per le malattie neurologiche infantili.

Dal 1995 al 1998 è amministratore delegato di Roma Duemila S.p.a., società di proprietà del gruppo Ferrovie dello Stato, con il compito di coordinare gli interventi di riqualificazione urbana e infrastrutturale della città anche in previsione del Giubileo del 2000. È stato uno dei promotori della famosa “cura del ferro” ideata, e solo parzialmente realizzata poi, per facilitare gli spostamenti nella città.

Alla fine degli anni ‘90 ricopre l'incarico di membro del Consiglio di Amministrazione di Banca di Roma e successivamente di Capitalia, ricoprendo anche la carica di Membro del Comitato Esecutivo e Membro del Comitato per la Remunerazione. Nel 2007, a seguito della fusione di Capitalia in Unicredit, entra a far parte del Consiglio di Amministrazione fino a ottobre 2008. Oggi è consigliere di amministrazione di Cementir Holding.



Carriera sportiva[modifica | modifica wikitesto]

Ha giocato per anni a livello agonistico a polo, nella squadra romana Loro Piana Blue Team,[3] ed è stato convocato nella nazionale italiana, di cui è stato anche capitano.[4]

La candidatura a sindaco di Roma[modifica | modifica wikitesto]

Nel dicembre 2012 annuncia ufficialmente in un'intervista a In mezz'ora di Lucia Annunziata la sua candidatura a sindaco di Roma per le elezioni amministrative del 2013[5] Inizialmente Marchini raccolse le firme per potersi presentare nelle liste del Partito Democratico preparandosi a una eventuale partecipazione alle primarie, salvo poi rinunciare[6] e correre come indipendente.

Partecipa quindi alle elezioni del 27 maggio 2013 con due liste civiche, Alfio Marchini Sindaco e Cambiamo con Roma, ottenendo 114169 voti, pari al 9,48%, quarto dopo Ignazio Marino (eletto sindaco per una coalizione di centrosinistra), Gianni Alemanno (centrodestra) e Marcello De Vito (Movimento 5 Stelle). Entra quindi in consiglio comunale con altri due rappresentanti della lista Marchini Sindaco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ La sua esperienza di vita con il nonno è raccontata dallo stesso Alfio Marchini in un saggio di MicroMega, realizzato in occasione dei 50 anni dalla liberazione.[senza fonte]
  2. ^ Paolo Conti, AN dilaga in RAI, scoppia il caso Marchini, Corriere della Sera, 2 novembre 1994. URL consultato il 12-10-2015 (archiviato dall'url originale il pre 1/1/2016).
  3. ^ http://test.ilportaledelcavallo.it/articolo.asp?id_articolo=351 [collegamento interrotto]
  4. ^ http://www.fise.it/home-federazione/altre-news/item/41575-Polo--Italia-ai-Mondiali-da-prima-in-Europa_1318240849.html [collegamento interrotto]
  5. ^ Claudia Voltattorni, Alfio Marchini: corro a sindaco di Roma, Corriere della Sera, 3 dicembre 2012. URL consultato il 14 giugno 2013.
  6. ^ Elezioni comunali Roma: Ignazio Marino candidato alle primarie Pd, Alfio Marchini rinuncia, Excite Italia, 18 marzo 2013. URL consultato il 12-10-2015.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]