Vanchiglia
| Torino VII Circoscrizione | |
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| [[File:|300px|]] | |
| Denominazione: | Vanchiglia |
| Comune: | Torino |
| Regione: | Piemonte |
| Stato: | |
| Suddivisione generica: | Vanchiglia Vanchiglietta |
| Popolazione: | 32.300 ab. (2006) |
| Superficie: | 9,63 km² km² |
| Densità: | ab./km² |
| CAP: | 10124 |
Borgo Vanchiglia (in piemontese Borgh Vanchija) è uno dei quartieri storici di Torino, fa parte della VII circoscrizione.
È delimitato:
- a nord-ovest corso Regio Parco
- a nord-est da corso Tortona
- a sud-est dal fiume Po
- a sud-ovest da corso San Maurizio
Generalmente (ed amministrativamente), si associa a Borgo Vanchiglia la zona di "Vanchiglietta", lingua di terra tra il Po e la Dora, di urbanizzazione più recente e notevolmente più vasta. Questa si estende a nord est del territorio di Vanchiglia, da corso Regina Margherita lungo il corso dei fiumi Po e Dora fino al loro punto di congiungimento in località "Colletta".
Indice |
[modifica] Superficie e popolazione
Il quartiere Vanchiglia (comprendente Borgo Vanchiglia e Vanchiglietta) ha una superficie di 9,630 km².
Il quartiere, in base ai dati demografici del 2006, conta circa 32.300 abitanti (14.200 Vanchiglia, 18.100 Vanchiglietta), di cui circa 2.900 stranieri.
I dati del 1981 riportavano 42.300 abitanti. Questo calo impressionante non deve però trarre in inganno: la trasformazione del quartiere da popolare a quartiere di prestigio ha certamente aumentato i vani non destinati all'abitazione, tuttavia è soprattutto la vicinanza dell'università ad aver aumentato enormemente il numero delle case affittate a studenti fuori sede. Questi, pur abitando la maggior parte del proprio tempo in zona, non risultano nei dati anagrafici relativi alla popolazione residente.
[modifica] Origini
Il quartiere, situato a ridosso della cinta muraria medioevale della città, si è sviluppato nella forma odierna in seguito all'imponente ristrutturazione urbanistica che ha avuto luogo a cavallo della rivoluzione industriale in Piemonte alla metà del XIX secolo.
La tardiva urbanizzazione di una zona così vicina al centro città non deve stupire: essendo una lingua di terra delimitata da due fiumi, era una zona paludosa ed insalubre. Altro elemento che ha ritardato la piena urbanizzazione è il fatto che fosse considerata una zona estremamente fertile, tanto che ancora nel 1852 il cronista Davide Bertolotti la descriveva in questi termini: I prati maggiormente produttivi di Torino sono quelli che trovansi nella regione così detta di Vanchiglia: imperroché colà si scaricano le acque che trasportano l’immondizia della città, le quali mentre fecondano mirabilmente quelle terre, diffondono all’intorno effluvj nocivi all’umana salute. E nella regione di Vanchiglia appunto manifestaronsi i primi casi di colera allorché questo micidiale morbo invase la nostra città, dove però, Dio mercé, poco si diffuse e in breve spazio si spense.
[modifica] Origine del nome
L'origine del nome è molto incerta: la tradizione popolare vuole che si tratti della contrazione del termine piemontese "Vengh" (Fango), giustificata dall'umidità della zona (situata a cavallo dei due fiumi principali della città).
Tuttavia questa etimologia appare del tutto confutata dal ritrovamento di documenti datati 1182 che si riferiscono a quest'area col nome "Vinchillia".
Un'altra etimologia collega il nome della località ai vinchi, vale a dire i salici, che crescono spontaneamente sulle rive della Dora Riparia e del Po.
Infine un'ultima interpretazione si riconduce alla presunta denominazione vallis iuncea (Valle dei giunchi) utilizzata in epoca latina per denominare l'alveo della Dora.
Nella prima metà del XX secolo, a causa dei numerosi opifici e stabilimenti presenti, all'epoca, nell'area, si guadagnò il nome di Borgh dël Fum (Borgo del Fumo).
[modifica] Caratterizzazione
Rispetto ad altri quartieri di Torino, Borgo Vanchiglia ha conservato per decenni una forte caratterizzazione di quartiere popolare, ben definibile sia socialmente che politicamente.
È indicativo il fatto che sia l'unico quartiere di Torino che preveda un termine (Vanchigliese) utilizzato sia per indicare i suoi abitanti, sia -come aggettivo- per indicare qualunque elemento sia originario della zona.
Recentemente la favorevole posizione centrale, e la vicinanza alla sede dell'Università di Torino ha portato ad una graduale trasformazione in quartiere residenziale.
Negli ultimi anni, Borgo Vanchiglia si è affermato come uno dei poli propulsivi della creatività torinese. Alle botteghe artigiane ancora presenti si sono affiancate realtà artistico-culturali di diverso ambito: architettura, design, scultura, pittura, teatro, musica, cinema, video, fotografia, letteratura, grafica, illustrazione, comunicazione, suono, multimedia...
[modifica] Monumenti e altri luoghi d'interesse
- La Fetta di Polenta, situata in corso San Maurizio all'angolo con via Giulia di Barolo, è uno dei palazzi più bizzarri dell'architettura torinese. È alta 27 metri, lunga 27 metri su via Giulia Di Barolo, larga 5 metri su corso San Maurizio ed appena 0,70 metri sul terzo lato. La tradizione dice che fu progettata nel 1840 da Alessandro Antonelli per scommessa. Il curioso nome deriva dalla forma del palazzo, che effettivamente può ricordare una "fetta", tanto più che esso è dipinto dal tradizionale color ocra.
- Il Palazzo Birago di Vische, in Via Vanchiglia 6, è sede, dal 1993, dell'Associassion Piemontèisa, ente che studia e promuove le tradizioni e la storia del Piemonte. Da 55 anni è presieduta dal "Gianduja" Andrea Flamini.
- In largo Montebello, che è perfettamente tonda, al numero 38, è situata la casa dove la tradizione vuole abitasse Eugenia Barruero, vale a dire colei che ispirò la figura della Maestrina dalla penna rossa del Libro Cuore.
- La piazza principale di Vanchiglia è piazza Santa Giulia, sede di un noto mercato e della chiesa parrocchiale (dalla quale prende il nome): la chiesa di santa Giulia, che fu fatta costruire dalla filantropa Giulia di Barolo alla metà del XIX secolo.
- Uno dei più celebri vanchigliesi è certamente Fred Buscaglione, la cui abitazione era nella popolare Via Bava al numero 26 bis.
- Il Teatro della Caduta [1], inaugurato nel 2003 in via Michele Buniva 23, con i suoi 45 posti è il più piccolo teatro in attività a Torino e fra i più piccoli in Europa.
- In via Artisti operano dal 2007 due società di produzione cinetelevisive, la Baby Doc Film[2] e la iK Produzioni [3], che stanno dando vita al movimento cinematografico de I Vanchigliesi. Le opere Non lavorare stanca, documentario della BabyDoc e Lettere dal manicomio, cortometraggio della iK', hanno vinto nelle rispettive categorie la XII° Edizione del Valsusa Filmfest.
- Nel 2004 nasce in Vanchiglia "Design Gang",[4], studio di progettazione che si occupa di prodotto, comunicazione, allestimento d'interni, didattica e ricerca, composto da persone provenienti da ogni angolo d'Italia, e che grazie alla loro capacità di unire le idee contribuisce a rendere Torino una realtà sempre più effervescente sotto il punto di vista delle iniziative di giovani creativi; la sede storica è situata in Via Michele Buniva 10.
- Dal 2006 la "Fondazione Artevision"[5] ha spostato la sua sede in Vanchiglia, come scuola di fotografia e sede organizzativa di eventi artistici quali l'"Internazionale D'Arte LGBTE". Dal 2011 coordina il "Turin Photo Festival" e partecipa all'organizzazione di: "Photissima" Fiera d'arte fotografica
- Nel 2009 ha preso forma LOV / Vanchiglia Open Lab[6], network in progress, spontaneo e indipendente, che raccoglie studi, laboratori, attività, di Borgo Vanchiglia, che operano nei settori dell’arte, della cultura e della creatività.
[modifica] Note
- ^ Home
- ^ Babydoc Film S.N.C. Produzioni Audiovisive
- ^ Redirect
- ^ Design Gang Torino: Comunicazione, prodotto interni ricerca
- ^ Fondazione Artèvision
- ^ Evento Vanchiglia Open Lab
[modifica] Voci correlate
[modifica] Collegamenti esterni
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