Une histoire d'eau

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Une histoire d'eau
Histoire deau.jpg
Titolo originale Une histoire d'eau
Paese di produzione Francia
Anno 1958
Durata 18 min
Colore B/N
Audio sonoro
Genere
Regia François Truffaut, Jean-Luc Godard
Soggetto François Truffaut
Sceneggiatura François Truffaut
Produttore Pierre Braunberger
Fotografia Michel Latouche
Montaggio Jean-Luc Godard
Interpreti e personaggi

Une histoire d'eau è un cortometraggio girato nel 1958 proiettato per la prima volta in pubblico nel 1961.

Trama[modifica | modifica sorgente]

La giovane protagonista, studentessa universitaria che abita fuori Parigi, deve recarsi alla Sorbona per le lezioni proprio il giorno di un'inondazione. Attraversa la campagna su una barca e raggiunge la strada per fare autostop. Ottiene un passaggio da un giovane che sembra interessato solo parlare della propria auto. La strada è allagata per lunghi tratti, sono costretti a deviazioni e soste finché le ruote rimangono bloccate nel fango. I due proseguono a piedi nel paesaggio inondato, attraversato da barche; c'è qualcuno arrampicato sui tetti delle case che aspetta il deflusso o i soccorsi. Lui propone di baciarla, lei cederà solo se riuscirà a farla ridere: il giovane ci prova con almeno quattro barzellette, senza successo, quindi la bacia lo stesso. Finalmente riesce a far ripartire l'auto e raggiungono Parigi. Forse stasera la ragazzqa dormirà a casa di lui.

Critica[modifica | modifica sorgente]

È questo un film che forse è da attribuire più a Jean-Luc Godard che a François Truffaut. In effetti il cortometraggio nasce in modo abbastanza originale. Nel 1958 un'inondazione si abbatte sulla regione parigina; a Truffaut sembra un'occasione per sfruttare i luoghi allagati come scenografia per un cortometraggio, così un sabato mattina parte con l'auto prestata da Claude Chabrol e 600 metri di pellicola.

In effetti le cose vanno diversamente dal previsto: l'acqua si sta ritirando e Truffaut è imbarazzato dal trovarsi lì per girare un film mentre tutti sono indaffarati a cercare di salvare il salvabile.

Tornato a Parigi, Truffaut comunica al produttore Braunberger di aver sprecato la pellicola e che non ne farà niente. Godard esamina il materiale e chiede a Truffaut di poterlo utilizzare. Il risultato è questo cortometraggio in cui Godard oltre ad avere montato le scene in un ordine diverso da quello in cui erano state girate, ha scritto il commento (non ci sono dialoghi tra i protagonisti ma solo una voce off che racconta quello che accade), ha scelto la musica, ecc.

Il testo del commento letto dalla voce di Godard conferisce alla vicenda un significato nuovo diverso da quello originariamente inteso da Truffaut, pieno di riferimenti colti, in linea con il fatto che la protagonista è una studentessa universitaria: si citano infatti Petrarca, Omero, Baudelaire, Degas, Poe, Goethe, Wagner etc.[1]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Dialoghi e note di sceneggiatura sono stati pubblicati su "L'Avant-Scène du cinéma", n. 7, 1961, pp. 60–63
  • Oreste De Fornari, I film di François Truffaut, Gremese, Roma, 1986, p. 48

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Alberto Farassino, Jean-Luc Godard, Il Castoro cinema, 1996, ISBN 9788880330660.

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]

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