Borgo San Paolo
| Per approfondire, vedi Circoscrizioni e quartieri di Torino. |
| Borgo San Paolo | |
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| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Città | |
| Circoscrizione | Torino III Circoscrizione |
| Quartiere | Borgo San Paolo |
| Altri quartieri | Rione Lancia |
| Codice postale | 10141 |
| Abitanti | 33 366 ab. |
Borgo San Paolo o più semplicemente San Paolo è un quartiere ubicato nella zona occidentale della città di Torino, appartenente amministrativamente alla III Circoscrizione.
È delimitato:
- a nord da corso Peschiera
- a ovest da corso Trapani
- a est da corso Castelfidardo
- a sud da via Tirreno
Indice |
Storia[modifica]
Il quartiere di Borgo San Paolo è un quartiere relativamente moderno della città di Torino.
La sua struttura attuale inizia a presentarsi sul finire del XIX secolo, quando la zona, dal carattere prevalentemente rurale, si trasformò in zona di insediamento industriale. Tutte le attività ruotavano intorno alla chiesa di San Bernardino e all'attuale Piazza Sabotino)
Notevole fu l'influenza di Giovanni Giolitti per far cambiare volto al quartiere. Nel 1899 il Borgo venne ampliato su una struttura a tela di ragno e nel 1901 arrivò il primo piano regolatore edilizio. Significativo fu il nuovo assetto del quartiere dopo la norma del 1901: la densità di popolazione all'inizio degli anni venti era cresciuta in maniera esponenziale rispetto alla fine dell'Ottocento, superando i ventimila abitanti. Borgo San Paolo continuava comunque a rimanere una zona periferica e abbastanza isolata da Torino. Ci vorrà la prima guerra mondiale per farlo inglobare completamente nell'assetto urbanistico della città.
Per quanto riguarda la produzione industriale, il Borgo vide sorgere all'inizio del secolo numerosi stabilimenti: nel 1906 la Lancia, nel 1905 la SPA, nel 1911 la Chiribiri. Nel 1912 sorgevano la Sit, l'Ansaldo e gli stabilimenti Pininfarina. Le fabbriche, ovviamente, diedero un forte sviluppo alla crescita demografica e urbanistica sia del borgo sia delle zone limitrofe, come il quartiere Cenisia con il quale andrà a formare un'unica area urbana ad alta densità industriale e operaia.
Urbanistica[modifica]
Il cuore del Borgo ha una pianta stradale a tela di ragno, che ruota intorno a piazza Robilant: un aspetto certamente inusuale per l'urbanistica torinese, dove quasi tutti i quartieri hanno la pianta a scacchiera. L'edificio di maggior interesse del quartiere è il grattacielo Lancia.
Ai margini meridionali, il rione "Polo Nord" è composto di un condominio sull'angolo di piazza Marmolada e di una serie di ville a due piani. Presenta ancor oggi l'originaria struttura di edilizia operaia e rappresenta un esempio di pianificazione ante-litteram, in quanto venne progettato e fatto costruire per volontà di una cooperativa di ferrovieri tra il 1912 e il 1916.
Riqualificazioni[modifica]
Negli anni novanta gran parte degli stabilimenti industriali presenti nel quartiere, oramai dismessi, sono stati abbattuti. Al loro posto sono sorti nuovi insediamenti residenziali facendo di borgo San Paolo uno dei quartieri simbolo della riconversione di ex-aree industriali.
Area ex-Materferro e Spina 1[modifica]
Il triangolo compreso tra corso Mediterraneo, corso Rosselli e corso Lione, fa parte della cosiddetta Spina 1, nell'ambito del progetto di riconversione delle aree un tempo occupate da binari ferroviari in superficie e quelle circostanti la Spina Centrale di Torino. Borgo San Paolo ha visto la riconversione di questo triangolo, un tempo occupato dagli stabilimenti industriali della Materferro, in zona residenziale. Il progetto sarà completato dalla costruzione da due edifici a torre[1] nel vertice superiore di questo triangolo. Gli edifici, uno a destinazione terziario e l'altro a residenziale, avranno altezza rispettivamente di 100 e 65 metri. Il progetto è il vincitore di una gara internazionale indetta dalla società edile Franco Costruzioni.
La trincea ferroviaria, inoltre, è stata completamente interrata nel tratto da largo Orbassano a corso Peschiera. In superficie è stato creato uno dei tratti della Spina Centrale di Torino, corredato da tre significative opere d'arte contemporanea:
- in largo Orbassano, l'Opera per Torino di Per Kirkeby;
- all'incrocio tra corso Lione e corso Mediterraneo, la fontana-scultura "Igloo" di Mario Merz: questa opera è diventata uno dei simboli della riconversione delle aree industriali torinesi;
- tra corso Mediterraneo e corso Ferrucci, l'Albero-Giardino di Giuseppe Penone.
È stato inoltre completato l'interramento della ferrovia parallela a corso Lione fino a piazza Marmolada, anch'essa oggetto di riqualificazione attraverso la sua trasformazione in rotonda.
Il rione Lancia[modifica]
L'area un tempo occupata dagli stabilimenti industriali della Lancia è stata riconvertita negli anni novanta da area industriale ad area residenziale, dando vita a quello che i torinesi usano oggi chiamare il rione Lancia. Il territorio interessato è quello tra via Lancia, via Caraglio, via Renier, via Issiglio, corso Rosselli e corso Trapani.
Il grattacielo Lancia, realizzato negli anni cinquanta, fortemente voluto da Gianni Lancia, proprietario dell'omonima casa automobilistica, è da allora il simbolo del quartiere: sulla sua sommità (è alto 14 piani) svettava la scritta Lancia che era visibile da molto lontano. Nel 2005, privato della sua insegna storica, è stato venduto dal gruppo Fiat ad una società controllata da Beni Stabili e dall'immobiliare torinese Gefim.[2]. Il grattacielo, dopo un lungo periodo in cui è rimasto vuoto, è stato occupato da diversi uffici che hanno ridato vita alle sue grandi pareti vetrate a cavallo di via Lancia. Attualmente gli uffici sono stati dismessi e gli appartamenti sono in vendita.
Note[modifica]
- ^ Beppe Minello. Il terzo grattacielo, «La Stampa», 22 giugno 2008, 60.
- ^ Accordo tra Lingotto, Beni Stabili e Gefim su 4 grandi edifici. «la Stampa», 2 marzo 2005, 66.
Bibliografia[modifica]
- Calosso Federica, Ordazzo Luisella: Borgo San Paolo. Storie di un quartiere operaio, Torino, Graphot, 2009.
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