Barriera di Milano

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Barriera di Milano
Chiesa Madonna della Pace in Corso Giulio Cesare
Chiesa Madonna della Pace in Corso Giulio Cesare
Stato Italia Italia
Regione Piemonte Piemonte
Provincia Torino Torino
Città Torino-Stemma.svg Torino
Circoscrizione Torino VI Circoscrizione
Quartiere Barriera Milano
Altri quartieri Monte Bianco, Monte Rosa
Codice postale 10154-10155
Superficie 25,206 km²
Abitanti 47 163 ab.
Densità 1 871,1 ab./km²
« Barrierante non è una etichetta, è un tatuaggio che ti porti sulla pelle per tutta la vita.[1] »

Barriera di Milano (Bariera 'd Milan in piemontese) è un antico quartiere di Torino appartenente alla VI Circoscrizione, situato a circa 10 km nord dal centro città.
Confina a sud col quartiere Aurora, attraverso corso Vigevano-corso Novara, a ovest con Corso Venezia, compreso il Passante ferroviario di Torino linea Lanzo-Ceres (quartiere Borgata Vittoria), a nord e ad est con via Sempione-Via Gottardo (quartiere Rebaudengo), compresa l'ex-ferrovia verso l'ex-stazione merci Vanchiglia fino a corso Regio Parco, ai confini col quartiere omonimo.
Sorto come borgo proletario, viene spesso chiamato semplicemente Barriera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Antico agglomerato di case e botteghe di Torino, Barriera nasce ufficialmente soltanto nel 1853, con la prima cinta daziaria. Eretta con lo scopo di garantire il controllo doganale sulle merci in entrata, separava le campagne dall'accesso nord, che proseguiva fin al ponte sul fiume Dora (quartiere Aurora). Siccome l'ingresso in città era possibile grazie a dei varchi, detti barriere, che assicuravano il pagamento del dazio, la più nota a nord era quella di piazza Crispi, lungo l'allora strada Reale d'Italia (oggi Corso Vercelli), e chiamata - appunto - di Milano, giacché dava verso il noto capoluogo lombardo.

Industria e sviluppo[modifica | modifica wikitesto]

Quartiere di particolare interesse industriale ed economico già dopo i primi anni sessanta, in contrapposizione con il quartiere Mirafiori Sud, della zona sud di Torino e sede della Fiat. I primi importanti stabilimenti industriali si insediarono però già a partire dalla fine del XIX secolo, con la Fiat Grandi Motori (la storica marca GM, 1905) e diverse industrie tessili, nonché l'industria dei pneumatici CEAT, in Via Leoncavallo, aperta nel 1939 e la cui produzione cessa nel 1979, con definitiva chiusura nel 1982.
La riconversione dell'area ad abitazioni e servizi civici, oltre al recupero di un'ampia area verde nel cortile centrale, con relativo parco giochi, è stata inaugurata dal sindaco Piero Fassino il 10 settembre 2012 ed intitolata all'ex-Presidente della Repubblica Giuseppe Saragat il 5 settembre 2014. [2]

Palazzina uffici CEAT in Via Leoncavallo
Edifici ristrutturati della ex-Wamar, visti dall'area verde pubblica

In corso Vigevano era presente dagli anni trenta il biscottificio Wamar (dalle iniziali del fondatore Walter Marchisio), nato nel 1922 in un laboratorio di pasticceria artigianale in via Susa, e specializzato nella produzione industriale di wafer, frollini e biscotti. Chiude, dopo alterne vicende, nel 1991 e gli spazi ora sono occupati da attività commerciali e di servizi nonché da una piccola area verde pubblica .

In via Valprato ha sede l'importante polo culturale e sociale dei Docks Dora, struttura nata agli inizi del Novecento e ancora oggi al centro di costante interesse architettonico e sociale, vista la quantità di locali notturni e circoli sorti o rinnovati nel corso della riqualificazione del quartiere.

In una delle tre vie principali, corso Vercelli, ha sede la Fiat Fonderie (in passato fabbrica, ora solo uffici); in via Cigna ha invece sede l'importante ditta di trasporti e logistica "Gondrand SpA" mentre in via Bologna hanno sede le Fonderie Subalpine SpA e la ditta di telecomunicazioni e citofonia URMET[3]
In Corso Novara ha sede lo stabilimento della società produttrice di caffè a livello mondiale Lavazza SpA, nonché è presente da sessant'anni la Quercetti, società leader dei giocattoli educativi nel mondo .

In Corso Giulio Cesare 89 è presente la storica esposizione di Biliardi Deagostini[4], il cui laboratorio di produzione è presente da cinquant'anni in Via Baltea .

Barriera di Milano è anche sede, ancor oggi in via di sviluppo, del settore terziario e mercatale. Vi sono infatti quattro importanti mercati rionali aperti tutta la settimana, precisamente in Via Porpora, Piazza Crispi, Piazza Foroni e Corso Taranto .

Di particolare interesse il mercato di piazza Foroni, situato nel cuore del quartiere (delimitato da via Monte Rosa, via Santhià e via Montanaro, ove ha sede il Poliambulatorio dell'ASL di zona), dove si possono trovare ogni sorta di indumenti e chincaglierie di vario genere, nonché generi alimentari freschi.

Strade e vie[modifica | modifica wikitesto]

La Barriera di Milano ha quattro strade di una certa rilevanza toponomastica: corso Giulio Cesare, corso Vercelli, via Cigna e via Bologna.

  • parte settentrionale di corso Giulio Cesare: attraversa il quartiere da nord a sud, collegando l'autostrada fino ai limiti del quartiere Aurora.
  • parte settentrionale di Corso Vercelli : unisce la zona Nord e la zona Sud del quartiere; la via presenta una stile architettonico molto semplice risalente agli anni cinquanta/sessanta. Molti negozi e molti bar, nonché luoghi di ritrovo, danno alla via un certo interesse.
  • parte settentrionale di via Cigna (assieme a corso Giulio Cesare) collega il quartiere con il centro cittadino (distante appena 4 km) e oggi sede di importanti cambiamenti strutturali con i lavori di rinnovamento da parte del comune. Asse portante è invece corso Giulio Cesare che collega il centro città alla "barriera" all'inizio dell'autostrada Autostrada A4 Italia.svg Torino-Trieste. Anch'esso è un corso con una discreta quantità di negozi e di servizi, e vede nella chiesa cattolica Maria Regina della Pace un centro di certo interesse architettonico e storico.
  • parte settentrionale di via Bologna, che ancora oggi rappresenta un importante insediamento industriale: vi risiedono infatti molte piccole e medie aziende del settore elettronico, telecomunicazioni[5] e tessile, nonché l'Istituto Zooprofilattico Sperimentale del Piemonte e della Valle d'Aosta. [6]

In via Gottardo, che incrocia via Bologna, nei pressi di piazza Donatori di Sangue, ha sede l'Ospedale San Giovanni Bosco, tra i più importanti della città di Torino, inaugurato nel 1961, nonché centro di riferimento per la periferia e l'"Hinterland" nord. Nella medesima piazza staziona quotidianamente un'autoemoteca dell'AVIS.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Maria Regina della Pace: tempio dall'architettura bizantineggiante su un impianto a croce greca. Inaugurata del giugno 1901, fu gravemente danneggiata dai bombardamenti e in seguito ricostruita
  • Parco Sempione: sorge a 100 metri dall'importante snodo veicolare di piazza Rebaudengo (oggi considerata dal comune di Torino la zona più inquinata dell'intera città a causa dell'elevato numero di auto che vi transitano), è sede di polisportive e di un'importante piscina olimpionica al coperto. Il parco è attualmente occupato in gran parte dal cantiere del Passante Ferroviario di Torino : in particolare, all'interno del parco, è stata realizzata la stazione interrata Torino Rebaudengo
  • Oratorio Salesiano Michele Rua: sorto nell'anno 1922 in Via Giovanni Paisiello, allora completamente in mezzo a prati, con la Chiesa che dal 1958 è stata elevata a Parrocchia, è sempre stato un importante punto di aggregazione giovanile e popolare, con l'ampio cortile per i giochi e la Scuola Media, i campi sportivi di calcio, pallacanestro e pallavolo, il teatro con spettacoli periodici, il cinema, funzionante dal 1952, prima parrocchiale ed ancora oggi esistente, unico rimasto tra i cinema della "barriera"
  • Di fronte l'Asilo Infantile "Mamma Margherita", funzionante dagli inizi degli anni '70, la cui costruzione sostituì una vecchia cascina porticata

Altre vie e luoghi[modifica | modifica wikitesto]

  • Altre vie di un certo interesse sono: via Luigi Cherubini, via Renato Martorelli, via Saverio Mercadante e via Lauro Rossi, in una delle traverse della quale trova sede l'altra importante chiesa del quartiere, la chiesa intitolata a "Maria Speranza Nostra".
  • Il giardino alberato, con giochi per bambini, sito in Largo Sempione di fronte all'Ospedale San Giovanni Bosco, è stato dedicato dal Comune di Torino, durante una celebrazione tenutasi il 14 marzo 2008, a Peppino Impastato, ucciso dalla mafia il 9 maggio 1978.
Fontana in Largo Sempione nel giardino "Peppino Impastato"
  • Un'altra area verde, tra Via Cimarosa e Via Cruto, è stata intitolata a San Domenico Savio
  • In Via Cherubini è presente ancora, seppur ristrutturata, parte della storica cascina "Bruné" che risale perlomeno al Seicento, in quanto è ben visibile nelle mappe dell'assedio di Torino del 1706 sotto il nome di Pietro Brunero. Nel 1706 la cascina viene occupata dai francesi ed è sulla linea di controvallazione che unisce il Regio Parco, le cascine Gioia, Bruné, Benso, Violino, Marchesa, Scaravella. Viene poi citata dal Grossi nel 1790 come: IL BRUNÉ cascina con antico edificio del sig. Avvocato Bruné componente dieci membri civili con ampio giardino, ed una bella cappella, la campana della quale è superiormente a un grosso colombajo di detto edificio situato alla destra della strada di Chivasso, ed alla sinistra di quella che tende all’Abbazia di Stura vicino alla Gioja, lungi un miglio e mezzo da Torino. Nel 1820 il Catasto Gatti la dichiara di proprietà di Gaspare Borla con i suoi circa 16 ettari di terreni; passa poi nel 1836 a Francesco Gallizio e subisce diversi passaggi ereditari e vari frazionamenti. Nei primi decenni del Novecento perde la sua funzione agricola e passa alla famiglia Pelassa, che la detiene fino all'ultima ristrutturazione del 2004.[7]
  • La cappella di cui parla il Grossi è un edificio barocco posto sulla via Paisiello, un tempo strada della Campagnetta, visibile in qualche foto d'annata, abbattuta nel 1968 per far posto a un basso fabbricato che ora ospita negozi.[7]
  • Via Aosta: tra i numeri 101 e 147 esiste ancora oggi un nucleo di edifici di civile abitazione ed ex-botteghe artigiane, derivante da un nucleo frazionario extraurbano di formazione rurale, di forte valore ambientale e documentario, con relative aree di pertinenza a verde, costituenti integrazione storico-ambientale. Il nucleo si è formato dopo il primo Novecento lungo la Strada delle Maddalene, che dalla Barriera dell'Abbadia portava alla Borgata del Regio Parco.[7]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

  • La scelta di intitolare molte vie e piazze, spesso adiacenti tra loro, a musicisti e compositori classici italiani, ha dato origine a un contesto toponomastico molto particolare all'interno della "Barriera":
  1. Giovenale Ancina
  2. Luigi Boccherini
  3. Arrigo Boito
  4. Giovanni Bottesini (piazza)
  5. Alfredo Casella
  6. Luigi Cherubini
  7. Francesco Cilea
  8. Arcangelo Corelli
  9. Muzio Clementi
  10. Giovanni Cravero
  11. Giovanni Pierluigi da Palestrina
  12. Jacopo Foroni
  13. Girolamo Frescobaldi
  14. Giorgio Federico Ghedini
  15. Umberto Giordano
  16. Ruggero Leoncavallo
  17. Pietro Mascagni
  18. Saverio Mercadante
  19. Claudio Monteverdi
  20. Giovanni Pacini
  21. Niccolò Paganini
  22. Giovanni Paisiello
  23. Giovanni Battista Pergolesi
  24. Lorenzo Perosi
  25. Errico Petrella
  26. Nicola Porpora
  27. Giacomo Puccini
  28. Gaetano Pugnani
  29. Ottorino Respighi (piazza)
  30. Lauro Rossi
  31. Giuseppe Scarlatti
  32. Leone Sinigaglia
  33. Gaspare Spontini
  34. Giuseppe Tartini
  35. Arturo Toscanini
  36. Antonio Vivaldi
  37. Riccardo Zandonai
  • Gipo Farassino è nato in via Cuneo 6 (come narrato nel suo brano autobiografico Ël 6 ëd via Coni) ed in molte sue ballate ha cantato le storie del quartiere e della sua gente.
  • Dal 1914 è presente e funzionante la Scuola Elementare Aristide Gabelli, denominata inizialmente "Monterosa", dal nome del quartiere circostante [8]
  • Un Liceo Scientifico Statale intitolato ad Albert Einstein è presente dal 1972 in Via Pacini, nelle cui immediate vicinanze è stata inaugurata il 6 giugno 2014 una nuova area verde, con panchine e tavoli.[9]
  • Una leggenda metropolitana nata dalla metà degli anni settanta afferma che il luogo sarebbe ideale per un rifugio segreto di Goblin, il principale antagonista dell'Uomo Ragno. L'ipotesi più plausibile è che qualche studente abbia notato delle similitudini tra il luogo, gli episodi e / o i disegni degli albi a fumetti nelle prime storie dell'Uomo Ragno e Goblin che sono apparse in Italia nella collana L'Uomo Ragno in un arco temporale dal 1º ottobre 1970 (n. 12) al 5 giugno 1975 (n. 133).[senza fonte]
    Il trincerone ferroviario in Via Sempione, ora in disuso
  • Il quartiere e le sue vie sono spunto ed ambientazione dei romanzi La sfuriata di Bet (2011) e Il panico quotidiano (2013) di Christian Frascella
  • Nel film Esterina (1959) di Carlo Lizzani alcune scene sono state girate in Piazza Crispi ed all'inizio di Corso Vigevano ; inoltre l'arrivo della protagonista in città inquadra molti palazzi di Corso Giulio Cesare, allora in costruzione
  • Nel film Torino nera (1972) di Carlo Lizzani alcune scene sono state girate in via Bologna, sul ponte che scavalca il trincerone ferroviario lungo via Sempione, allora in funzione ed ora in completo disuso
  • Il portiere Claudio Garella, il centrocampista Domenico Maggiora e il centrocampista Ezio Blangero hanno cominciato a giocare a calcio nelle squadre giovanili dell'Oratorio Salesiano Michele Rua
  • Il calciatore Simone Loria è nato nel quartiere e ad inizio 2013 vi impianta una scuola calcio con l'obiettivo di contribuire alla riqualificazione della zona[10]

Museo Ettore Fico[modifica | modifica wikitesto]

Sala esposizione del Museo

Museo dedicato alle opere del pittore biellese Ettore Fico (Piatto, 1917 - Torino, 2004), è situato in Via Cigna 114 e nasce dalla ristrutturazione e riconversione di uno stabilimento industriale, già di proprietà della SICME.
La SICME (Società Industriale Costruzioni Meccaniche ed Elettriche) nacque nel 1955, specializzata nella costruzione di macchine per la smaltatura di fili di rame e si trasferisce nel 1965 in questa costruzione, all’interno di un quartiere a rapido sviluppo industriale, acquistando lo stabilimento già di proprietà della INCET (Industria Nazionale Cavi Elettrici Torino), disegnato nel 1955 dall’ingegner Aldo Marini.
Il complesso industriale si trovava in prossimità degli stabilimenti della Fiat Grandi Motori e di fronte alla SIMA, ovvero la Sezione Industrie Metallurgiche e Acciaierie, che faceva anch'essa capo alla FIAT, nonché al complesso dei Docks Torino Dora in Via Valprato.
L’azienda apparteneva alla famiglia Accati e al suo interno ha lavorato per alcuni anni Primo Levi, come chimico. Nel 1968 la fabbrica conosce un importante ampliamento dei locali, allo scopo di adeguare la propria struttura alle maggiori richieste dei mercati nazionali e internazionali : viene quindi costruita la grande navata con imponenti vetrate alle estremità, elemento che sarà caratterizzante dell’intero complesso industriale.
All’inizio degli anni duemila la SICME conosce una grave crisi finanziaria e nei primi giorni di novembre del 2004 viene presentata istanza di fallimento. [11]
Per i centoventi operai dell’azienda inizia un periodo di scioperi, occupazioni degli impianti e proteste (con episodi dimostrativi di incatenamento ai cancelli), seguiti dagli sgomberi da parte della polizia. [12]
A seguito dell'esito dell'asta giudiziaria, avverrà il trasferimento dei macchinari nella sede di Druento dell’attuale "SICME-Italia Impianti" in cui sono confluite due distinte fabbriche, mentre la vecchia sede di via Cigna viene ceduta a un’impresa edilizia.
Dall'anno 2009, l’edificio è in corso di ristrutturazione e di adeguamento per rivestire una nuova destinazione d’uso.
Il Museo è stato inaugurato ufficialmente ed aperto al pubblico il 14 settembre 2014.[13]

Street Art in Barriera[modifica | modifica wikitesto]

Murales di MILLO
Murales nei giardini di Piazza Augusto Rostagni

A seguito di un concorso d'idee svoltosi nella primavera 2014, il "Comitato Urban Barriera" ha lanciato il progetto B-ART per la riqualificazione di tredici pareti vuote di palazzi privati e di edifici pubblici, attraverso la realizzazione di grandi "murales", che contenessero un filo comune di collegamento.
Nel luglio 2014 si è svolta la votazione finale sugli elaborati pervenuti da parte di una giuria mista di esperti e di cittadini del quartiere, da cui è risultato vincitore il progetto artistico del milanese Francesco Giorgino, in arte MILLO, [14] il quale da settembre 2014 ha iniziato la realizzazione dei grandi "murales" sui muri prescelti, con uso prevalente del bianco e nero ed alcune macchie di colore. [15]

Problemi sociali[modifica | modifica wikitesto]

La Barriera di Milano oggi ha perso molto della sua importanza strategica e industriale e molte zone sono in attesa di una riconversione funzionale.
Il quartiere rispecchia la maggioranza di quartieri periferici delle grandi città ed è oggi molto cosmopolita, vista la residenza di molte culture e popoli diversi, fatto questo legato anche alla vicinanza a Porta Palazzo e a Borgo Dora.

Episodi di micro-criminalità hanno reso il quartiere meno sicuro e vivibile, anche se nel passato la zona era diventata purtroppo famosa a livello nazionale perché origine dei componenti della banda Cavallero, resasi protagonista di rapine ed altri gravi episodi di criminalità negli anni '60 .

Sviluppi futuri[modifica | modifica wikitesto]

Tutta la zona è interessata dal progetto del Comune di Torino denominato "Variante 200" che dovrebbe ridisegnare l'assetto urbanistico, viario e dei trasporti nel prossimo futuro, collegando la zona alla stazione di Torino Rebaudengo Fossata.
Il progetto è stato presentato ed illustrato alla stampa ed alla cittadinanza nel dicembre 2013.[16]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Barriera di Milano ha vinto nel 2011 la prima edizione del "Palio dei quartieri", torneo di calcio già disputato dal 1971 al 1981 con la denominazione "Palio delle borgate"; è l'unica squadra rimasta imbattuta nelle prime due edizioni (2011 e 2012).

Palio delle borgate[modifica | modifica wikitesto]

Anno Piazzamento Giocate Vinte Nulle Perse Gol fatti Gol subiti
1 1971
2 1972
3 1973
4 1974
5 1975
6 1976
7 1977
8 1978
9 1979
10 1980
11 1981

Palio dei quartieri[modifica | modifica wikitesto]

Anno Piazzamento Giocate Vinte Nulle Perse Gol fatti Gol subiti
12 2011 6 5 1 0
13 2012 6 4 2 0
14 2013 Non iscritta - - - - - -
15 2014 Non iscritta - - - - - -

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tratto da: Alessandro Perissinotto, Le colpe dei padri, Edizioni Piemme, 2013.
  2. ^ http://www.comune.torino.it/cittagora/article_13050.shtml.
  3. ^ Home
  4. ^ Deagostini - Biliardi torino
  5. ^ Home
  6. ^ http://www.izsto.it/
  7. ^ a b c MuseoTorino
  8. ^ MuseoTorino - Scheda: Scuola elementare Aristide Gabelli
  9. ^ Inaugurata la nuova area verde in Barriera di Milano "Aiuola Einstein" - Città di Torino - Verde Pubblico
  10. ^ Loria, dalla Serie A a Barriera di Milano, La Stampa, 19 febbraio 2013.
  11. ^ http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,15/articleid,0211_01_2004_0311_0065_1574567/
  12. ^ http://www.archiviolastampa.it/component/option,com_lastampa/task,search/mod,libera/action,viewer/Itemid,3/page,39/articleid,0212_01_2004_0321_0049_1484463/
  13. ^ http://www.museofico.it/it/
  14. ^ http://www.comune.torino.it/urbanbarriera/news/bart-proclamato-il-progetto-vincitore.shtml
  15. ^ http://www.ansa.it/sito/notizie/cultura/arte/2014/11/03/case-come-tele-street-art-cambia-citta_1acec648-456f-4703-8291-cb62307805ae.html
  16. ^ Torino presenta il masterplan della Variante 200: 900mila mq di città da trasformare

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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